Giampietro Ferraris

giureconsulto italiano (c. 1364- c. 1421)
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Giampietro Ferraris, o Giovanni Pietro Ferrari, latinizzato come Johannes Petrus de Ferrariis (Pavia, 1364 circa – 1421 circa), è stato un giurista italiano del XIV-XV secolo.[1]

Exordium auree ac preciose moderne iudicialis practice, 1484

Si occupò di insegnamento, di amministrazione pubblica e di legislazione.[1]

BiografiaModifica

Nacque intorno al 1364 a Pavia, figlio di Agostino, a sua volta giurista come il fratello di quest'ultimo Avogario.[1] Si laureò in diritto prima del 1388.[1] A partire dal 1391 fu, più volte, priore dei Collegio dei giuristi di Pavia.[1] Non si hanno notizie di incarichi accademici oltre il 1400. In quell'anno Giampietro Ferraris ebbe un figlio e iniziò a scrivere la Practica, una raccolta di formule giudiziarie commentate, cui dedicò oltre 15 anni.[1]

Compì numerosi viaggi, a Roma, Genova, Venezia e Firenze, in Francia e in Germania, ma fu in particolare a Milano e in Lombardia, tra Pavia e il Monferrato.[1] Fu vicario generale del marchese del Monferrato Teodoro II nel 1413 e l'anno successivo a Pontestura.[1]

Morì nel 1421 circa.[1]

La sua opera Practica (anche nota come Practica aurea o Practica papiensis)[2] ebbe una notevole diffusione, in particolare oltralpe: a parte vari manoscritti, ebbe 20 edizioni stampate entro la fine del XV secolo (la prima a Strasburgo nel 1472 circa, l'ultima edizione a Venezia nel 1555).[1]

OpereModifica

  • (LA) Practica aurea, Strasburgo, 1472 c.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i j DBI.
  2. ^ Da non confondere con la Practica aurea pubblicata un secolo dopo da Giovanni Battista Asini.

BibliografiaModifica

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