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Giovanni Cuomo
Giovanni Cuomo.jpg

Ministro dell'Educazione Nazionale
Durata mandato 11 febbraio 1944 –
22 aprile 1944
Presidente Pietro Badoglio
Predecessore Leonardo Severi
Successore Adolfo Omodeo

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Educazione Nazionale
Durata mandato 25 luglio 1943 –
11 febbraio 1944

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXV, XXVI
Sito istituzionale

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unione Democratica Nazionale, Liberale
Collegio Benevento
Incarichi parlamentari
  • Componente della Seconda Commissione per l'esame dei disegni di legge

Dati generali
Partito politico Unione Democratica Nazionale
Titolo di studio laurea in Lettere, laurea in Giurisprudenza
Professione avvocato, insegnante

Giovanni Cuomo (Salerno, 23 dicembre 187424 marzo 1948) è stato un politico, avvocato e insegnante italiano.

Indice

BiografiaModifica

Figlio di Carmine Cuomo e Angiolina De Fendis frequentò il liceo ginnasio Tasso di Salerno[1]. Si laureò in lettere presso l'Università di Napoli dedicandosi successivamente all'insegnamento. Fu tra i sostenitori della creazione di un istituto commerciale in Salerno di cui in seguito divenne direttore. Conseguita la laurea in legge sempre a Napoli il 29 luglio 1905, si dedicò all'attività professionale, dopo essere ricorso contro le disposizioni di divieto in materia di libera professione per coloro che esercitavano l'insegnamento[1]. Il 16 settembre 1898 fu eletto consigliere comunale a Salerno e nel 1902 entrò nella giunta presieduta da Andrea De Leo nella quale assunse la delega agli assessorati alle finanze e della pubblica istruzione. Dalla fine della prima guerra mondiale svolse un'intensa attività politica impegnandosi sia localmente per la creazione di una organizzazione liberaldemocratica di ispirazione nittiana, sia candidandosi alla Camera nella lista democratico-liberale alla quale aderirono anche Giovanni Amendola e Andrea Torre.

Fu eletto deputato per la prima volta il 16 novembre 1919 nella XXV legislatura del Regno d'Italia e fu membro della Commissione permanente per la Pubblica Istruzione[1]. Rieletto nella XXVI Legislatura fu fedele alla linea liberale di Amendola e si impegnò soprattutto a favore di Salerno, spendendosi in numerose occasioni in Parlamento per ottenere l'assegnazione di fondi per la città[2]. All'avvento del fascismo, decise di ritirarsi dalla vita politica attiva per dedicarsi all'esercizio della professione forense e all'insegnamento. Fu un antifascista moderato, evitando di prendere posizioni esplicite contro il regime.

Alla caduta del fascismo, nel luglio 1943 fu nominato Commissario prefettizio del Comune di Salerno, mantenendo la carica fino all'11 gennaio 1944. Nel primo governo Badoglio fu nominato sottosegretario all'Educazione nazionale, ma dall'8 settembre di fatto resse il dicastero essendo il ministro Severi rimasto bloccato a Roma. Divenne nel febbraio 1944 ministro, nel periodo di Salerno Capitale, del dicastero che nel maggio 1944 avrebbe riassunto la dizione di Ministero della Pubblica Istruzione[3]. È in veste di ministro che il 9 marzo 1944 Cuomo firma il decreto istitutivo dell'Istituto Superiore di Magistero Pareggiato, da lui fortemente voluto nonostante la contrarietà dell'ambiente accademico napoletano[4]. L'Istituto di Magistero, di cui Cuomo fu presidente del consiglio di amministrazione fino al 1947, si trasformò in Università degli studi di Salerno nel dicembre 1968 a seguito della creazione della facoltà di Lettere e Filosofia[5].

Eletto deputato all'assemblea Costituente nel collegio elettorale di Salerno con 12 297 voti preferenziali, aderì al gruppo parlamentare Unione Democratica Nazionale. Nominato senatore di diritto nel dicembre 1947, non poté prendere possesso della carica per il sopraggiungere della morte[1][6]. Un suo busto di dimensioni colossali era nel suo palazzo di famiglia e poi salvato dalla distruzione dalla Provincia di Salerno.[7]

Biblioteca personaleModifica

 
Particolare del Fondo Cuomo, conservato nella Biblioteca E.R. Caianiello

La sua biblioteca personale è conservata presso la Biblioteca centrale Eduardo Renato Caianiello, dell'Università di Salerno[8]. Devoluta inizialmente dagli eredi al Comune di Salerno, nell'ottobre del 1976 la Giunta Comunale ne dispose il trasferimento all'università. In seguito ai sopralluoghi effettuati dal rettore Nicola Cilento e dal professor Massimo Panebianco a Palazzo Santoro, venne organizzato il trasferimento presso la biblioteca della facoltà di economia e commercio e giurisprudenza, all'epoca in Via Prudente a Salerno. Nel 1997 il fondo librario confluì insieme alle raccolte provenienti dalle biblioteche di facoltà nella biblioteca centrale dove, attualmente, è sistemato al secondo piano della struttura[9].

Per la parte monografica, il fondo è costituito da circa novemila volumi di cui più di un terzo è di natura letteraria. Fra i titoli classici greci e latini, emerge per numero Cicerone, al quale Cuomo dedicò un saggio nel 1899[10]. Oltre la metà di questa sezione è rappresentata dai maggiori autori della fine dell'Ottocento e del primo novecento italiani spesso in edizioni coeve, fra i quali Carducci, Pascoli e D'Annunzio i più presenti, quest'ultimo con trentotto titoli. Notevole presenza inoltre di critica letteraria, principalmente dantesca, ambito nel quale lo stesso Cuomo si cimentò. Per le letterature straniere prevalgono le opere dei romanzieri maggiori francesi, inglesi e russi dell'ottocento, frequentemente nelle popolari traduzioni pubblicate da Treves e Corbaccio.

OpereModifica

Parte delle opere di Giovanni Cuomo sono presenti in Salernum. Biblioteca digitale salernitana[11], progetto nato nel 2012 e curato dal Centro Bibliotecario di Ateneo dell'Università di Salerno nell'ambito dell'archivio istituzionale ad accesso aperto.

Scritti di ambito letterario
  • Dell'ingegno poetico di Cicerone, Salerno, Jovane, 1899.
  • Noterelle critiche, Salerno, Jovane, 1899.
  • Intime, Salerno, Fruscione, 1900.
  • Il Torrismondo del Tasso e l'Edipo di Sofocle, Napoli, Emil Press, 1900.
Scritti di ambito giuridico e politico
  • Il delitto di mandato, Napoli, 1905.
  • La mia incompatibilità forense, Salerno, Jovane, 1906.
  • Il lavoro e l'evoluzione economica, Napoli, 1907.
  • Gli studi professionali moderni specialmente in Italia, Napoli, Emil Press, 1907.
  • Relazioni e proposte per l'ordinamento, i programmi, le funzioni e le finalità degli istituti e delle scuole commerciali, Salerno, 1908.
  • Gli istituti di rappresentanza commerciale. Profilo e attribuzioni nella storia e nel diritto, Salerno, 1911.
  • Discorsi parlamentari, Salerno, Spadafora, 1924.

NoteModifica

  1. ^ a b c d Elio D'Auria, Giovanni Cuomo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 31, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1985, pp. 402-404.
  2. ^ Erminio Fonzo, Il fascismo conformista. Le origini del regime nella provincia di Salerno (1920-1926). URL consultato il 28 gennaio 2017.
  3. ^ Regio decreto 29 maggio 1944, n. 142, in materia di "Modificazione della denominazione del Ministero dell’Educazione Nazionale in quella di Ministero della Pubblica istruzione"
  4. ^ Giuseppe Cacciatore, Giovanni Cuomo. Le istituzioni culturali e la nascita del magistero, in Giovanni Cuomo: una vita per Salerno e il Mezzogiorno. Atti del convegno nazionale di studi. Salerno, 12-14 dicembre 2007, Gaia, 2008, p. 106.
  5. ^ Giuseppe Cacciatore, Istituzione ed elites culturali, in Storia d'Italia: le regioni dall'unità a oggi, La Campania, Torino, Einaudi, 1990, pp. 881-882.
  6. ^ Vittoria Bonani, Giovanni Cuomo e il suo tempo: 1943-1948, Angri (SA), Gaia, 2007, p. 375.
  7. ^ Provincia di Salerno
  8. ^ Marcello Andria, Fondo Cuomo, su http://www.unisa.it/.
  9. ^ Marcello Andria, Libri e letture di un intellettuale salernitano, in Giovanni Cuomo: una vita per Salerno e il Mezzogiorno. Atti del convegno nazionale di studi. Salerno, 12-14 dicembre 2007, Gaia, 2008, pp. 19-29.
  10. ^ Giovanni Cuomo, Dell'ingegno poetico di Cicerone, Salerno, Tip. Fratelli Jovane, 1899.
  11. ^ Opere di Giovanni Cuomo in EleA Archiviato il 2 febbraio 2015 in Internet Archive. archivio aperto dell'Università di Salerno URL consultato il 10 marzo 2015

BibliografiaModifica

  • Vittoria Bonani, Giovanni Cuomo e il suo tempo: 1943-1948, Angri (SA), Gaia, 2007, ISBN 978-88-89821-25-1.
  • Vittoria Bonani (a cura di), Giovanni Cuomo: una vita per Salerno e il Mezzogiorno. Atti del convegno nazionale di studi. Salerno, 12-14 dicembre 2007, Angri (SA), Gaia, 2008, ISBN 978-88-89821-61-9.
  • Guido D'Aniello, Ricordo di Giovanni Cuomo, Salerno, Laveglia, 1994.
  • Aurelio Musi (a cura di), Storia dell'Università di Salerno, 2. L'età contemporanea: 1944-2004, Salerno, Artigrafiche Boccia, 2004.
  • Paolo Macry e Pasquale Villani (a cura di), Storia d'Italia: le regioni dall'unità a oggi, La Campania, Torino, Einaudi, 1990, ISBN 88-06-11876-5.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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