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Giovanni Jacono
arcivescovo della Chiesa cattolica
S.E. Mons. Jacono Vescovo di Caltanissetta.jpg
Archbishop CoA PioM.svg
Super omnia charitas
 
Incarichi ricoperti
 
Nato14 marzo 1873 a Ragusa
Ordinato presbitero20 settembre 1902
Nominato vescovo2 luglio 1918 da papa Benedetto XIV
Consacrato vescovo8 settembre 1918 dal cardinale Giuseppe Francica-Nava de Bontifè
Elevato arcivescovo2 ottobre 1956 da papa Pio XII
Deceduto26 maggio 1957 (84 anni) a Ragusa
 

Giovanni Jacono (Ragusa, 14 marzo 1873Ragusa, 26 maggio 1957) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Indice

BiografiaModifica

Giovanni Jacono (nato Iacono) nasce in via Leggio n 10[1] da una semplice famiglia di cattolici praticanti, il padre Gaudenzio Iacono (1837) era falegname mentre la madre Salvadora Arena (1849) era filandiera[2], venne battezzato lo stesso giorno in cui era nato, nella Chiesa di San Giovanni a Ragusa. Dopo le scuole primarie e la scuola superiore venne assunto come muratore. Mentre lavorava, il suo vecchio maestro di scuola elementare lo rivide e lo aiutò a fare domanda di sussidio al comune, e con questo si iscrisse alla scuola tecnica di Ragusa.

Da sempre nel cuore aveva sentito la chiamata al sacerdozio, ma questa decisione sembrava ormai lontana. Dopo il diploma di maturità, dovette arruolarsi nell'esercito. Terminato il servizio militare, chiese all'arcivescovo di Catania, il cardinale Giuseppe Francica-Nava de Bontifè, di essere accolto nel seminario, e l'arcivescovo acconsentì a patto che dormisse dietro il portone come portinaio notturno, disfacendo ogni giorno il suo letto.

Il 21 settembre 1902 fu ordinato sacerdote a San Giovanni La Punta (CT). Successivamente il cardinale Nava lo inviò a Roma, al Collegio Apollinare, per completare gli studi e acquistare un titolo dottorale. Lì si distinse per pietà, bontà, umiltà, carità. Suo compagno di studi fu Angelo Giuseppe Roncalli, divenuto poi papa. Terminati gli studi a Roma tornò a Catania e fu nominato padre spirituale del seminario arcivescovile e canonico penitenziere della cattedrale. Il suo confessionale era sempre affollato e molti andavano da lui, sacerdoti e laici per la direzione spirituale e per la confessione.

Successivamente venne nominato rettore del seminario.

Nel 1918 papa Benedetto XV lo nominò vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi (nelle Puglie). Ricevette la consacrazione episcopale l'8 settembre 1918 nella cattedrale di Catania dal cardinale Nava.

Nel 1921 papa Benedetto XV lo trasferì a Caltanissetta. Prima del suo arrivo nella diocesi nissena, arrivò il servo di Dio Antonio Augusto Intreccialagli, il quale lo definì in una lettera alla signorina Antonietta Mazzone di Caltanissetta: "Un vero uomo di Dio". Fece il suo ingresso in diocesi il 28 settembre 1921, e dopo pochi giorni iniziò la visita pastorale nei comuni della diocesi nissena. Ciò che colpì nella persona del nuovo vescovo fu l'immensa umiltà e povertà.

Nel 1953 papa Pio XII gli affiancò un vescovo coadiutore nella persona di Mons. Francesco Monaco. Nel giugno del 1956 lasciò la diocesi di Caltanissetta e si ritirò nella sua città natale, Ragusa, dove condusse una vita semplice. Nell'appartamento non volle la cappella privata, perché voleva essere parrocchiano della chiesa vicina, recandosi in chiesa ogni giorno per la celebrazione della santa messa e l'adorazione eucaristica quotidiana.

Si spense a Ragusa il 26 maggio 1957 e fu sepolto nella cattedrale di Ragusa. Non lasciò nessun testamento perché morì povero. Sul suo tavolo fu trovata una sola busta con £ 15.000, su cui era scritto: "Per i poveri della S. Vincenzo". Nell'omelia funebre, l'allora vescovo di Ragusa mons. Francesco Pennisi, lo definì "il vescovo più povero di tutti i vescovi della Sicilia" : " Ora scende nella tomba, povero, con una pianeta senza argento e senza oro, perché coperto dall'oro della sua anima santa, senza pastorale, perché regno di legalità è la sua santa vita".

È in corso il processo diocesano informativo sulla vita e le virtù in vista della beatificazione.

L'8 novembre 2018 Papa Francesco lo dichiara venerabile.[3]

Genealogia episcopaleModifica

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica