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Gianni Poggi

tenore italiano

BiografiaModifica

Studiò dapprima a Bologna con il soprano Valeria Manna ed in seguito a Milano con il baritono Emilio Ghirardini, esordendo in Nabucco al teatro Massimo di Palermo nel 1947. Nella stessa stagione si esibì anche nel ruolo di Rodolfo in sostituzione di un collega, ottenendo grande successo.

Ancora in parte per una circostanza imprevista (era attesa la presenza di Jussi Björling, che poi non si concretizzò), l'anno successivo, a soli 26 anni, debuttò con successo alla Scala in Un ballo in maschera. Fu l'inizio di un'assidua collaborazione con il teatro milanese, che vide Poggi presente in cartellone, con brevi interruzioni, fino al 1960[1] in svariati ruoli, tra cui Enzo, Fernando, Edgardo, Duca di Mantova, Rodolfo, Cavaradossi, Faust (sia dell'opera di Gounod che di Mefistofele), oltre alla partecipazione a Oberto, Conte di San Bonifacio, nella prima ripresa moderna dell'opera verdiana nel 1951.

Esordì all'Arena di Verona nel 1949 nel ruolo di Lohengrin accanto a Renata Tebaldi (edizione in italiano) e si esibì in tutti i principali teatri italiani, in Sud America (Buenos Aires, Rio, San Paolo), a Barcellona, Berlino, Monte Carlo e al Metropolitan, dove fu presente per due stagioni dal 1955. In quello stesso anno sostenne l'impervio ruolo di Don Sebastiano nella storica ripresa dell'opera donizettiana al Comunale di Firenze, di cui rimane un'importante registrazione.

Dall'inizio degli anni 60 accusò un appannamento vocale, avvertibile anche nelle ultime incisioni, che non gli impedì tuttavia di apparire regolarmente, dal 59 al 64, all'Opera di Vienna, oltreché sporadicamente ancora alla Scala nel 1964 e 65[2]. Chiuse la carriera nel 1969 con una recita di Mefistofele al Teatro Municipale di Piacenza.

DiscografiaModifica

Incisioni in studioModifica

Edizioni dal vivo (selezione)Modifica

Brani singoli (selezione)Modifica

  • La Favorita: Spirto gentil, Marta: M'apparì, La Gioconda: Cielo e mar, Un ballo in maschera: Forse la soglia attinse (Columbia 1948)
  • Faust: Salve dimora, Pagliacci: Vesti la giubba, La Favorita: Spirto gentil, Un ballo in maschera: La rivedrò nell'estasi (Cetra 1950)
  • Il trovatore: Ah si ben mio, Di quella pira, Luisa Miller: Quando le sere al placido, Manon Lescaut: Donna non vidi mai, Gianni Schicchi: Firenze è come un albero fiorito, Andrea Chénier: Come un bel dì di maggio, Fedora: Amor ti vieta (Decca 1953)
  • Mefistofele: Dai campi dai prati, Giunto sul passo estremo, Aida: Celeste Aida, L'elisir d'amore: Una furtiva lacrima (Philips 1957)

NoteModifica

  1. ^ F.Fernandi: Le voci piacentine, Azzali-Parma 1994
  2. ^ Archivio Teatro alla Scala

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN22329342 · ISNI (EN0000 0001 1488 6330 · LCCN (ENn83177021 · GND (DE119458918 · BNF (FRcb13921781j (data) · WorldCat Identities (ENn83-177021