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Giovanni Magro (Sant'Apollinare con Selva, 1º luglio 1916Porto di Gibilterra, 8 dicembre 1942) è stato un militare italiano, sottufficiale della Regia Marina che prestò servizio come incursore nella Xª Flottiglia MAS durante la seconda guerra mondiale, venendo decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria per l'azione compiuta a Gibilterra il 9 dicembre 1942.

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BiografiaModifica

Giovanni Magro nacque a Sant'Apollinare con Selva (provincia di Rovigo) il 1º luglio 1916. Come altri futuri membri della Xª Flottiglia MAS, si arruolò volontario nella Regia Marina nel 1936 e venne subito assegnato alla categoria Palombari (dopo aver frequentato il corso presso la Scuola C.R.E.M. (Corpi Reali Equipaggi Marittimi) di San Bartolomeo) per imbarcarsi sul sommergibile Tricheco e poi sull'incrociatore Luigi Cadorna dove, il 1º maggio 1940, conseguì la promozione a sottocapo. Successivamente Magro si imbarcò sulla nave appoggio sommergibili e palombari Titano. Nell'ottobre dello stesso anno, venne accolta la sua richiesta di far parte della Xª Flottiglia MAS, operando sui mezzi speciali subacquei. Partecipò come secondo operatore dell'S.L.C. condotto dal tenente di vascello Licio Visintini a due missioni su Gibilterra.

Venne promosso sergente per merito di guerra dopo la prima missione nel porto di Gibilterra condotta nel settembre 1941. Magro ritornò nel porto inglese la notte dell'8 dicembre 1942 per violare nuovamente la base. Morì assieme al suo capo nel tentativo di forzamento; vennero colpiti dalle bombe di profondità che gli inglesi lanciavano regolarmente proprio per evitare le incursioni degli S.L.C. italiani.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria
«Valorosissimo combattente, dopo lungo difficile e pericoloso addestramento, nel quale era fedele ardito collaboratore del suo ufficiale, con lui violava, una prima volta, quale operatore di mezzo d'assalto subacqueo una delle più potenti e difese basi navali dell'avversario.

Inflessibilmente deciso ad ottenere risultati più cospicui, si sottometteva a nuova e intensa preparazione, in una vita clandestina e di clausura, fino al momento in cui, con sovrumano disprezzo del pericolo e animato da sublime amor di Patria, seguiva il suo ufficiale in una nuova impresa, nonostante il nemico avesse predisposto tutto quanto la tecnica poteva escogitare per opporsi all'ardimento dei nostri uomini.

Nel porto nuovamente violato trovava eroica morte accanto al suo capo, unito indissolubilmente a lui nel sacrificio, così come lo era stato in vita, nel culto della Patria e del dovere.»
— Gibilterra, 9 dicembre 1942

  Medaglia d'Argento al Valor Militare
— Mar mediterraneo, maggio 1941
  Medaglia d'Argento al Valor Militare
— Gibilterra, settembre 1941

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica