Giovanni Ciampoli

sacerdote, poeta e umanista italiano

Giovanni Ciampoli o Giovanni Battista Ciampoli (Firenze, 1589Jesi, 8 settembre 1643) è stato un presbitero, poeta e umanista italiano.

Ottavio Leoni, Giovanni Ciampoli, 1627, incisione, Washington, National Gallery of Art.

BiografiaModifica

Formazione e amicizia con GalileoModifica

Di modeste origini famigliari, si preparò fin da giovane per la carriera letteraria e mostrò una forte propensione per la poesia. La sua formazione si svolse nelle università di Padova e di Università di Pisa, dove incontrò Galileo e fu suo allievo; un nuovo rapporto tra i due nacque presso la Corte dei Medici, dove poté entrare nella cerchia di amici dello scienziato[1].

Carriera ecclesiastica e letterariaModifica

Nel 1614, dopo aver completato gli studi, Ciampoli si trasferì a Roma, dove prese i voti. Fu presto introdotto nei circoli della Curia romana e quando Galileo subì le prime persecuzioni (denuncia e inchiesta del 1615-16), Ciampoli, in nome della sua fedeltà al Duca di Toscana, comunicava regolarmente al suo amico Galilei gli sviluppi dei rapporti all'interno della gerarchia suprema della Chiesa cattolica.

Successivamente, grazie ai buoni uffici di Galilei, nel 1618 fu accolto nell'Accademia dei Lincei insieme con il suo amico Virginio Cesarini[2].

Nel 1621 fu nominato Segretario dei Brevi da Gregorio XV e nel 1623 divenne Cameriere segreto di Urbano VIII, che aveva conosciuto quando Maffeo Barberini era Cardinale legato a Bologna. Ebbe anche l'incarico onorifico e remunerato di Storiografo ufficiale del Re di Polonia.[3] Intellettuale vivace e amabile, era in corrispondenza epistolare con i grandi ingegni del tempo: Ippolito Aldobrandini, Michelangelo Buonarroti il Giovane, Federigo Borromeo, Giovanni Battista Strozzi il Giovane, Evangelista Torricelli[4].

Dalla parte di GalileoModifica

Fu una preziosa fonte di informazioni per Galileo su quello che succedeva a Roma e un convinto sostenitore delle sue battaglie culturali.
Ciampoli fece una lettura preliminare del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (nel 1630), al termine della quale scrisse a Galileo assicurandolo che il papa era a lui favorevole. Nel frattempo, garantiva al Papa che Galileo aveva seguito fedelmente tutti i comandi del pontefice in merito al libro.
L'influenza di Ciampoli è stata dunque fondamentale perché lo scienziato ottenesse, nel 1632, l'autorizzazione a stampare il Dialogo; questa intercessione, però, richiamò su di lui l'ostilità del Papa, che si considerava ingannato da Ciampoli.

"Esilio" e ultimi anniModifica

Egli era stato in precedenza considerato un eccellente candidato per il ruolo di cardinale e invece venne "esiliato" nel borgo di Montalto della Marca, e poi nelle cittadine di Norcia, Civitanova Marche e Jesi[5] dove fu inviato come governatore.

Oltre, naturalmente, alla sua amicizia con Galileo, le ragioni del suo allontanamento da Roma sono da ricercarsi anche nel sostegno che Ciampoli diede alla fazione filospagnola della Curia, guidata dal cardinale Borgia e ostile a Urbano VIII.

Ciampoli accettò la sua situazione con rassegnazione. Nel 1633 egli scrisse a Galileo invitando il «Socrate perseguitato» ad andarlo a trovare, là nelle Marche dove aveva «trovato la consolazione nello studio, e [aveva] ancora la speranza di scrivere qualcosa per la quale [sarebbe stato] ricordato».

Morì però senza aver pubblicato gran parte delle proprie opere, che vennero edite postume dall'amico Pietro Sforza Pallavicino.[6]

OpereModifica

  • Rime, Roma, Corbelletti, 1648
  • Poesie Sacre, Bologna, Zenero, 1648
  • Prose, Bologna, 1649
  • Lettere, Firenze, Amador Massi, 1650
  • Poesie funebri e morali, Bologna, Ferroni, 1653
  • Dei fragmenti dell'opere postume , Venezia, Giunta, 1655.
  • Rime scelte, Roma, di Falco, 1666
  • Dialogo sul Sole e il foco[7]

NoteModifica

  1. ^ Jannaco, Capucci (1986), p. 265.
  2. ^ Gabrieli (1929-30).
  3. ^ Jannaco, Capucci (1986), p. 266. Ciampoli lasciò, per testamento, tutte le proprie opere inedite al re di Polonia.
  4. ^ Torricelli, in una lettera a Galileo dell'11 settembre 1632 definisce Ciampoli «mio amorevolissimo signore, eccesso di meraviglia, o se adopri la penna o la lingua o l'ingegno».
  5. ^ Jannaco, Capucci (1986), p. 266.
  6. ^ Baffetti (2004).
  7. ^ Ritrovato da Federica Favino: F. Favino, A proposito dell'atomismo di Galileo: da una lettera di Tommaso Campanella ad uno scritto di Giovanni Ciampoli, in «Bruniana & Campanelliana», 3 (1997/2), 265-81; Id., Deux dialogues retrouvés de Giovanni Ciampoli, in E. Festa, V. Jullien, M. Torrini (a cura di) Géométrie, atomisme et vide dans l'école galiléenne, ENS Ed., Fontenay Saint-Cloud, 1999, 25-42.

BibliografiaModifica

  • Guido Bentivoglio, Memorie e lettere, Venezia 1648, pp. 74-77.
  • Alessandro Pozzobonelli, Vita di mons. Giovanni Ciampoli, in Lettere di mons. Giovanni Ciampoli, II, Macerata 1666, pp. 58-77.
  • Gian Vittorio Rossi, Pinacotheca altera imaginum, illustrium..., II, Lipsiae 1692, pp. 63-67.
  • Giulio Negri, Istoria degli scrittori fiorentini, Ferrara 1722, pp. 272-77.
  • Giovan Battista Clemente Nelli, Vita e commercio letterario di Galileo Galilei, Losanna 1793, pp. 399 s., 433, 501, 524, 534, 541, 549, 768.
  • Giovanni Targioni Tozzetti, Notizie sulla storia delle scienze fisiche in Toscana, II, Firenze 1780, pp. 102-116.
  • Gabriello Chiabrera, Elogj d'uomini illustri. Giovanni Ciampoli, in Opere di Gabriello Chiabrera e di Fulvio Testi, Milano, Per Nicolò Bettoni e Comp., 1834 (Biblioteca Enciclopedica Italiana, 34).
  • Artur Wołyński, Lettere inedite a Galileo Galilei, Firenze 1872, pp. 61, 65.
  • Ferdinand Gregorovius, Urbano VIII e la sua opposizione alla Spagna e all'imperatore, Roma 1879, pp. 106 s.
  • Giuseppe Canipori, Carteggio galileiano inedito, Modena 1881, pp. 205, 207, 225, 236, 257, 289.
  • Domenico Carutti, Breve storia dell'Accademia dei Lincei, Roma 1883, pp. 25, 163.
  • Adrasto Silvio Barbi, Un accademico mecenate e poeta, Giovan Battista Strozzi il Giovane, Firenze 1900, pp. 59 s.
  • Domenico Ciampoli, Un amico del Galilei, mons. Giovanni Ciampoli, in Nuovi studi letterari e bibliografici, Rocca San Casciano 1900, pp. 5-170.
  • Antonio Favaro, Amici e corrispondenti di Galilei, VII, Giovanni Ciampoli, in Atti del Regio Istituto veneto di scienze, lettere ed arti, LXII (1902) pp. 91-145.
  • Celestino Pulcini, Mons. Giovanni Ciampoli poeta lirico, in Rivista Abruzzese, XXXIII(1918), pp. 169-90, 244-59, 393-430.
  • Giuseppe Gabrieli, Due prelati lincei in Roma alla corte di Urbano VIII: Virginio Cesarini e Giovanni Ciampoli, in Atti e memorie dell'Accademia degli Arcadi, XIII, 1929-30, pp. 1-32.
  • Antonio Belloni, Il Seicento, Milano 1929, pp. 144-49.
  • G. Abetti, Amici e nemici di Galileo, Milano 1945, pp. 217-37.
  • Vittorio Ragazzini, Evangelista Torricelli e Giovanni Ciampoli, in Convivium, XXVII, 1959, pp. 51–55.
  • Ezio Raimondi, Letteratura barocca, Firenze 1961, pp. 328-56.
  • Ezio Raimondi, Studi e problemi di critica testuale, Bologna 1961, pp. 168-170.
  • Giuseppe Inzitari, Poesia e scienza nelle opere di Giovanni Ciampoli, Vibo Valentia, 1962.
  • Ezio Raimondi, Di alcuni aspetti del classicismo nella letteratura italiana del Seicento, in Lettere italiane, XV(1963), pp. 276 s.
  • Mario Costanzo, Critica e poetica del primo Seicento, I, Inediti di Giovanni Ciampoli, Roma 1969.
  • Marziano Guglielminetti, Mariarosa Masoero, Lettere e prose inedite (o parzialmente inedite) di Giovanni Ciampoli, in Studi seicenteschi, XIX(1978), pp. 131-237.
  • Carmine Jannaco e Martino Capucci, Il Seicento, Firenze, Piccin, 1986, pp. 265-8, ISBN 978-88-299-0670-3.
  • Giovanni Baffetti, Un problema storiografico: tra Ciampoli e Pallavicino, in Lettere Italiane, vol. 56, n. 4, 2004, pp. 602-617, JSTOR 26266968.
  • Federica Favino, La filosofia naturale di Giovanni Ciampoli, Firenze, Leo S. Olschki, 2014, ISBN 978-88-222-6323-0.

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