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Gilberto Severini nel 2002

Gilberto Severini (Osimo, 1941) è uno scrittore italiano.

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BiografiaModifica

Gilberto Severini è nato nel 1941 a Osimo, nelle Marche dove attualmente risiede. Esordisce nel 1981 con la raccolta poetica Nelle aranciate amare e l'anno successivo dà alle stampe la sua prima opera narrativa, il romanzo breve Consumazioni al tavolo. Primo romanzo epistolare è Sentiamoci qualche volta del 1984, mentre è di quattro anni più tardi la raccolta di racconti Fuoco magico. Seguono i tre romanzi generazionali raccolti in Partners e in seguito riproposti singolarmente. Nel 1998 la raccolta Quando Chicco si spoglia sorride sempre riceve il premio Arturo Loria[1] mentre nel 2010 A cosa servono gli amori infelici giunge finalista al Premio Strega dell'anno successivo[2]. Backstage del 2013 è una lunga lettera dello scrittore al suo editore[3], mentre la sua ultima fatica letteraria è il romanzo Dilettanti del 2018.

OpereModifica

PoesiaModifica

  • 1981, Nelle aranciate amare, Ancona, Il Lavoro Editoriale - Nuova ed. Ancona, Pequod, 1997

RomanziModifica

  • 1982, Consumazioni al tavolo, Ancona, Il Lavoro Editoriale
  • 1984, Sentiamoci qualche volta, Ancona, Il Lavoro Editoriale
  • 1988, Partners, Ancona, Transeuropa
  • 1991, Un breve autunno, Ancona, Transeuropa
  • 1996, Congedo ordinario, Ancona, Pequod- Nuova ed. Roma, Playground, 2011
  • 1997, Feste perdute, Ancona, Transeuropa
  • 2001, La sartoria, Milano, Rizzoli
  • 2002, Ospite in soffitta, Ancona, Pequod
  • 2005, Ragazzo prodigio, Ancona, Pequod
  • 2009, Il praticante, Roma, Playground
  • 2010, A cosa servono gli amori infelici, Roma, Playground
  • 2013, Backstage, Roma, Playground[4]
  • 2018, Dilettanti, Roma, Playground

RaccontiModifica

  • 1988, Fuoco magico, Ancona, Transeuropa
  • 1998, Quando Chicco si spoglia sorride sempre, Milano, Rizzoli

MiscellaneaModifica

  • 1999, Capodanni, Ancona, Pequod

NoteModifica

  1. ^ Vedi sito Città di Capri
  2. ^ Vedi sito ufficiale Premio Strega
  3. ^ Scheda dell'editore Pequod e Scheda dell'editore Fandango
  4. ^ Recensione di Elena Stancanelli su La Repubblica Donne

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Collegamenti esterniModifica

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