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Giocolo Giocoli (Ferrara, ... – Ferrara, ...) è stato un nobile italiano.

Stemma dei Giocoli.

Indice

BiografiaModifica

Fu il capostipite della nobile famiglia ferrarese dei Giocoli, così denominata dal suo nome di battesimo. Discendeva probabilmente dalla famiglia dei Linguetta ed ebbe due fratelli, uno dei quali, Rodolfo, soprannominato Turclus o Turco, console nel 1155, avrebbe dato origine alla famiglia dei Turchi[1]i. Sposò una sorella, di cui non conosciamo il nome, di Guglielmo II e di Adelardo II Adelardi[2]., alleandosi così con una delle più potenti famiglie ferraresi, che possedeva un cospicuo patrimonio.

Giocolo Giocoli non era contemporaneo di Guglielmo II Adelardi . In base a quanto scrive il Conte FERRUCCIO PASINI-FRASSONI, nelle "Dissertazioni Storiche e Genealogiche" - “LA STIRPE DEI GIOCOLI”, nella Rivista Araldica del Collegio Araldico - Roma, Anno XIII°, N. 4 - 20 aprile 1915, dalla pagina 244 alla pagina 250, dove identifica il capostipite dei Giocoli (o Joculi, o Giochi) in Petrone vivente intorno all'anno 940 ed espone il seguente albero genealogico:

  • A1. Petrone (~940)
    • B1. Ildebrando
      • C1. Roberto
        • D1. Roffredo (della Torre)
          • E1. Federico ("Duca") (1067) = Lentigueta degli Adelardi
            • F1. Linguetta de' Giocoli
              • G1. Linguetta (1233) [da cui i Giocoli di Ferrara]
                • H1. Giocolo Giocoli
              • G2. Guglielmo (1213)
              • G3. Albizino (1213)
            • F2. Raticherio († 1164)
            • F3. Turcolo
    • B2. Giovanni
      • C1. Fiorenzo (1020)
        • D1. Petrone Giocolo [da cui i Giocoli di Firenze]
        • D2. Giovanni Bonizzo [da cui i della Rena ed i Giocoli Guicci di Firenze]
        • D3. Martino (1062)
          • E1. Piero Giocolo [da cui i Giocoli Giochi di Porta di Firenze]

Di parte guelfa, contribuì al rafforzamento della posizione degli Estensi a Ferrara[3]. Dopo la morte anche del cognato Adelardo, infatti, impedì il programmato matrimonio della figlia di questi, Marchesella Adelardi, sua nipote, con un membro della famiglia Torelli, matrimonio voluto dagli Adelardi per favorire la pacificazione tra le opposte fazioni. Al suo posto, i Giocoli, con l'aiuto del tutore della bambina, Pietro Traversari, la promisero in sposa probabilmente ad Obizzo I d'Este: sebbene il matrimonio non fosse mai celebrato a causa della prematura morte della promessa sposa, gli Este ereditarono in questo modo con il supporto politico dei Giocoli possessi e privilegi della famiglia Adelardi[4].

Fu console della città nel 1164[5]. Nel 1192 trattò con il papa Celestino III per ottenere la dignità di pieve per la chiesa edificata nel suo feudo comitale di Guardia, nella diocesi di Adria, donata alla Chiesa romana[6].

Ebbe due figli, Guglielmo e Linguetta[7], che parteciparono alla vita politica ferrarese nella prima metà del Duecento come alleati degli Estensi.

NoteModifica

  1. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.26.
  2. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.27.
  3. ^ Riccobaldo da Ferrara, Chronica parva Ferrariensis, p.156; Maresti 1678, citato in bibliografia, volume 1, p.8.
  4. ^ Castagnetti 1991, citato in bibliografia, p.19.
  5. ^ Castagnetti, 1991, p.27.
  6. ^ Castagnetti 1991, p.27.
  7. ^ Sono menzionati nel testamento dello zio Guglielmo II Adelardi, del 1183: Castagnetti 1991, p.25.

BibliografiaModifica

  • Andrea Castagnetti, La società ferrarese (secoli XI-XIII), Libreria universitaria editrice, Verona 1991 (pagine 18-19 e 25-27) (testo on line).
  • Ferruccio Pasini Frassoni, Dizionario Storico-Araldico dell'antico Ducato di Ferrara, Roma 1914
  • Luigi Ughi, Dizionario storico degli uomini illustri ferraresi, Ferrara, 1804.
  • Alfonso Maresti, Cronologia et istoria de capi, e giudici de savii della città di Ferrara, Ferrara 1683
  • Alfonso Maresti, Teatro genealogico, et istorico dell'antiche, & illustri famiglie di Ferrara, Ferrara 1678.

Voci correlateModifica