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Giorgio Mondadori (a sinistra) con il presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson

Giorgio Mondadori (Ostiglia, 10 gennaio 1917Figline Valdarno, 10 gennaio 2009) è stato un editore e dirigente sportivo italiano.

Indice

BiografiaModifica

 
Giorgio Mondadori (a destra) con Arnoldo Mondadori e Aldo Moro
 
Giorgio Mondadori (a sinistra) durante una premiazione con lo scrittore Mario Tobino
 
Giorgio Mondadori con il presidente della Repubblica Sandro Pertini
 
La sede della Mondadori a Segrate, progettata dall'architetto Oscar Niemeyer.

Figlio di Arnoldo Mondadori e fratello di Alberto, Mimma e Cristina Mondadori, cugino di Mario, Giorgio e Furio Monicelli, nipote di Tomaso Monicelli, fu presidente della casa editrice Mondadori dal 1968 al 1976. Durante la sua presidenza commissionò all'architetto brasiliano Oscar Niemeyer il complesso cinto da un grande lago che, dal 1975, è la sede del Gruppo Mondadori a Segrate.[1]

In ambito sportivo, è stato presidente dell'Associazione Calcio Verona dal 1953 al 1958, anno della fusione con l'Hellas Verona Football Club, portando i gialloblu ad esordire in serie A nella stagione 1957-1958.

Fondò alcune riviste come «Millelibri» (1987-1993), «Airone», «Bell'Italia», «Bell'Europa», «In Viaggio», «Gardenia» e «Arte e antiquariato».

Nel 1976 partecipò alla fondazione del quotidiano la Repubblica, di cui fu per un breve periodo coeditore insieme a Carlo Caracciolo. Sempre nel 1976 venne estromesso dalla Mondadori dalle sorelle che lo misero in minoranza, unendo le loro quote azionarie e, come ricorderà egli stesso: [1]

«Sono entrato in Mondadori a 21 anni, nel 1938 e ne sono uscito, non volendo, nel 1976»

Le sorelle lo misero in minoranza, unendo le loro quote azionarie:

«una ferita che rimane aperta. Nonostante fosse stato mio padre, Arnoldo a designarmi, nel 1967, suo successore alla presidenza dell'azienda, non sarei stato più io a comandare. Da allora non ho più rimesso piede a Segrate»

Nel 1977 Giorgio Mondadori cedette il 25% del pacchetto azionario della Mondadori, lasciò la presidenza e fondò una propria casa editrice, la «Giorgio Mondadori e Associati». L'azienda si è specializzata nei mensili destinati a un pubblico medio-alto: «AD (Architectural Digest)»; «Airone» e «Gardenia» (che ha rilevato dalla Mondadori Editore); «Antiquariato»; «Gioielli»; «Playboy»; «Sirio». Nel 1999 è stata ceduta all'imprenditore ed editore Urbano Cairo.

È morto il 10 gennaio 2009 in una clinica privata di Figline Valdarno, presso Firenze, lasciando la moglie Nara e i figli Claudia, Nicolò e Paolo.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c (EN) E' morto Giorgio Mondadori Una vita nell'editoria italiana - Spettacoli & Cultura - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 19 marzo 2018.

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