Giovanni Durando

patriota, generale e politico italiano
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Giovanni Durando
Anonimo - ritratto di Giovanni Durando - litografia - ca. 1850.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 29 febbraio 1860 –
27 maggio 1869
Legislature dalla VII

Deputato del Regno di Sardegna
Legislature I, II

Dati generali
Professione generale
Giovanni Durando
NascitaMondovì, 23 giugno 1804
MorteFirenze, 27 maggio 1869
Dati militari
Paese servitoFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Stato Pontificio Stato Pontificio

Italia Regno d'Italia

Forza armataFlag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Italia Regio esercito
ArmaEsercito
GradoMaggiore generale
GuerrePrima guerra d'indipendenza italiana
Guerra di Crimea
Seconda guerra d'indipendenza italiana
Terza guerra d'indipendenza italiana
BattaglieBattaglia di Monte Berico
Battaglia di Mortara
Battaglia di Novara
Battaglia della Cernaia
Battaglia di Vinzaglio
Battaglia di Magenta
Battaglia di San Martino
Battaglia di Custoza
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Giovanni Durando (Mondovì, 23 giugno 1804Firenze, 27 maggio 1869) è stato un patriota, generale e politico italiano, capo dell'Esercito dello Stato della Chiesa nella Prima guerra d'indipendenza italiana.

Ordine del giorno 5 aprile 1848 firmato dal generale Durando.

BiografiaModifica

Fratello del patriota Giacomo Durando e del beato Marcantonio Durando. Suddito sardo, l'11 aprile 1822 entrò fra le Guardie del corpo di Vittorio Emanuele I di Savoia, divenendo sottotenente nel 1826. Di orientamento liberale moderato, partecipò ai moti rivoluzionari in Piemonte del 1831, in seguito ai quali fu costretto a rifugiarsi all'estero assieme al fratello Giacomo. Prestò servizio nella legione straniera belga che combatteva per ottenere l'indipendenza del Belgio cattolico dall'Olanda, in qualità di sottotenente (1832), combatté in Portogallo al servizio di don Pedro in qualità di capitano dei Cacciatori di Oporto (1833-1838), e infine in Spagna nella guerra contro i carlisti nel corso della quale ottenne il grado di generale.

Rimpatriato ai primi del 1842, dal 24 marzo 1848 assunse il comando delle truppe pontificie al servizio di papa Pio IX. Nell'aprile del 1848, trovandosi a sud del Po nei territori pontifici, ignorando gli ordini di Pio IX che non voleva combattere contro la cattolica Austria, attraversa il Po e si reca nel Veneto insorto contro gli austriaci assumendo anche l'incarico, per conto di Carlo Alberto, di coordinare i volontari veneti, e partecipando così alla Prima guerra d'indipendenza italiana. Incapace di contrastare l'avanzata delle truppe austriache di Laval Nugent fu bloccato a Vicenza ove fu costretto alla resa, causa la grande disparità delle forze in campo, (10 giugno 1848) ottenendo l'onore delle armi, il permesso di rientrare nei territori pontifici e la promessa dell'assenza di ritorsioni contro i vicentini. Accettando, il generale giurò che non sarebbe tornato a combattere prima di tre mesi. Sconfessato da Pio IX e discusso[da chi?]per avere con la sua resa alleggerito la pressione della coalizione italiana contro le forze austriache, fu però assolto pienamente[non chiaro] tanto da essere nominato aiutante di campo di Carlo Alberto (5 ottobre 1848), partecipò alla battaglia di Novara (1849) al comando di una divisione. Fu eletto deputato al parlamento di Torino nelle elezioni del 1848 e del 1849.

Comandante generale della Divisione militare dell'isola di Sardegna (1851-1852), combatté poi nella guerra di Crimea, distinguendosi nella battaglia della Cernaia, e nelle due successive guerre di Indipendenza: a San Martino (1859) e a Custoza (1866). Fu presidente del Tribunale supremo di guerra (1867-1869). Fu nominato senatore il 29 febbraio 1860 (VII legislatura del Regno di Sardegna). Nel 1861 partecipò alla campagna contro il brigantaggio nell'Italia meridionale.

In suo onore dopo l'annessione del Veneto all'Italia vennero intitolate una caserma, ex convento di San Silvestro, a Vicenza e una a Mondovì (Cuneo), entrambe dismesse dopo la sospensione del servizio di leva obbligatorio.

OnorificenzeModifica

Onorificenze italianeModifica

  Grande ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— Torino, 12 giugno 1856[1]
  Medaglia d'Argento al Valor Militare
  Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata
— Firenze, 8 dicembre 1868
  Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— Torino, 3 aprile 1859
  Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
— Firenze, 22 aprile 1868
  Medaglia commemorativa della guerra di Crimea
  Medaglia commemorativa delle campagne delle Guerre d'Indipendenza

Onorificenze estereModifica

  Cavaliere dell'Ordine della Torre e della Spada (Portogallo)
  Cavaliere dell'Ordine di San Ferdinando (Spagna)
  Croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— Madrid, 1837
  Cavaliere dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— Madrid, 30 aprile 1838
  Grand'Ufficiale della Legion d'Onore (Francia)
— Parigi, 5 giugno 1856
  Médaille commémorative de la campagne d'Italie 1859 (Francia)
  Commendatore dell'Ordine del Bagno (Gran Bretagna)
— Londra, 29 dicembre 1856
  Medaglia inglese della Guerra di Crimea (Gran Bretagna)
  Commendatore dell'Ordine di San Stanislao (Russia)
— Cracovia, 18 aprile 1857

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Angelo Brofferio. Storia del Parlamento subalpino, iniziatore dell'unità italiana, dettata da Angelo Brofferio, per mandato di sua maestà il re d'Italia. Milano, N. Battezzati e C, 1866, Prima sessione legislativa: 1848, pp. 112–120 Google libri.
  • Cesare Cantù. Storia degli italiani. Torino, Unione tipografico editrice, Tomo VI, 1856, libro XIX, pp. 749 Google libri
  • Pier Carlo Boggio. Storia politico-militare della guerra dell'indipendenza italiana (1859). Torino, S. Franco e figli, 1859, pp. 540–2 Google libri

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN56433348 · ISNI (EN0000 0000 6132 996X · SBN IT\ICCU\IEIV\053906 · LCCN (ENno2008138353 · WorldCat Identities (ENno2008-138353