Giovanni Domenico Mensini

vescovo cattolico italiano
Giovanni Domenico Francesco Mensini
vescovo della Chiesa cattolica
Duomo di grosseto, interno, tomba del vescovo giovan domenico mensini.JPG
La tomba del vescovo Mensini nel duomo di Grosseto
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Incarichi ricopertiVescovo di Grosseto (1837-1858)
 
Nato23 marzo 1801 a Siena
Ordinato presbitero20 settembre 1823
Nominato vescovo2 ottobre 1837 da papa Gregorio XVI
Consacrato vescovo12 novembre 1837 dall'arcivescovo Giuseppe Mancini
Deceduto29 aprile 1858 (57 anni) a Grosseto
 

Giovanni Domenico Francesco Mensini (Siena, 23 marzo 1801Grosseto, 29 aprile 1858) è stato un vescovo cattolico italiano.

BiografiaModifica

Nato a Siena il 23 marzo 1801, venne ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Siena il 20 settembre 1823.[1] Laureatosi in lettere e sacre scritture, ottenne la cattedra di storia ecclesiastica all'Università degli Studi di Siena,[1] mentre dal 1831 al 1837 fu rettore del seminario arcivescovile di San Giorgio, scelto appositamente dall'arcivescovo Giuseppe Mancini, perché secondo lui Mensini era l'unico in grado di «offrire la migliore educazione fisica e morale».[2][3]

Il 2 ottobre 1837 fu nominato vescovo della diocesi di Grosseto per volere del granduca Leopoldo II, che presenziò, anche se in forma privata, all'ingresso ufficiale del vescovo tra la popolazione di Grosseto il 26 novembre dello stesso anno.[3] Uomo di grande cultura e iniziativa, numerosi furono i contributi che il vescovo portò in Maremma, terra segnata dalla povertà e dall'analfabetismo. Fece continuare i lavori di restauro per la cattedrale di Grosseto avviati nel 1816, che terminarono nel 1845 con il rifacimento della facciata;[1][4] contribuì con il canonico Giovanni Chelli all'apertura della Biblioteca comunale Chelliana, donando al momento della morte la propria libreria personale, ricca di opere di pregio.[1] Nei giorni 16, 17 e 18 aprile 1839 tenne il sinodo diocesano.[3]

Uno dei problemi che il vescovo prese maggiormente a cuore fu quello dell'istituzione di un seminario vescovile a Grosseto, poiché lo considerava essenziale all'interno di una diocesi. Nella primavera del 1858 si ammalò gravemente durante una visita pastorale nel territorio di Castiglione della Pescaia e morì il 29 aprile di quell'anno.[1][3] Il 1º giugno si tenne il solenne funerale, con orazione tenuta dal canonico Giovanni Chelli.[5] Nel suo testamento, Mensini aveva lasciato l'ingente somma di 30 000 scudi d'argento per l'edificazione del seminario;[1][3][6] tuttavia, l'edificio sarà realizzato solamente a partire dal 1892.[6]

Fu sepolto nella cattedrale di Grosseto all'interno del sacello eretto in suo onore, con busto scolpito da Luigi Cartei.[3][6]

Alla morte del vescovo Mensini, la diocesi di Grosseto rimase senza vescovo fino al 1867, anno in cui venne consacrato Anselmo Fauli.

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Anna Bonelli, Letizia Corso, La biblioteca comunale Chelliana: note per una descrizione storica, in «Culture del testo», n. 1, gennaio-aprile 1994, p. 132.
  2. ^ Maurizio Sangalli, Il seminario di Siena: da arcivescovile a regionale. 1614-1953 / 1953-2003, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2003, pp. 121–122.
  3. ^ a b c d e f Giotto Minucci, La città di Grosseto e i suoi vescovi (498-1988), vol. 2, Firenze, Lucio Pugliese, 1988, pp. 418-419.
  4. ^ Mariagrazia Celuzza, Mauro Papa, Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013, p. 114.
  5. ^ Giovanni Chelli, Orazione funebre di Giovanni Domenico Mensini vescovo di Grosseto, detta dal canonico penitenziere dott. Gio. Chelli nei solenni funerali fatti dal Capitolo e dal Municipio nella chiesa cattedrale il primo giugno 1858, trigesimo della sua morte, Grosseto, presso Pompilio Galluzzi, 1858.
  6. ^ a b c Celuzza, Papa, op. cit., pp. 153–154.

BibliografiaModifica

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