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Gino Baratta

critico d'arte e critico letterario italiano
Gino Baratta, Mantova, 1982.

Gino Baratta (Revere, 10 agosto 1932Mantova, 23 ottobre 1984) è stato un critico d'arte e critico letterario italiano.

«...Era un maestro nato. Ne possedeva tutti i requisiti: statura morale, cultura, fascino intellettuale.[1]»

Indice

BiografiaModifica

 
Gino Baratta alla presentazione
de Il sesto poeta, con Alberto Cappi, Gilberto Finzi, Sergio Cordibella,
Mantova, 1982

Gino Baratta nasce il 10 agosto 1932 a Revere, provincia di Mantova.

 
1965: Gino Baratta con i fondatori della rivista letteraria Il Portico: Ferdinando Trebbi, Vladimiro Bertazzoni, Giuliano Parenti, Umberto Artioli, Renzo Margonari, Mario Artioli

Il padre Felice e lo zio Francesco sono artigiani specializzati nella tornitura del legno.[2]

Nel 1952 consegue la maturità classica al Liceo Virgilio di Mantova. È suo insegnante di lettere Emilio Faccioli, che lo incoraggia a coltivare il gusto per la letteratura e per ogni altra forma d'arte. Nel 1965, insieme a lui, tradurrà dal francese, per la Casa Editrice Einaudi, il volume di Henri Focillon, L'arte dell'Occidente[3]; e a lui dedicherà, alla presentazione mantovana della sua traduzione della Moscheide folenghiana, una serie di considerazioni sul tradurre, pubblicate postume nel 2008 dall'editore G. Arcari.[4] L'orientamento di Faccioli e la frequentazione dei pittori conterranei Rino Luppi e Lanfranco (Frigeri) - con la cerchia di amici che ruotava intorno a loro - lo appassionano alla pittura e lo conducono ad approfondire le tematiche legate all'analisi dell'opera d'arte. Nella biblioteca dello zio materno, Pietro Pavesi, trova abbondanza di libri. Di quegli anni di letture disordinate e appassionate è la 'scoperta' di Baudelaire e dei poeti maledetti, di Nietzsche, di Jung, di Kerenyi, di Kierkegaard... Legge moltissimo, con una curiosità onnivora, come sarà per tutta la sua vita, spaziando dalla letteratura - con particolare attenzione alla poesia - alla critica letteraria e d'arte, alla filosofia, alla psicanalisi, alla sociologia, all'antropologia. Legge e ascolta musica.

Concluso il Liceo, frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia presso l'Università Cattolica del "Sacro Cuore" di Milano e si laurea in Lettere Moderne, nel febbraio 1958, con una tesi su La poesia cosmografica del '400, relatore il professor Mario Apollonio. Dopo la laurea si dedicherà all'insegnamento e nel 1963 otterrà la nomina in ruolo come insegnante di lettere, prima alle Scuole Medie, poi, nel 1965, alle Superiori: e sarà l'Istituto Tecnico per Geometri Carlo d'Arco di Mantova, la scuola della sua vita; dove - con alcuni colleghi, negli anni 1975 e 1976 - farà anche l'esperienza della Presidenza collegiale.[5]

Nel 1960 si sposa con Annarosa Enzi e si trasferisce a Mantova. Hanno una figlia, Valeria.

La sua formazione culturale si arricchisce e si approfondisce attraverso la lezione degli esponenti delle tendenze critiche che si intersecano e si combinano fin dagli anni '50 del Novecento, soprattutto nell'ambito del pensiero fenomenologico (Edmund Husserl, Maurice Merleau-Ponty, Emmanuel Lévinas...) e della "Nouvelle critique littéraire" ( Roland Barthes, Jean Starobinski...): a partire dalla critica di area marxista (Antonio Gramsci, György Lukács...) e della Scuola di Francoforte (Max Horkheimer, Theodor Adorno, Walter Benjamin...), al Formalismo russo (Viktor Šklovskij, Vladimir Propp, Jurij Tynjanov,...), allo Strutturalismo (Ferdinand de Saussure, Roman Jakobson, Claude Lévi-Strauss...) e al Poststrutturalismo (Jacques Derrida, Gilles Deleuze, Félix Guattari...), alla critica semiotica (Julia Kristeva, Algirdas Julien Greimas, Umberto Eco, Maria Corti...), psicanalitica (Charles Mauron, Giacomo Debenedetti) e filosofica (Jacques Lacan, Michel Foucault, Louis Althusser...), a quella stilistica (Ernst Curtius, Leo Spitzer, Erich Auerbach, Gianfranco Contini...) e, soprattutto dalla fine degli anni Settanta, a quella ermeneutica (Hans Georg Gadamer, Hans Blumenberg, Jürgen Habermas...). Per quanto riguarda la critica italiana, particolare interesse riserverà alla Neofenomenologia critica di Luciano Anceschi e al Gruppo 63.[6]

Lo specchio di carta

Dietro il reale, dietro lo specchio,
rimane un fondo, una lettera
il cui spirito rimane indecifrabile.

da Itinerario negli anni magici
in Miraggi della Biblioteca, p. 30.

Miraggi della Biblioteca

La biblioteca sotterranea costituisce
la geografia del profondo;
là si deve scendere
per dar senso all'invenzione. [...]

La discesa porta al cuore del mondo:
là si apprende che scrivere è ritrovare,
che ritrovare è ricordare.

da Nerval: l'impossibile unione,
in Miraggi della Biblioteca, p.13.

I suoi interessi spaziano in tutti i campi: poesia, teatro, pittura, architettura, cinema e musica; si ancorano profondamente nella contemporaneità e si rivolgono in particolare alle cosiddette "aree marginali", ai "territori di frontiera", dove "fermenta e matura il futuro dell'arte".[7] Le sue predilezioni vanno alle poetiche del Barocco e del Manierismo, alle grandi ermeneutiche del passato e contemporanee, al tema dell'immaginario, che " è accessibile solo nei travestimenti in cui esso si disloca, cioè nei segni"[8]; invariata nel tempo rimane "la chiave formale, lo smontaggio retorico e linguistico dell'evento letterario"[9], di cui testimonia il saggio su Giorgio Manganelli del 1982, raccolto nei Miraggi della Biblioteca. Così come temi ricorrenti sono i motivi del Labirinto - con la sua dimensione disorientante - e della Biblioteca "sotterranea".

Scrive sul quotidiano locale Gazzetta di Mantova, su riviste letterarie come Che fare, Marcatré, Quindici, Il Verri, Anterem, Il Caffè, Il Cobold, Quinta Generazione, Spirali, Testuale, Squero, Studi teatrali, Letteratura.

Nel 1973 collabora con l'Università di Verona. Intenso è il suo impegno nella realtà sociale e locale; partecipa all'organizzazione di eventi culturali e presenta mostre d'arte. Nel 1974 cura con Francesco Bartoli e Zeno Birolli Osvaldo Licini, Errante, eretico, erotico - Gli scritti letterari e tutte le lettere, Feltrinelli, Milano. Nel 1983 scrive un saggio introduttivo su La doppia dimenticanza - Poeti della sesta generazione, per l'Editrice Forum di Forlì. A partire dagli anni Settanta si appassionerà al teatro di sperimentazione e porterà a Mantova, con il Circolo Ottobre, i gruppi di punta della Neoavanguardia e della Postavanguardia teatrale, impegnandoli anche in laboratori per la scuola.[10] Conclusi gli anni Settanta e il periodo dell'utopia collettiva - scrivono gli amici Umberto Artioli e Francesco Bartoli, ambedue docenti universitari di Storia del Teatro - diventano centrali per lui i temi della soggettività e della memoria, del viaggio come "quest che porta al centro, all'origine, al fondo, al desiderio".[11] E ancora Umberto Artioli sottolinea, per altro verso, come fosse "... sempre alla ricerca del nesso che stringe in un'unica costellazione l'avventura letteraria e la passione civile. [...]"; e come "Il dialogo, l'intervento, la militanza [fossero] per Baratta una sorta di necessità: di qui i tratti inconfondibili del magistero, praticato con assoluto dispendio di sé in una difficile osmosi tra l'aristocratica raffinatezza dei presupposti culturali e la necessità di diffondere e divulgare" (Umberto Artioli, Prefazione al libro di Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto, pp. 9–10).

Muore il 23 ottobre 1984, a cinquantadue anni, per il male che l'aveva colpito quasi cinque anni prima.

Nel 1998 il Comune di Mantova gli dedica la nuova biblioteca della città: la Biblioteca Mediateca Gino Baratta.[12]

Attività Culturale e OpereModifica

Linguaggio

Ci si interroga oggi sull'identità dell'uomo del passato, sulle sue ossessioni, così come domani qualcuno s'interrogherà sulla nostra identità. E probabilmente l'ossessione 'linguistica' risulterà il tratto saliente del volto novecentesco, lo stesso che oggi sembra abbia caratterizzato l'uomo come tale. [...]

Appariremo come coloro che hanno interrogato il linguaggio come si interroga il quid che appassiona ed affligge con il suo mostrarsi e scomparire, con il suo svelarsi e ri-velarsi?

Coloro che hanno avuto due vocazioni: una a cercare il contenuto di verità, l'altra a commentarne il contenuto reale.

Critica e commento sono i due poli di rapporto con il linguaggio; solo permane il dubbio che il contenuto di verità rimanga latente.

Per questo il critico del linguaggio è insoddisfatto, come l'alchimista consapevole che il linguaggio non rivela mai del tutto il proprio segreto, mentre il commentatore è convinto che il contenuto di verità diventi tutt'uno con il contenuto reale: egli è il chimico che del rogo del linguaggio analizza solo legno e cenere.

Da Linguaggio, in Enciclopedia, XV: Sistematica, Einaudi, Torino 1982, pp. 331-340.

La poesia è lontana?

Il poeta, la poesia, si dice, sono lontanissimi dal reale, dalla terra.

In vena di metaforica astrofisica, posso supporre che la poesia sia uno di quei quasar lontanissimi di cui, tuttavia, si registrano la presenza, i messaggi.

Poesia lontana dall'orizzonte terreno dodici miliardi di anni luce?

Ma uno di quei quasar che emettono più energia di cento miliardi di stelle.

Discorso pronunciato il 7 novembre 1982, a Malo (Vicenza), al convegno Il poeta, in Lo specchio di carta, p. 181.

La biblioteca sotterranea

Bisognerà decidersi ad ammettere che esiste sotto la biblioteca consacrata e visibile, una biblioteca sconsacrata e nascosta, sotterranea.

Come dire che c'è un tempo storico, cronometrico, cronologico che è il tempo sacro che governa la biblioteca visibile, il topos-biblioteca che si differenzia da ogni altra costruzione, così come avviene per il tempio. E c'è un tempo profano, misto, non lineare che rovista confonde , mescola le carte degli archivi, i volumi della biblioteca sotterranea.

Un rito si celebra nel tempo sacro della biblioteca visibile; una sorta di messa nera si consuma nell'ipogeo. In alto si consacra, sotto si dissacra; sopra si celebra un luogo e un tempo; sotto si profana il perimetro del tempio, si sgretolano le fondamenta, si rodono e scavano i muri, come se un vento vi imperversasse a dissestare scaffali, a disseminare inventari e schedari.

Frequentare le biblioteche: forse significa l'avventura che comporta il disorientarsi dentro l'ipogeo della biblioteca.

Il tempo, la biblioteca, la scrittura globulare in Miraggi della biblioteca, p. 261.

Specola e MicroscopioModifica

Nel corso degli studi universitari, collabora alla rivista d'arte e di attualità Specola e Microscopio, edita a Milano. Pubblica articoli su Baudelaire[13] su Nicola Berdjaev[14] su La genesi di Parsifal.[15]

Gruppo di Cultura ModernaModifica

Agli inizi degli anni Sessanta, insieme ad altri intellettuali mantovani, anima il Gruppo di Cultura Moderna, interessato alle realtà artistiche e letterarie contemporanee.

Il PorticoModifica

Nel 1964 collabora alla nascita a Mantova[16] della rivista d'avanguardia Il Portico, rivista di analisi della letteratura, dell'arte e della filosofia del Novecento. Escono quindici numeri. L'esperienza si chiude nel 1970. Gino Baratta pubblica articoli riguardanti Herbert Read[17][18]Umberto Bellintani[19][20][21] il Gruppo '63[22][23] Rocco Scotellaro[24][25] Elio Pagliarani[26][27] Roberto Di Marco[28]Edoardo Sanguineti.[29].

Nel 1967 esce il volume Pretesti critici (Ricerche sulla letteratura contemporanea)[30], che raccoglie gli articoli pubblicati dal 1964 al 1966 su Il Portico e uno studio del 1966, Il manierismo: una categoria discussa.[31][32].

Circolo OttobreModifica

Nel 1972 è fra i collaboratori del gruppo politico-culturale il Circolo Ottobre[33], fondato da Lotta Continua.

Il gruppo mantovano, che subito si rivelerà "trasgressivo rispetto alla linea nazionale"[34] organizzerà mostre d'arte, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche d'avanguardia, cicli di conferenze e dibattiti, fino al 1980, data dello scioglimento.[35]

Le iniziative culturali del Circolo Ottobre sono presentate e commentate da articoli scritti sul quotidiano locale da Gino Baratta, che in quelle occasioni non firma col proprio nome ma con quello del Circolo stesso. Fra i molti altri gruppi si esibiscono a Mantova Memè Perlini, il Carrozzone (noto poi come Magazzini Criminali)[36][37][38] il Bread & Puppet Theater[39] l'Odin Teatret[40]La Gaia Scienza, il duo Dal Bosco-Varesco[41] e il Living Theatre.[42]

Cataloghi di mostre d'arteModifica

Negli anni Settanta e nei primi anni Ottanta, come critico d'arte, presenta le opere di artisti come Gastone Novelli[43], Virgilio Guidi[44], Eustachy Kossakowski[45], Marcello Morandini[46], Gino Gorza[47], Giosetta Fioroni[48]Rodolfo Aricò[49], Leonardo Mosso[50], Elio Marchegiani[51], Gianfranco Baruchello[52], Enrico Cattaneo[53], Vasco Bendini[54]. Felice Casorati[55]. Di Renato Birolli uscirà postumo lo studio sui Taccuini.[56]

Nel 1979 collabora al Catalogo di una mostra al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, curata da Zeno Birolli e intitolata Letteratura-Arte. Miti del '900.[57] Nel 1981 i suoi interventi, raccolti nella sezione Stanze[58], vengono pubblicati a Parigi dal Centre Pompidou, nel catalogo della mostra Les réalismes 1919-1939.[59]

Voci EnciclopedicheModifica

Nel 1976, con la casa editrice Feltrinelli, per "Letteratura 1", scrive la voce Avanguardia letteraria[60][61] e, nel 1980, per "Enciclopedia del teatro del '900", Feltrinelli, Milano 1980, la voce Teatro del Gruppo 63.[62][63]

Negli anni 1981-1982, per l'Enciclopedia della casa editrice Einaudi, scrive le voci Ritmo[64][65]; Argomentazione[66]; Linguaggio.[67][68]

Collana per la "Libreria Einaudi" di MantovaModifica

Nel 1983, insieme all'amico di sempre Francesco Bartoli, collabora con Alberto Bernardelli e Frediano Sessi alla creazione di una collana della “Libreria Einaudi” di Mantova, il cui intento è dare ampio spazio ad artisti giovani e poco conosciuti e suggerire una metodologia aperta nell'analisi dell'opera d'arte: "... quadri e sculture vengono accostati a pezzi letterari"[69] e al lettore è affidato il ruolo attivo di ordinare e interpretare materiali "...fuori posto [...], fuori museo, fuori compendio, fuori archivio".[70]

Opere postumeModifica

Alla sua morte lascia scritti inediti, studi realizzati tra il 1979 e il 1984 sulla poesia e sul linguaggio, saggi su autori come Gérard de Nerval[71][72], e i prediletti Andrea Zanzotto[73][74] e Giorgio Manganelli[75][76]. Tutto questo materiale, insieme ad articoli, prefazioni di libri, introduzioni a cataloghi di mostre già pubblicati, sarà ordinato nei volumi postumi:

  • 1985 Lo specchio di carta. Scritti sulla poesia contemporanea, a cura di Frediano Sessi e Alberto Cappi, Forum/Quinta generazione, Forlì 1985.
  • 1986 Miraggi della Biblioteca, a cura di Umberto Artioli, Francesco Bartoli, Zeno Birolli e Fernando Trebbi, Shakespeare & Company, Brescia 1986.
  • 1993 Il voltafaccia del linguaggio, a cura di Zeno Birolli, Claudio Lombardi Editore, Milano 1993.
  • 1996 Taccuini di Birolli, Corraini Editore, Mantova 1996.

NoteModifica

  1. ^ Scompare con Gino Baratta un protagonista del mondo culturale, in Gazzetta di Mantova, 25 ottobre 1984, p. 9.
  2. ^ Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto-Saggio su Gino Baratta, Casa del Mantegna, Mantova, 1995, pp. 25-47.
  3. ^ Henri Focillon, L'arte dell'Occidente, traduzione di Emilio Faccioli e Gino Baratta, Torino: Einaudi, 1965 ISBN 88-06-59813-9
  4. ^ Guglielmo Shakespeare, I 154 sonetti tradotti in sonetti italiani da Ettore Sanfelice, Gianluigi Arcari Editore, Mantova, 2008.
  5. ^ Ivana Ceresa, Giochiamo a ieri - per una memoria politica del Carlo d'Arco, in Venticinque anni di laboriose speranze (1970-1995). Annuario dell'Istituto per Geometri "Carlo d'Arco", Mantova, 1996.
  6. ^ L.Lonardo, op.cit., pp. 33-39.
  7. ^ L. Lonardo, op. cit., pp. 97-102.
  8. ^ G. Baratta, Immaginario e letteratura, Atti del Convegno mantovano del 1973 Dall'immagine all'immaginario, contenuti in Uso, modalità e contraddizioni dello spettacolo immagine, altro/la nuova foglio editrice, Pollenza-Macerata, 1975.
  9. ^ Umberto Artioli, Francesco Bartoli, Il viaggio nelle parole e nella memoria, Mantova Provincia,n. 4, anno II, dicembre 1984.
  10. ^ Roberto Lorenzoni, Datario delle iniziative del Circolo Ottobre, in Giochi di contrasto - C. Cancellieri e il laboratorio culturale mantovano negli anni '70, Casa del Mantegna, Mantova 2004.
  11. ^ G. Baratta, Immaginario e letteratura, op.cit. (s.p.).
  12. ^ Biblioteca Baratta di Mantova, su plus.google.com.
  13. ^ Baudelaire o il sadismo dell'impossibile, Specola e Microscopio, anno II, n. 2, marzo-aprile 1953, pp. 3-4.
  14. ^ La statura umana in Nicola Berdjaev, Specola e Microscopio, anno IV, n.3, maggio-giugno 1955, pp. 9-11.
  15. ^ La genesi di Parsifal, Specola e Microscopio, anno IV, n.5, settembre-ottobre 1955, pp. 9-12.
  16. ^ Vladimiro Bertazzoni, Stagione irripetibile: nel 1964 nasceva la rivista "Il Portico", in Mantovani nel mondo, 1999-2000.
  17. ^ Motivi dell'estetica di Herbert Read, Il Portico, n. 1, giugno 1964, pp. 3-12.
  18. ^ Pretesti critici,(Ricerche sulla letteratura conteporanea),Luigi Leonardi Editore, s.a. (ma 1967), pp. 11-37.
  19. ^ Nota sulla poesia di Umberto Bellintani, Il Portico, n. 2, settembre 1964, pp. 3-7.
  20. ^ Pretesti critici, op.cit., pp. 95-106.
  21. ^ Il voltafaccia del linguaggio,a cura di Zeno Birolli, Claudio Lombardi editore, Milano, 1993, pp. 159-171.
  22. ^ Una letteratura senza pubblico? A proposito del Gruppo 63, Il Portico, n. 2, settembre 1964, pp. 21-24.
  23. ^ Il voltafaccia del linguaggio, op.cit., pp. 133-45.
  24. ^ Nota sulla poesia di Rocco Scotellaro, Il Portico, n. 6, dicembre 1965, pp. 6-13.
  25. ^ Pretesti critici, op.cit., pp. 109-129.
  26. ^ Linea di lettura per Elio Pagliarani, Il Portico, nn. 8-9, 1967, pp. 20-23.
  27. ^ Pretesti critici, op.cit.pp. 133-160.
  28. ^ Struttura e tecnica di Roberto Di Marco, Il Portico, n. 14, giugno 1969, pp. 17-30.
  29. ^ Tempo, spazio e corporeità nel teatro di Edoardo Sanguineti, Il Portico, n.15, agosto 1970, pp. 45-57.
  30. ^ Pretesti critici (Ricerche sulla letteratura contemporanea), Luigi Leonardi Editore, Bologna, s.a. (ma 1967).
  31. ^ Annuario dell'Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "Alberto Pitentino" di Mantova, 1966, pp. 31-45.
  32. ^ Pretesti critici ,op.cit., pp. 41-66.
  33. ^ Catalogo della Mostra Giochi di contrasto. Cesare Cancellieri e il laboratorio culturale mantovano degli anni '70, Casa del Mantegna, Mantova 27 novembre 2004 - 9 gennaio 2005. ISBN 88-7943-042-4
  34. ^ F. Sessi, G. Bernardelli, "Il Circolo Ottobre di Mantova", in "Giochi di contrasto...", op.cit., p.18
  35. ^ Il Circolo Ottobre di Mantova, in Rosso di sera, Mantova, 25 ottobre 2012.
  36. ^ La scelta del teatro. Il Circolo Ottobre propone Memè Perlini e il Carrozzone per il 4 e l'11 aprile, Gazzetta di Mantova, 25 marzo 1976, p. 10.
  37. ^ Il Viaggio, il Mito, lo Spreco, nello spettacolo del Carrozzone, Gazzetta di Mantova, 10 aprile 1976, p. 15.
  38. ^ L'allestimento del Carrozzone di Firenze, Gazzetta di Mantova, 13 ottobre 1979, p. 9.
  39. ^ L'ottobre, il Bread & Puppet e il Codice Penale, Gazzetta di Mantova, 17 maggio 1977, p. 19.
  40. ^ Il cerchio e la maschera dell'Odin Teatret, Gazzetta di Mantova, 18 ottobre 1977, p. 11.
  41. ^ Rassegna di post-avanguardia teatrale a Mantova. Il Carrozzone, la Gaia Scienza e Dal Bosco-Varesco, Gazzetta di Mantova, 28 gennaio 1978, p.12.
  42. ^ Il "Prometheus" del Living fu messo in scena il 3 e il 4 marzo del 1979; rende conto dell'intervento della questura nella terza e ultima parte dello spettacolo una nota della Gazzetta di Mantova del 6 marzo, cui segue un comunicato del Circolo Ottobre.
  43. ^ Gastone Novelli, Segni per il futuro, Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino, 24 febbraio-25 aprile 1972, pp. 25-33.
  44. ^ Virgilio Guidi, Giudizi, tumulti, architetture umane e cosmiche, tondi, occhi nello spazio, grandi volti, Mantova, Loggia di Giulio Romano, 9-29 giugno 1973. Testi di Francesco Bartoli, Fernando Trebbi, Gino Baratta.
  45. ^ Eustachy Kossakowski, Per una lettura culturologica dell'immagine - 6 mètres avant Paris, Casa del Mantegna di Mantova, 23 novembre-14 dicembre 1975, pp. 11-14
  46. ^ Marcello Morandini, Harmonicum : linea come analisi, linea come oggetto, linea come struttura, linea come architettura, Casa del Mantegna di Mantova, 20 aprile-30 giugno 1977. Testi critici di Gino Baratta e Francesco Bartoli
  47. ^ Gino Gorza, Questo mio presupporre, Galleria civica d'arte moderna di Palazzo Te di Mantova, marzo-aprile 1978. Testi di Albino Galvano, Vittorio Fagone, Gino Baratta.
  48. ^ G. Baratta, "Effetto Madeleine", in "Giosetta Fioroni, Fiaba di magia / Opere 1962-1972" Casa del Mantegna, Mantova Suzzara 1979.
  49. ^ Rodolfo Aricò, Mito e architettura, Mantova, maggio-giugno 1980. Testi di Gino Baratta, Francesco Bartoli, Gianni Contessi.
  50. ^ Leonardo Mosso, Il progetto fra icona e simbolo, Casa del Mantegna di Mantova, aprile-maggio 1981, pp. 5-8.
  51. ^ Elio Marchegiani, Ailleurs et autrefois - Mens agitat molem, Casa del Mantegna di Mantova, giugno-agosto 1981, pp. 7-8.
  52. ^ Gianfranco Baruchello, Collage per Baruchello, Mantova, 10 luglio-15 agosto 1982, 27 giugno-19 settembre 1982. Presentazione di Gino Baratta, pp.11-13.
  53. ^ Cattaneo Enrico, La rivolta degli oggetti, Comune di Suzzara, Galleria d'Arte Contemporanea, 19 maggio-31 luglio 1983. Catalogo a cura di Gino Baratta.
  54. ^ Vasco Bendini, Il volto, l'altro e la morte - Sette stanze - un giardino, Casa del Mantegna di Mantova, 8 luglio-30 settembre 1984, pp. 7-16.
  55. ^ G. Baratta, "Per una fedeltà al sogno", uscito postumo nel Catalogo della mostra "F. Casorati, 1883-1963", all'Accademia Albertina di Torino, Torino, 1985.
  56. ^ G.Baratta, Taccuini di Birolli, Corraini Editore, Mantova, 1996.
  57. ^ Catalogo Mostra - Edizioni Padiglione d'Arte Contemporanea - Comune di Milano - a cura di Zeno Birolli, attività 1979. ISBN 88-7017-008-X.
  58. ^ I. Il Doppio, l'Altro, II. L'Ermafrodito, il Manichino, III. La Stanza Magica, IV. Il Viaggio, in Letteratura-Arte. Miti del '900, Edizioni Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano 1979, pp. 32-94.
  59. ^ Les réalismes 1919-1939, numero doppio 7-8 dei Cahiers du Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, con il titolo : Savinio, De Pisis, Bontempelli - Mithes et Figures du Novecento, trad. Claude Lauriol, pp. 254-275.
  60. ^ Avanguardia letteraria in "Letteratura 1", Feltrinelli-Fischer, Milano 1976, pp. 31-52.
  61. ^ Il Voltafaccia del Linguaggio,op.cit., pp. 89-92
  62. ^ Teatro del Gruppo 63, in "Enciclopedia del teatro del '900",op.cit., pp. 222-224.
  63. ^ Miraggi della Biblioteca, a cura di U.Artioli, F.Bartoli,Z.Birolli e Ferdinando Trebbi, Shakespeare & Company, Milano 1986, pp. 202-206.
  64. ^ 'Ritmo, in "Enciclopedia", volume XII, pp. 185-209.
  65. ^ Miraggi della Biblioteca, pp. 225-254.
  66. ^ 'Argomentazione, in "Enciclopedia", volume XV, pp. 15-23.
  67. ^ 'Linguaggio, in "Enciclopedia", volume XV, pp. 331-340.
  68. ^ Il Voltafaccia del Linguaggio,op.cit., pp. 75-83
  69. ^ Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto. Saggio su Gino Baratta,op.cit., p. 41.
  70. ^ Ammessi, annessi, connessi, in Sonia Costantini, Materiali 2, Libreria Einaudi, giugno 1983.
  71. ^ Il Cobold, n. 11, Genova 1984.
  72. ^ Gérard de Nerval: l'impossibile unione, in Miraggi della biblioteca, op.cit. pp.9-19.
  73. ^ Il tempo, l'io e il linguaggio nella poesia di Zanzotto, in Miraggi della biblioteca, op.cit., pp. 106-154.
  74. ^ Bollettino della Società Letteraria di Verona, nn. 5-6, Verona 1983.
  75. ^ Falsificazioni e finzioni del soggetto, in Miraggi della biblioteca, op.cit., pp.77-105.
  76. ^ Quaderni del Verri, n.3, settembre 1982.

BibliografiaModifica

  • Umberto Artioli, Da Lukacs a Barthes - L'iter de Il Portico attraverso una raccolta di Gino Baratta, Gazzetta di Mantova, 11 novembre 1967, p. 3.
  • Umberto Artioli - Francesco Bartoli, Il viaggio nelle parole e nella memoria, in Mantova Provincia, trimestrale della Amministrazione della Provincia di Mantova, Nuova Serie, Anno II, n.4, dicembre 1984, pp. 28–29.
  • Luigi Lonardo, Dedalo e il labirinto. Saggio su Gino Baratta, Mantova, Casa del Mantegna, 1995.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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