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I cosiddetti Giorni della vecchia (o Giorni imprestati) sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di marzo, ossia il 29, 30 e 31 marzo[1], nei quali solitamente si parla di un ritorno del freddo; sono considerati i giorni più freddi della primavera.

Indice

La leggendaModifica

Questo periodo dell'anno prende il nome da un'antica leggenda popolare, dove viene raccontato che quando una volta marzo aveva solo 28 giorni, una vecchietta pregustando ormai il tepore della primavera, disse: "Marzo, ormai farmi danno tu non puoi più, perché oggi già è aprile e il Sole è già su!". Fu così che marzo offeso, chiese tre giorni in più ad aprile e li utilizzò per fare arrivare di nuovo sulla terra il freddo invernale e far ammalare la vecchia[1].

MeteorologiaModifica

La leggenda si basa effettivamente sull'andamento climatico dell'ultima decade di marzo, che di solito è interessata ad un ritorno del freddo dopo i primi tepori primaverili. I "giorni della vecchia" fanno parte di una serie di periodi che popolarmente sono conosciuti come "nodi del freddo"[2]. Altri "nodi del freddo" sono ad esempio il "nodo del cuculo" (10 aprile), il "nodo di San Marco" (25 aprile) e il cosiddetto "maggio francese" (11 maggio, 12 maggio): in questi giorni le statistiche dimostrano che solitamente vi è un calo delle temperature seguendo l'andamento altalenante tipico della stagione primaverile[1].

NoteModifica

  1. ^ a b c I giorni della vecchia, su meteogiornale.it.
  2. ^ leonardodavinci.csa.fi.it Archiviato il 6 febbraio 2010 in Internet Archive.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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