Giovanni Gussone

botanico italiano

Giovanni Gussone (Villamaina, 8 febbraio 1787Napoli, 14 gennaio 1866) è stato un botanico italiano.

Giovanni Gussone

BiografiaModifica

Nacque a Villamaina (AV) l'8 febbraio 1787 da Gaetano e Celestina De Martino. Laureatosi in medicina a Napoli nel 1810 decise di non praticare la professione medica in quanto attratto dal mondo vegetale[1]. Divenne allievo di Michele Tenore, docente di botanica e direttore dell'Orto botanico di Napoli, con il quale iniziò una profonda e proficua collaborazione scientifica. Collaborazione che fu subito esplicitata con la partecipazione alla stesura della monumentale Flora Napolitana e con la nomina di assistente nella direzione dell'Orto botanico. Nel 1812 iniziò una serie di studi sulla flora dell'area napoletana, del Sannio e del Molise, costituendo anche un erbario al cui arricchimento dedicò tutta la vita[2] .

Nel 1817 ebbe l'incarico dal principe ereditario Francesco di Borbone, allora luogotenente in Sicilia, di fondare a Palermo l'Orto sperimentale e di acclimatazione di Boccadifalco. Nel 1827, in seguito all'ascesa al trono di Francesco I, fu richiamato a Napoli e nominato Botanico di Corte, con il compito di occuparsi di tutti i siti reali. Durante il soggiorno siciliano ebbe modo di compiere numerose esplorazioni per approfondire la conoscenza della flora locale spostandosi, anche grazie all'utilizzo di un brigantino messogli a disposizione dal re, nelle isole circostanti, mai visitate fino ad allora dai naturalisti. I viaggi, in Italia e all'estero, furono una costante della sua attività professionale che compì sia come fiduciario del re che per studi e ricerche scientifiche. Nel 1829, ad esempio, accompagnò il re Francesco I in Spagna in occasione delle nozze della figlia, la principessa Maria Cristina, con Ferdinando VII. Durante il soggiorno a Madrid si distinse per capacità e competenze tanto da essere vanamente richiesto dalla stessa corte di Spagna[3]. Nel 1830, mentre la corte rientrava frettolosamente a Napoli a causa dei moti rivoluzionari, si fermò due mesi a Parigi, visitando gli erbari più importanti della città , per poi spostarsi a Londra, dove ebbe modo di vedere l'erbario linneano Nel 1854 fu nominato professore di botanica e agricoltura presso la R. Scuola di Veterinaria e di Agricoltura, istituita a Napoli nel 1848[4]. Nel 1861, dopo la nascita del Regno d'Italia, fu nominato da Vittorio Emanuele II Professore emerito dell'Università di Napoli. Nel medesimo anno, a riconoscimento dell'importanza dell'attività scientifica svolta, la stessa università acquistava l'erbario, destinandolo all'Orto Botanico, e la biblioteca personale. Durante la sua carriera ebbe numerosi incarichi tra i quali si ricordano la presidenza dell'Accademia Pontaniana (1862) e la partecipazione al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione[1]. Fu inoltre socio ordinario della R. Accademia delle Scienze di Napoli, della R. Società d'Incoraggiamento e di Storia Naturale, socio corrispondente dell'Accademia di scienze e lettere di Palermo, della R. Accademia Peloritana di Messina, della R. Accademia delle Scienze di Torino, dell'Accademia Truentina di Ascoli, dell'Accademia delle Scienze di Bologna, della Società botanica di Edimburgo e, a Londra , della Società medico-botanica e della Società Linneana[3].

Morì a Napoli il 14 gennaio 1866.

Alla sua memoria sono state dedicate diverse specie botaniche tra cui Leopoldia gussonei (più comunemente conosciuta come Pennacchio di Gussone), Petagnaea gussonei e Quercus gussonei nonché il giardino alpino fondato nel 1904 da Fridiano Cavara sulle pendici dell'Etna e l'annesso parco alla Reggia di Portici.

OpereModifica

NoteModifica

  1. ^ a b G.C. Landolfi, Giovanni Gussone: cenni biografici e aneddoti, Avellino, Tipografia Gennaro Ferrara, 1920.
  2. ^ Maurizia Alippi Cappelletti, Giovanni Gussone, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 61, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato l'8 maggio 2020.  
  3. ^ a b Giuseppe Antonio Pasquale, Documenti biografici di Giovanni Gussone, botanico napoletano, tratti dalle sue opere e specialmente dal suo erbario, in Atti dell'Accademia Pontaniana, vol. 10, n. 3, Napoli, Stamperia della Regia Università, 1876.
  4. ^ Alessandro Santini (a cura di), La Scuola Agraria di Portici e la modernizzazione dell'agricoltura 1872-2012 (PDF), Doppiavoce, 2015, SBN IT\ICCU\CFI\0921019.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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