Giorgio Azzolini

contrabbassista italiano
Giorgio Azzolini
Giorgio Azzolini.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereJazz
Musica leggera
Strumentocontrabbasso
Album pubblicati9 (solista)

Giorgio Azzolini (La Spezia, 25 marzo 1928) è un contrabbassista, compositore e docente italiano.

BiografiaModifica

Ha studiato a Firenze con Antonio Godoli, perferzionandosi quindi a Milano in armonia, composizione e arrangiamento. Inizia da giovane un'intensa attività concertistica che lo vede, tra gli altri, protagonista della formazione originaria del noto quintetto jazz Basso Valdambrini. Alla testa dei suoi gruppi è stato invitato ad importanti festival jazz internazionali.

Ha suonato dal vivo (in più occasioni anche al Jazz Power di Milano)[1]. ed inciso con noti jazzisti come Chet Baker, Billie Holiday, Herb Geller, Teddy Wilson, Helen Merrill, Stéphane Grappelli, Mal Waldron, Toots Thielemans, Dizzy Reece, Maynard Ferguson, Kenny Clarke, Conte Candoli, Slide Hampton, Gato Barbieri, Angel Pocho Gatti, Jean-Luc Ponty, Phil Woods, Lars Gullin, Buddy Collette, Franco Ambrosetti, Hugo Heredia, Tony Scott, Art Farmer, Frank Rosolino, Astor Piazzolla, Gianni Cazzola.

Parallelemente all'attività concertistica si è dedicato alla composizione[2] e alla didattica, scrivendo due libri per le Edizioni Curci[3]e diventando docente di contrabbasso presso la Scuola Civica di Jazz di Milano.

Nell'ambito della musica leggera, oltre ad una intensa attività come turnista negli studi di registrazione, ha partecipato a varie manifestazioni musicali e trasmissioni televisive a carattere nazionale.

Ha accompagnato in tournée Johnny Dorelli, Ornella Vanoni, Milva, Iva Zanicchi e il Quartetto Cetra.

DiscografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ Centro Nazionale Studi Sul Jazz, su centrostudi.sienajazz.it.
  2. ^ Giorgio Azzolini: storico bassista del jazz italiano moderno., su gerovijazz.wordpress.com, GeroviJazz, 8 giugno 2010. URL consultato il 16 agosto 2018.
  3. ^ Giorgio Azzolini Pubblicazioni, su edizionicurci.it, Edizioni Curci. URL consultato il 16 agosto 2018.

Collegamenti esterniModifica

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