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Gino Pestelli

giornalista italiano

BiografiaModifica

Dopo la laurea in Scienze economiche e commerciali all’Università di Genova, si dedicò subito al giornalismo. Iniziò l'attività giornalistica nel 1906 come collaboratore alla "Gazzetta di Torino", e nel 1909 passò alla "Stampa", chiamato dall'allora direttore Alfredo Frassati; rimase nel quotidiano torinese per circa un ventennio e fu dapprima redattore, poi redattore capo e infine condirettore[1].

A Torino conobbe la scrittrice Carola Prosperi, amica di Gozzano e De Amicis e anch'essa collaboratrice alla Stampa, che sposò il 26 settembre 1908; dal matrimonio, il 29 giugno 1909 nacque Leo, unico figlio della coppia, che diverrà critico letterario e cinematografico di fama, padre a sua volta di Giorgio, noto storico della musica[2].

Durante la Prima guerra mondiale Gino Pestelli fu al fronte, meritandosi una croce al merito di guerra e una medaglia di bronzo al valor militare[1]. Dopo la marcia su Roma (1922) fu sostenitore di una opposizione dura al fascismo e fu particolarmente attivo anche all'interno delle associazioni di rappresentanza di categoria[3]. Nel giugno del 1924 è suo il titolo dopo il delitto Matteotti “Il cuore del popolo a Matteotti”, che gli valse l'ostracismo del regime[4]. Nel 1928 fu costretto ad abbandonare il quotidiano torinese e l'anno successivo – grazie all'interessamento di Vittorio Valletta, suo amico ed ex commilitone – fu chiamato alla FIAT, con l’incarico di creare e dirigere i Servizi stampa, pubblicità e relazioni pubbliche del gruppo, ruolo che rivestì per 36 anni[3]. Pestelli si assicurò la collaborazione di firme illustri della cultura italiana (Mario Sironi, Felice Casorati, Marcello Dudovich, Giorgio De Chirico, Pietro Annigoni, Massimo Bontempelli, ecc.)[3]. Nel 1952 fu insignito della medaglia d'oro «Vita di Pubblicitario» dalla Federazione italiana della Pubblicità.

Morì a Torino nel 1965. Nel 1968 fu costituito a Torino un Centro studi a lui dedicato, attivo soprattutto nella promozione della ricerca sulla storia del giornalismo e sui problemi di organizzazione e sviluppo della stampa periodica[5][6].

NoteModifica

  1. ^ a b Forno, DBI, p. 642.
  2. ^ Flavia Caporuscio, PROSPERI, Carola, Dizionario biografico degli italiani, Vol. 85, 2016,
  3. ^ a b c Forno, DBI, p. 643.
  4. ^ Bruno Quaranta, Giorgio Pestelli: Furtwängler mi ha cambiato la vita, in La Stampa, Torino, 23 novembre 2010. URL consultato il 16 agosto 2016.
  5. ^ Forno, DBI, p. 644.
  6. ^ Centro Studi sul giornalismo Pestelli, Home page

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica