Apri il menu principale

Giovanni Garzoni

medico, storico e umanista italiano

BiografiaModifica

 
Oratio de laudibus legum, 1499

Giovanni era figlio del nobile Bernardo Garzoni, professore universitario di medicina e filosofia presso l'ateneo bolognese[1] e archiatra pontificio di Niccolò V [1] e Callisto III. Studiò letteratura e oratoria a Bologna, Firenze e Ferrara, portando a compimento la formazione con Lorenzo Valla a Roma[1] dove risiedette fra il 1455 e il 1458. Per volontà del padre, tuttavia, tornò poi nella città natale per dedicarsi agli studi di medicina: influì certo anche il bisogno economico, se è vero che Garzoni nel frattempo si era coniugato e aveva avuto quattro figli.

Ottenne la laurea nel 1466[1] (molto soffertamente a causa delle stringenti necessità familiari) e intraprese la carriera professionale e accademica. Le sue qualità gli meritarono l'incarico di medico di Giovanni II Bentivoglio e presso gli ordini religiosi dei Domenicani e degli Agostiniani. Pur eccellendo nell'arte medica e nell'insegnamento, non perse mai di vista gli studi umanistici, con particolare attenzione a Cicerone, Tito Livio, Sallustio, Agostino e Girolamo, e lasciò in questo campo numerosi lavori storici, filosofici e agiografici.

Non gli mancò l'impegno politico: nel 1467 fu membro del Consiglio degli Anziani e, in seguito, ambasciatore presso due papi, Alessandro VI e Pio III.[1] Resse anche una scuola privata di retorica e filosofia[1] che attrasse studenti italiani, polacchi, spagnoli, tedeschi e di tutta Europa.

Si spense agli inizi del 1505 durante un'epidemia che colpì Bologna.[1] Tre dei suoi quattro figli erano stati falciati dalla pestilenza del 1469; il quarto invece gli procurò discendenti, l'ultimo dei quali morì nel 1735.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Giovanni Garzoni, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.  

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN269001673 · ISNI (EN0000 0001 1884 287X · SBN IT\ICCU\CFIV\148070 · LCCN (ENn88259787 · GND (DE119132591 · BNF (FRcb123446817 (data) · CERL cnp01339012 · WorldCat Identities (ENn88-259787