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Giovanni I di Braganza

BiografiaModifica

Era il figlio di Teodosio I di Braganza, e della sua prima moglie, Isabella di Lencastre.

MatrimonioModifica

Nel 1563 sposò la cugina l'infanta Caterina di Guimarães, figlia del principe Edoardo, duca di Guimarães e di Isabella di Braganza (zia di Giovanni). Ebbero dieci figli:

  • Maria di Braganza (1565-1592)
  • Serafina di Braganza (1566-1604), sposò Juan Fernandez Pacheco, V duca di Escalona
  • Teodosio II (1568-1630)
  • Duarte di Braganza (1569-1627), marchese di Frechilla
  • Alexandre di Braganza, arcivescovo di Évora
  • Querubina di Braganza (1572-1580)
  • Angélica di Braganza (1573-1576)
  • Maria di Braganza (1573-1573)
  • Isabella di Braganza (1578-1582)
  • Filippo di Braganza (1581-1608)

Crisi di successione al trono portogheseModifica

Dopo la disastrosa Battaglia di Alcacer Quibir, in cui il re Sebastiano I del Portogallo morì senza eredi e gli successe l'anziano cardinale Enrico. Poiché Enrico era vecchio e non gli era permesso avere figli legittimi, una crisi dinastica si è verificata ancora prima della morte del cardinale. Il duca di Braganza sostenne il diritto al trono di sua moglie (era una nipote del re Manuele I). Filippo II di Spagna (un altro nipote di Manuele I), ha cercato di corromperlo per abbandonare le pretese della moglie, offrendogli il Vice-regno del Brasile, la carica di Gran Maestro dell'Ordine di Cristo, un licenza di inviare ogni anno una nave personale in India e il matrimonio del figlio maggiore Teodosio con una delle sue figlie ( Isabella Clara Eugenia o Caterina Michela). Il duca di Braganza, influenzato dalla moglie, rifiutò la proposta.

Quando il Cardinale-Re morì, la duchessa Caterina diventò una delle pretendenti al trono del Portogallo fino a quando Filippo II di Spagna si oppose con forza e dopo essersi fatto incoronare Re del Portogallo risarcì i duchi di Braganza con una donazione in denaro.

Morì a Vila Viçosa nel 1583.

BibliografiaModifica

  • "Nobreza de Portugal e Brasil", vol. II pagine da 445 a 448. Pubblicato da Zairol Lda., Lisbona 1989

Voci correlateModifica

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