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Giornale del Mattino (Firenze)

Giornale del Mattino
Il Mattino dell'Italia centrale
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàquotidiano
Generestampa locale
Formatolenzuolo
58 x 41 cm, pp. 8
Fondazione1946
Chiusura31 luglio 1966
SedeFirenze
DirettoreEttore Bernabei, Arturo Chiodi, Hombert Bianchi, Leonardo Pinzauti, Osvaldo Biondi
Redattore capoSergio Lepri ed altri
 

StoriaModifica

Dalla fondazione al 1947Modifica

Durante la seconda guerra mondiale si pubblicò a Firenze la «Nazione del Popolo»[1]. Organo del Comitato di Liberazione Nazionale della Toscana[2], venne stampato nella tipografia dell'ex principale quotidiano cittadino, «La Nazione», sospeso per le compromissioni con la Repubblica Sociale Italiana. Il 5 luglio 1946 divenne un giornale indipendente[3].

Nel novembre 1946 si tennero a Firenze le prime elezioni amministrative libere. Prevalsero i partiti di sinistra. L'effetto sul mondo dell'informazione fu immediato: PSI e PCI presero il controllo del quotidiano gestito dal Comune, il «Nuovo Corriere», all'epoca il principale foglio cittadino, lasciando al partito di minoranza, la DC, la «Nazione del Popolo»[4].

Il Mattino dell'Italia centraleModifica

Nel 1947 «La Nazione» ottenne il permesso di tornare in edicola, con la testata «La Nazione Italiana». Prima che ciò avvenisse, la «Nazione del Popolo» cambiò nome ne «Il Mattino dell'Italia centrale», in modo da non essere confuso con la più nota testata. Il primo numero della nuova serie uscì il 5 febbraio 1947[5]; il direttore responsabile era Cristiano Ridomi, il redattore capo Raffaello Palandri.

Tra il 1952 e il 1953 fu costruita la nuova sede, in via Santa Caterina d'Alessandria, angolo via delle Ruote. Il Palazzo del Mattino fu pronto in tempo per un nuovo cambio di testata, da «Il Mattino dell'Italia centrale» al «Giornale del Mattino», effettuato nel primi mesi del 1954. Il cambiamento fu effettuato per evitare confusione con «Il Mattino» di Napoli.

Giornale del MattinoModifica

Il 13 gennaio 1963 apparve sul quotidiano un articolo-intervista intitolato "La Chiesa e la Patria", nel quale don Ernesto Balducci, presbitero e scrittore, intervenne a favore dell'obiezione di coscienza. Nonostante non fosse la prima volta che un personaggio pubblico difendesse l'obiezione di coscienza (lo avevano già fatto don Danilo Cubattoli e don Lorenzo Milani, tra il 1963 e il 1964), l'articolo suscitò un enorme clamore. Balducci subì un processo, conclusosi con la condanna per apologia di reato.

Il 17 giugno 1966 la SET, proprietaria del Giornale del Mattino, dichiarò fallimento. Il 31 luglio uscì l'ultimo numero del quotidiano.

Direttori dal 1947Modifica

  • Cristiano Ridomi (5 febbraio 1947 – 5 maggio 1951)[6];
  • Ettore Bernabei, condirettore responsabile (6 maggio 1951 - 28 febbraio 1952);
  • Ettore Bernabei (1º marzo 1952 – 4 agosto 1956) - Il 21 febbraio 1954 “Il Mattino” cambia testata in “Giornale del Mattino”
  • Arturo Chiodi[7] (5 agosto 1956 – 30 settembre 1957)
  • Hombert Bianchi (1º ottobre 1957 – 15 settembre 1960)
  • Leonardo Pinzauti ( - 15 settembre 1963)
  • Hombert Bianchi ( - 2 aprile 1965)
  • Osvaldo Biondi (aprile 1965 – 31 luglio 1966)

FirmeModifica

Tra i più noti collaborati del Mattino dell'Italia centrale si ricordano:

Tra i più noti collaboratori del Giornale del Mattino, si ricordano:

NoteModifica

  1. ^ Il quotidiano fu fondato l'11 agosto 1944, all'indomani della liberazione.
  2. ^ Firenze 1944, la liberazione e il giornale quotidiano della Resistenza, su polistampa.com. URL consultato il 9 settembre 2016.
  3. ^ Cronologia fiorentina, su fiorentininelmondo.it. URL consultato il 9 settembre 2016.
  4. ^ «Il Mattino dell'Italia centrale», sua continuazione diretta, fu quindi il quotidiano di area centrista della Firenze del dopoguerra.
  5. ^ Il primo numero della «Nazione Italiana» uscì poco dopo, il 27 marzo.
  6. ^ Viene nominato Presidente della RAI.
  7. ^ Veniva da Milano, dove diresse l'edizione locale del Popolo.
  8. ^ Si firmava con lo pseudonimo Franco Ferrari.

Collegamenti esterniModifica

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