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Giorgio Tonini

politico e giornalista italiano
Giorgio Tonini
Giorgio Tonini.jpg

Presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato della Repubblica
Durata mandato 22 ottobre 2015 –
22 marzo 2018
Predecessore Antonio Azzollini
Successore Daniele Pesco

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV:
- Democratici di Sinistra

XV:
- L'Ulivo (Da inizio legislatura al 17/05/2006)

- Per le Autonomie (Dal 18/05/2006 a fine legislatura)

XVI - XVII:
- Partito Democratico

Circoscrizione XIV:
Toscana

XVI:
Marche

XV - XVII:
Trentino-Alto Adige

Collegio XIV:
6 (Pistoia)

XV:
1 (Trento)

XVII:
3 (Pergine Valsugana)

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (Dal 2007)
In precedenza:
CS (1993-1998)
DS (1998-2007)
Titolo di studio Laurea in Filosofia
Università Università degli Studi di Roma La Sapienza
Professione Giornalista

Giorgio Tonini (Roma, 5 gennaio 1959) è un politico e giornalista italiano, senatore dal 2001 al 2018.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Roma, vive a Trento; è sposato con Angelia Goio e ha sette figli.

Nel 1983 si è laureato in filosofia all'Università di Roma "La Sapienza", con una tesi, relatore Tullio Gregory, sul tema del "sensus communis" nelle opere del giovane Vico.

È stato presidente della Federazione Universitaria Cattolica Italiana dal 1979 al 1983 e membro della Presidenza e del Consiglio nazionale dell'Azione cattolica fino al 1989.

Dal 1983 al 1984 ha lavorato come caporedattore della rivista internazionale Notes et documents de l'Institut International "Jacques Maritain".

Dal 1984 al 1989 ha lavorato alla CISL, come redattore di "Conquiste del Lavoro" e assistente alla segreteria generale con Pierre Carniti e Mario Colombo.

Dal 1989 al 1999 ha lavorato come giornalista alla Provincia autonoma di Trento. In particolare, ha fondato e poi diretto Didascalie, la rivista della scuola trentina.

Dal 1993 è giornalista professionista.

Attività politicaModifica

È stato uno dei fondatori dei Cristiano Sociali nel 1993 e, dal 1999 al 2002, coordinatore politico del movimento.

Nel 2000, con Walter Veltroni segretario, è diventato membro della segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra e Responsabile nazionale DS del Dipartimento Scuola, Università e Ricerca.

È stato vicepresidente della Fondazione Italia USA.

Elezione a senatoreModifica

Alle elezioni politiche del 2001 è candidato per la prima volta al Senato della Repubblica, nella regione Toscana, nel collegio uninominale n° 6 (Pistoia) con L'ulivo (in quota DS): ottiene il 47% circa dei consensi e viene eletto Senatore della XIV Legislatura.

Alle elezioni politiche del 2006 è ricandidato al Senato della Repubblica, nella regione Trentino Alto-Adige, nel collegio uninominale n° 1 (Trento) in quota DS, venendo sostenuto da Sudtiroler Volkspartei e dai partiti che componevano L'Unione (tra cui L'Ulivo, IdV, FdV, RNP, PRC, PdCI ed altri minori): ottiene il 48% circa dei voti (contro il 43% del candidato sfidante) e viene rieletto Senatore della XV Legislatura.

Si iscrive inizialmente al gruppo parlamentare de L'Ulivo (che riuniva al proprio interno gli esponenti de La Margherita e dei DS), tuttavia dopo circa un mese, il 18 maggio 2006, passa per motivi tecnici al gruppo Per le Autonomie (che riuniva al proprio interno i senatori di SVP), rimanendo all'interno di esso sino alla fine della legislatura.

Il 14 ottobre 2007, con lo scioglimento dei Democratici di Sinistra, aderisce al Partito Democratico.

È uno dei dodici "saggi" che hanno redatto il Manifesto del PD.[1]

Dal 4 novembre 2007 fino alle elezioni politiche del 2008 è stato uno dei 17 membri dell'esecutivo nazionale del partito, nominati dal segretario Walter Veltroni,[2] come Responsabile nazionale PD con delega all'Economia nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni. Successivamente è stato responsabile dell'Area studi, ricerche e formazione del Partito Democratico.

Alle elezioni politiche del 2008 è ricandidato al Senato della Repubblica, nella regione Marche, come capolista del Partito Democratico, venendo eletto per la terza volta Senatore della XVI Legislatura.

Alle elezioni politiche del 2013 è ricandidato per la quarta volta al Senato della Repubblica, in regione Trentino-Alto Adige, nel collegio uninominale n° 3 (Pergine Valsugana) in quota PD, venendo sostenuto da Sudtiroler Volkspartei, Unione per il Trentino, Partito Autonomista Trentino Tirolese oltreché dal PD stesso: ottiene il 43% circa dei consensi (contro il 28% del candidato rivale) e viene rieletto Senatore della XVII Legislatura.

Al Senato della Repubblica è capogruppo del PD in Commissione Affari Esteri e relatore della legge di riforma della cooperazione allo sviluppo.

Il 16 settembre 2014 viene nominato Responsabile nazionale del PD con delega al Federalismo, Territorio ed Europa nella 2ª Segreteria "unitaria" del Segretario Matteo Renzi.

È vicino alla corrente dell'ex Segretario PD Walter Veltroni, molto vicino ai renziani.

Presidente della Commissione Bilancio del SenatoModifica

Il 22 ottobre 2015, è eletto nuovo Presidente della 5^ Commissione permanente (Bilancio) del Senato della Repubblica subentrando ad Antonio Azzollini (NCD), dimessosi il luglio precedente dopo la richiesta di arresto per l'inchiesta Divina Provvidenza.

Tonini riceve 15 voti su 17 votanti (con un voto al Sen. Giorgio Santini (PD) e una scheda bianca); viene sostenuto da PD, NCD, Per le Autonomie, ALA e Fare!.

Non partecipano al voto gli esponenti di Forza Italia, M5S, Lega Nord, GAL, Conservatori e Riformisti e Sinistra Ecologia Libertà.

L'addio al ParlamentoModifica

Dopo 17 anni trascorsi ininterrottamente in Parlamento non si ricandida più alle elezioni politiche del 2018.[3]

Alle elezioni provinciali di Trento del 21 ottobre 2018 è candidato alla presidenza della provincia, con il sostegno, oltre che del PD, anche di Unione per il Trentino e Futura 2018; non riceve tuttavia l'appoggio del PATT.[4]

I risultati lo vedono perdere la sfida con 25,40% contro il rivale del centro-destra, il leghista Maurizio Fugatti, che ottiene invece il 46,74%.[5]

Incarichi parlamentariModifica

  • Membro della 12ª Commissione permanente (Igiene e sanità) e capogruppo dei Ds, dal 22 giugno 2001 al 6 ottobre 2003
  • Membro della Commissione parlamentare per l'infanzia dal 26 settembre 2001 al 27 aprile 2006
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) e capogruppo dei Ds dal 3 ottobre 2003 al 27 aprile 2006
  • Vicepresidente della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) dal 6 giugno 2006 al 28 aprile 2008
  • Membro della 4ª Commissione permanente (Difesa) dal 6 giugno 2006 al 7 giugno 2006
  • Membro della Commissione di vigilanza servizi radiotelevisivi dall'11 settembre 2006 al 28 aprile 2008
  • Membro della Commissione di inchiesta sull'uranio impoverito dal 18 novembre 2006 al 28 aprile 2008
  • Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) dal 22 maggio 2008 e, dal 12 ottobre 2010, capogruppo PD nella stessa Commissione
  • Membro della Delegazione del Parlamento italiano presso l'Assemblea parlamentare della NATO
  • Presidente della 5ª Commissione Bilancio del Senato della Repubblica dal 22 ottobre 2015

LibriModifica

  • La ricerca e la coscienza. La procreazione assistita tra legge e referendum, con prefazione di Giuliano Amato, Edizioni Riformiste, Roma, 2005
  • L'Italia dei Democratici, con Enrico Morando, editore Marsilio, prima edizione 2012, seconda edizione con Prefazione di Matteo Renzi 2013.

NoteModifica

  1. ^ Partito democratico, pronto il Manifesto "Ci impegniamo a nascere nel 2008", la Repubblica, 12 febbraio 2007. URL consultato il 21 dicembre 2007.
  2. ^ Nominato l'esecutivo del PD, Partito Democratico, 4 novembre 2007. URL consultato il 21 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2008).
  3. ^ (IT) Lo stile raro di Giorgio Tonini che non si ricandida, in Democratica. URL consultato il 22 gennaio 2018.
  4. ^ Elezioni: Tonini candidato centrosinistra autonomista - Trentino AA/S, in ANSA.it, 7 settembre 2018. URL consultato il 22 ottobre 2018.
  5. ^ Voto in Trentino, vince il candidato del centrodestra Maurizio Fugatti, in rainews. URL consultato il 22 ottobre 2018.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN101303347 · ISNI (EN0000 0001 1777 5249 · SBN IT\ICCU\CFIV\064236 · LCCN (ENn85101140 · GND (DE13957834X · BNF (FRcb15856910h (data)