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BiografiaModifica

Era figlio del Margravio Giovanni Sigismondo di Brandeburgo e di Anna di Prussia. Il suo regno fu

 
Incisione raffigurante Giorgio Guglielmo del Brandeburgo

segnato dalle vicende della Guerra dei Trent'anni. Nel 1619 Giorgio Guglielmo ereditò la Marca di Brandeburgo e il Ducato di Prussia. Durante la guerra dei trent'anni egli tentò di mantenersi neutrale tra le forze cattoliche del Sacro Romano Impero e quelle dei principati protestanti[1]. Dal momento che sua sorella Maria Eleonora del Brandeburgo era Regina di Svezia, Giorgio Guglielmo dovette destreggiarsi tra le richieste di assistenza dal cognato protestante, il Re Gustavo II Adolfo di Svezia e i propri consiglieri tra i quali spiccavano, su un fronte, i protestanti e sull'altro, il proprio Cancelliere, il cattolico Conte Adam von Schwarzenberg.

Malgrado il suo proposito di neutralità, venne costretto dal cognato Gustavo Adolfo ad unirsi alle forze protestanti nel 1631. Il suo governo fu ad ogni modo spossato e inconcludente, dal momento che anche tutti gli affari di governo del Brandeburgo-Prussia erano stati lasciati completamente nelle mani di Schwarzenberg e il paese soffrì largamente a causa della guerra. Protestanti e cattolici si scontrarono su questi terreni, derubando, incendiando e decimando la popolazione.

Con la morte del cognato, avvenuta nel 1632, Giorgio Guglielmo rimase schierato con gli svedesi sino alla loro sconfitta nella Battaglia di Nördlingen, il 6 settembre 1634. Giorgio Guglielmo ritornò quindi nel Brandeburgo quando venne siglata la Pace di Praga con l'Imperatore Ferdinando II il 30 maggio 1635. Lasciando Schwarzenberg incaricato del governo, Giorgio Guglielmo si ritirò nel 1637 nella vicina regione del Ducato di Prussia dove visse quasi confinato sino alla propria morte, avvenuta a Königsberg nel 1640. Gli succedette il figlio Federico Guglielmo[1].

Sulla politica di Giorgio GuglielmoModifica

Giorgio Guglielmo è considerato un governante debole e poco volitivo. Da un lato era impegnato con l'imperatore cattolico Ferdinando II, dall'altro era legato dal matrimonio della sorella con il re svedese Gustavo II Adolfo, condividendone la stessa denominazione protestante. Così gettò nel caos il suo Paese attraverso la sua politica che oscillava da una parte e dall'altra dei due campi di battaglia. Wallenstein ebbe a dire:

(DE)

«Will der Herr Kurfürst noch für andere interzedieren (eintreten)! Er sollte froh sein, wenn er sein eigenes Land behält»

(IT)

«L'Elettore interverrà, ovvero intercederà, per gli altri! Dovrebbe essere felice se mantiene il suo paese»

(Bentzien, p. 63)

Il suo pronipote, Federico il Grande, più tardi, scrisse di lui che visse in un periodo sfortunato, se è vero che Giorgio Guglielmo non guidò mai un'armata, prima che i combattenti della Guerra dei Trent'anni distruggessero le sue terre, dove i risultati negativi poterono essere visti anche molti anni dopo.

DiscendenzaModifica

Sposò, nel 1616, Elisabetta Carlotta di Wittelsbach-Simmern (1597-1660), figlia di Federico IV Elettore Palatino. Ebbero tre figli:

NoteModifica

  1. ^ a b Klein.

BibliografiaModifica

  • Hans Bentzien, Unterm Roten und Schwarzen Adler, Berlino, Volk & Welt, 1992, ISBN 3-353-00897-7.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • (DE) Thomas Klein, Georg Wilhelm, Deutsche Biographie. URL consultato il 9 giugno 2019.
Controllo di autoritàVIAF (EN15152863 · ISNI (EN0000 0001 1599 2354 · LCCN (ENn84113597 · GND (DE102116156 · BAV ADV10171809 · CERL cnp00871124 · WorldCat Identities (ENn84-113597