Gilberto di Borgogna

Gilberto o Giselberto di Châlon (inizio X secolonei pressi di Parigi, 956) Conte di Chalon, di Digione, di Beaune, di Vergy e d'Avalon, dal 925 circa, poi conte di Troyes e duca[1] di Borgogna, dal 952 alla morte.

Gilberto
duca di Borgogna
In carica952 –
956
PredecessoreUgo il Nero
SuccessoreOddone
Conte di Chalon, di Digione, di Beaune, di Vergy e d'Avalon
In carica925 circa –
956
PredecessoreManasse II
SuccessoreRoberto di Vermandois
conte di Troyes
In carica952 –
956
PredecessoreUgo il Nero
SuccessoreRoberto
Nome completoGiselberto di Châlon
Nascitainizio X secolo
Mortenei pressi di Parigi, 956
DinastiaVergy
PadreManasse II
MadreErmengarda di Provenza
ConsorteErmengarda di Borgogna
FigliAdeliaide
Liutgarda e
Adele
Religionecattolica

OrigineModifica

Secondo il Cartulaire du prieuré de Saint-Marcel-lès-Chalon, Giselberto era figlio del conte di Chalon e Digione e signore di Vergy, Manasse II detto il Giovane e di Ermengarda di Provenza[2], figlia del re di Provenza, Bosone I (dopo 882[3]-dopo giugno 924), che viene citata un documento, datato 11 agosto 887, in cui Carlo il Grosso, senza farne il nome, la conferma nelle sue proprietà assieme al fratello e alla sorella[4].
Secondo la Chronique de l'abbaye de Saint-Bénigne de Dijon Manasse II di Châlon era figlio del conte di Chalon, Beaune, Digione e Auxois, signore di Vergy e Langres, Manasse I detto il Vecchio[5] e di Ermengarda, figlia del Conte di Hainaut, Reginardo I.

BiografiaModifica

L'origine di Giselberto è confermata dalla Vita Sanctii Viventii Presbyteri in cui si fa riferimento ai genitori, Manasse ed Ermengarda ed ai loro figli, Giselberto ed Hervé, vescovo di Autun[6] e poi dal testamento del vescovo Hervé, che nel 919, cita la madre contessa Ermengarda e poi i fratelli, Walo e Giselberto[7].

Alla morte del padre, che era stato un collaboratore del primo duca di Borgogna, Riccardo il Giustiziere[6], nel 924 circa (infatti da un documento del Cartulaire du prieuré de Saint-Marcel-lès-Chalon, il N° 27, di una richiesta di donazione, del giugno 924, fatta al conte Giselberto[2] e sua madre, Ermengarda, vedova[8]), Giselberto ereditò il titolo di conte di Chalon e Digione e signore di Vergy.

Secondo la Histoire de Chalon-sur-Saône, Giselberto, nel 923, lottò contro Ugo il Nero, per la succedere a Rodolfo di Borgogna nel titolo di Duca di Borgogna, che in quella data era divenuto Re dei Franchi Occidentali[9].
Ancora secondo la Histoire de Chalon-sur-Saône, Giselberto, impegnato a lottare contro Ugo il Nero, che era Duca di Borgogna, in una data imprecisata, non fu in grado di difendere la contea di Chalon dall'invasione degli Ungheresi[10].

Nel 924, assieme al fratello, Walo, Giselberto al seguito dello zio Rainaldo, secondo Flodoardo, catturarono il castello di Monte san Giovanni (castellum…Mons sancti Iohannis), ma nello stesso anno il re dei Franchi occidentali, Rodolfo, lo riconquistò[11].

Prima del maggio 926 (in quel mese un documento, il N° 268 del Recueil des Chartes de Cluny, riporta di uno scambio di proprietà tra il conte Giselberto e sua moglie Ermengarda con un certo Sisberto, la cui moglie si chiamava anche lei Ermengarda[12]), Giselberto aveva sposato la bosonide Ermengarda, figlia del conte di Autun, conte di Auxerre, primo duca dei Burgundi prima col titolo di marchese e poi col titolo di duca di Borgogna ed infine conte di Troyes, Riccardo di Autun detto il Giustiziere[13], e di Adelaide (?-dopo il 14 luglio 929) figlia del conte di Auxerre e di Borgogna, Corrado II, della famiglia dei Guelfi e di Waldrada. Ermengarda era sorella del re dei Franchi occidentali, Rodolfo di Francia e del duca di Borgogna, Ugo il Nero e Giselberto ne divenendo il cognato e miglior alleato di entrambi.

In un documento del 5 giugno 926, il N° 271 del Recueil des Chartes de Cluny, un certo Warulfo, dichiarandosi vassallo del conte Giselberto, certifica una permuta di terreni con l'arcidiacono, Girardo[14].

In un documento dell'11 dicembre 934, delle Chartes de l'abbaye de Saint-Etienne de Dijon, VIII, IX, X et XI siècles, Giselberto viene citato come conte di Autun[15].

Il 1º settembre 936, Giselberto viene citato in una donazione che il cognato Ugo fece per le anime dei suoi genitori, Riccardo e Adelaide[15].

Nel 952, alla morte di suo cognato, Ugo il Nero, Giselberto avrebbe dovuto succedergli nel ducato di Borgogna e nella contea di Troyes, come era stato stabilito, nel 936, con l'approvazione dell'altro cognato, il re, Rodolfo di Francia[15]. Ma per succedergli dovette venire a patti[16] col duca dei Franchi e conte di Parigi, Ugo il Grande.

Gilberto cercò di non farsi coinvolgere nella lotta tra Carolingi e Robertingi, ma dovette dichiararsi vassallo del conte di Parigi, il robertingio, Ugo il Grande, e, pur non avendone il titolo, governò la Borgogna come se fosse il duca.

Nel 955, la figlia di Gilberto, Liutgarda sposò Oddone, figlio del duca di Francia e conte di Parigi, Ugo il Grande e fratello minore del futuro re di Francia, Ugo Capeto.

Secondo gli Annales Nivernenses Gilberto morì poco dopo la Pasqua del 956, nei pressi di Parigi[17], mentre l'Ex Chronico Senonensi Sanctae Columbae specifica che morì il terzo giorno dopo la Pasqua[18]. Giselberto aveva lasciato tutti i suoi possedimenti[19] a Ugo il Grande, che se ne impossessò, ma, alcune settimane dopo[17], alla morte di Ugo, nel mese di luglio[18], il ducato di Borgogna, che secondo lo storico francese Christian Settipani fu sottoposto al controllo diretto del re dei Franchi occidentali, Lotario IV[15], riacquistò la sua entità individuale e, nella divisione dell'eredità[20] di Ugo il Grande, il ducato di Borgogna fu assegnato al genero di Gilberto, Oddone (al fratello Ugo Capeto era andato il marchesato di Neustria). Oddone poi, nel 960, fu ufficialmente investito del titolo di duca di Borgogna, dal re di Francia, Lotario IV.

Matrimonio e discendenzaModifica

Gilberto ed Ermengarda, il cui matrimonio è confermato anche dallo storico André Duchesne (1584-1640), considerato il padre della storiografia francese, nel suo Histoire généalogique de la maison de Vergy[21] ebbero tre (due, a cui dedica i capitoli V e VI del suo libro, secondo Duchesne) figlie:

  • Adeliaide, confermata da André Duchesne[22] o Werra (930/4[15][23]- dopo l'agosto 967), che prima del 950 aveva sposato il conte di Meaux, Roberto di Vermandois, come confermato nel Chronicle of Saint-Bénigne de Dijon[15],
  • Liutgarda, confermata da André Duchesne[22] (?-dopo il 958), che, nel 955, sposò Oddone, figlio del duca di Francia e conte di Parigi, Ugo il Grande, e divenne duchessa di Borgogna. Secondo l'Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, nel 955 risultava moglie di Oddone, figlio del duca di Francia e conte di Parigi, Ugo il Grande[24], confermato anche dal Chronica Albrici Monachi Trium Fontium[25] e dal Chronicle of Saint-Bénigne de Dijon[26] e dal monaco e cronista Orderico Vitale[15].
    Secondo gli Annales Nivernenses Liutgarda nel 958, fu rapita da Rodolfo conte di Digione quando conquistò il castello di Beaume, che poco dopo fu riconquistato dal marito Oddone, liberandola[27].
  • Adele (?-dopo il 18 ottobre 984), che sposò in prime nozze Lamberto di Digione conte di Chalon ed in seconde nozze con il conte d'Angiò, Goffredo, detto Grisegonelle, vedovo di sua nipote (figlia di sua sorella Adelaide), Adele (ca. 950974),

NoteModifica

  1. ^ Il titolo di Gilberto fu esattamente conte principale di Borgogna
  2. ^ a b (LA) Cartulaire du prieuré de Saint-Marcel-lès-Chalon, documento 27, Pag 28
  3. ^ (LA) Annales Bertiniani, anno 882, Pag 288
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Diplomata Regum Germaniae ex Stirpe Karolinorum, tomus II, Pag 268 Archiviato l'11 marzo 2016 in Internet Archive.
  5. ^ (LA) Chronique de l'abbaye de Saint-Bénigne de Dijon, Pag 118
  6. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Ex Vita Sanctii Viventii Presbyteri, Pag 131
  7. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Herivei Aeduorum Episcopi Testamentum, Pagg 717 e718
  8. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Cartulaire du prieuré de Saint-Marcel-lès-Chalon, documento 27, Pag 28, nota 1
  9. ^ (FR) Histoire de Chalon-sur-Saône, pag. 212
  10. ^ (FR) Histoire de Chalon-sur-Saône, pagg. 212 e 213, nota
  11. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Flodoardi Annales, anno 924, Pag 373 Archiviato il 27 febbraio 2014 in Internet Archive.
  12. ^ (LA) Recueil des Chartes de Cluny, tomus I: documento N° 268, pagg. 260-261
  13. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus III: Flodoardi Annales, anno 923, pag. 371 Archiviato il 21 maggio 2014 in Internet Archive.
  14. ^ (LA) Recueil des Chartes de Cluny, tomus I: documento N° 271, pagg. 265-266
  15. ^ a b c d e f g (EN) Foundation for Medieval Genealogy : Duchi di Borgogna - GISELBERT
  16. ^ Gilberto di Châlon, per ottenere il ducato, dovette riconoscere Ugo il Grande, come suo signore e ne ricevette in cambio il titolo di conte principale di Borgogna.
  17. ^ a b (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XIII: Annales Nivernenses, anno 956, pag. 89 Archiviato il 13 marzo 2016 in Internet Archive.
  18. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus IX, Ex Chronico Senonensi Sanctae Columbae, Pag 41
  19. ^ La contea di Troyes era stata ereditata dal genero di Giselberto, Roberto, conte di Meaux.
  20. ^ I due figli di Ugo, Ugo Capeto e Oddone litigarono a lungo per la divisione dell'eredità paterna e alla fine decisero di spartirsela.
  21. ^ (FR) André Duchesne, Histoire généalogique de la maison de Vergy, Pag 40
  22. ^ a b (FR) André Duchesne, Histoire généalogique de la maison de Vergy, Pag 44
  23. ^ Adelaide viene citata nel documento dell'11 dicembre 934, delle Chartes de l'abbaye de Saint-Etienne de Dijon, VIII, IX, X et XI siècles
  24. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XXIII: Hugonis Floriacensis, Historia Francorum Senonensis, anno 955, pag. 366 Archiviato il 10 marzo 2016 in Internet Archive.
  25. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XXIII: Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 958, pag. 767 Archiviato il 10 marzo 2016 in Internet Archive.
  26. ^ (LA) Chronicle of Saint-Bénigne de Dijon, Pag 135
  27. ^ (EN) Monumenta Germaniae Historica, tomus XIII: Annales Nivernenses, anno 958, pag. 89 Archiviato il 13 marzo 2016 in Internet Archive.

BibliografiaModifica

Fonti primarieModifica

Letteratura storiograficaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica