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BiografiaModifica

Faraboli, inizia la sua attività d'impegno politico, nel 1901, quando fonda la Lega dei contadini a Fontanelle di Roccabianca, diventandone il presidente. Si iscrive al Partito Socialista Italiano nel 1902, come sostenitore della corrente riformista[1] e, sempre a Fontanelle fonda una vasta rete di cooperative agricole, con relativa organizzazione sindacale, estendendola anche alle realtà limitrofe.[2]

Con la nomina di direttore della Camera del lavoro di Alceste De Ambris, Faraboli collabora con il nuovo segretario, facendo compiere al movimento sindacale una forte avanzata, culminata nel successo dello sciopero agrario dell'Emilia nel maggio del 1907[1].

Nel 1914 Faraboli, si schiera dalla parte dei neutralisti, per non intervenire nel conflitto, e a seguito delle elezioni amministrative, nel medesimo anno viene eletto nel consiglio comunale di Roccabianca, dove prosegue nella sua attività contro la disoccupazione e contro l'imminente guerra.

Nel 1919, a Roccabianca scoppiano i primi tumulti, organizzati dagli agrari e dai commercianti, contro le cooperative socialiste. Ad essere aspramente contestato è il sindaco di Roccabianca, Paolo Bertoluzzi, amico e collaboratore di Faraboli. Nello stesso anno, scoppiano anche dei disordini nel vicino comune di Busseto, per i medesimi motivi.[2]

Nel 1921 la Casa dei Socialisti di Pieve Ottoville viene presa d'assalto dagli squadristi, mentre l'anno successivo, tocca la stessa sorte alla Casa dei socialisti di Fontanelle. A questo punto, Faraboli lascia Fontanelle per recarsi a Milano dove continua la propria attività, come membro nella direzione nazionale del Partito socialista e di funzionario della Lega delle cooperative.

A seguito del suo attivismo anti-fascista, dopo l’inasprimento della repressione fascista contro il Psu, a seguito dell’attentato Zaniboni, Faraboli ripara in Francia a Tolosa dove già si erano indirizzati molti lavoratori italiani ed in particolare parmensi. per continuare la sua attività di contrasto al regime fascista. Rientrerà in patria alla fine del secondo conflitto mondiale.[1]

È morto Parma, presso l'Ospizio degli "incurabili", il 4 febbraio del 1953.[2]

RiconoscimentiModifica

CuriositàModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Pagina precedente, su www.borgodelpozzo.it. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  2. ^ a b c d Giovanni Faraboli, su www.roccabianca.info. URL consultato il 29 ottobre 2015.
  3. ^ Giovannino Guareschi su santiebeati.it, su Santiebeati.it. URL consultato il 29 ottobre 2015.

BibliografiaModifica

  • Umberto Sereni, Il movimento cooperativo a Parma tra riformismo e sindacalismo, Ed De Donato, Bari 1977
  • Margherita Becchetti. L'utopia della concretezza. Vita di Giovanni Faraboli, socialista e cooperatore, Clueb, Bologna 2012

Voci correlateModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN299715751 · ISNI (EN0000 0004 0312 7541 · SBN IT\ICCU\LO1V\210990 · LCCN (ENno2013043546 · GND (DE1036099229