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BiografiaModifica

FirenzeModifica

Nacque a Firenze nel 1622 e divenne allievo di Giovanni Bilivert e di Orazio Fidani. Non lasciò molte opere nella sua città natale, ma viene ricordato una sua grande tela con Cristo alla colonna, dipinta per l'Oratorio dei padri Filippini e citata nel Ristretto delle cose più notabili della città di Firenze di Raffaelo Del Bruno (1757).

RomaModifica

La maggior parte della sua attività si svolse a Roma, dove dipinse numerose pale d'altare, tra cui Transito della Vergine (1664) che si trova in Santa Maria della Pace. Lavorò anche in Santa Maria in Vallicella, dove dipinse la pala della Pentecoste; in Santa Maria del Popolo, dove fece la pala della Visitazione (1659) e quella del Martirio di San Lorenzo; in Santa Maria dell'Anima, dove dipinse una Visitazione e Matrimonio della Vergine. Realizzò anche i dipinti per due ampi saloni di Palazzo Salviati, a Trastevere con scene mitologiche: le storie di Cefalo e Amore e Teseo e Arianna.

Entrò nell'Accademia dell'Arcadia, con il nome di Mantino Agoriense, come riferisce Crescimbeni, nella sua Istoria della Volgar Poesia; divenne membro dell'Accademia di San Luca, che diresse nel 1671. Fra i suoi committenti, l'Imperatore Leopoldo I, per il quale lavorò come ritrattista, e il papa Alessandro VII Chigi, sotto il cui pontificato Morandi ricevette la maggior parte di commissioni, sia per le chiese di Roma sia per quelle di Siena, città d'origine della famiglia Chigi, di cui Morandi fu ritrattista ufficiale.

 
Alessandro VII nella processione del Corpus Domini

Fra i suoi ritratti papali si ricordano, oltre quello di Alessandro VII, quelli di Clemente IX e di Innocenzo XI. Visitò e lavorò anche a Venezia, dove assunse una certa vicinanza allo stile veneto-lombardo, di cui ci parla l'Abate Lanzi

«[La sua tecnica] è mista di romano disegno e di tinger veneto»

(Storia pittorica della Italia, dal risorgimento delle belle arti fin presso al fine del XVIII secolo)

SienaModifica

A Siena dipinse l'Annunciazione (1676), per la chiesa della Santissima Annunziata, in Santa Maria della Scala e l'Estasi di San Filippo Neri (1680), per il Duomo. La sua bottega fu molto frequentata e fra i suoi allievi ricordiamo Francesco Zuccarelli, Francesco Conti, Odoardo Vicinelli e Pietro Nelli.

La Galleria dell'Accademia di belle arti di Napoli possiede due Studi di putti di Giovanni Maria Morandi - olio su tela, 99x98,5 cm e olio su tela, 99x99 cm.[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Anna Caputi, Raffaello Causa, Raffaele Mormone (a cura di), La Galleria dell'Accademia di Belle Arti in Napoli, Napoli, Banco di Napoli, 1971, SBN IT\ICCU\NAP\0178087.
  • F. Petrucci, Sull’attività ritrattistica di Giovanni M. Morandi, in “Labyrinthos”, n. 33/34, 1998, pp. 131- 174.
  • M. Lorenzoni, Le pitture del Duomo di Siena, Silvana, 2008.
  • F. Bellini, Artisti a Roma: ritratti di pittori, De Luca, 2008.
  • F. Petrucci, Il Museo del Barocco romano, De Luca, 2008.
  • G. Bocchi, Pittori di natura morta a Roma -1630-1750, Arti grafiche castello - Viadana, 2005.
  • E. Toti, Santa Maria della Scala, Protagon, 2008.
  • A. Angelini, Alessandro VII Chigi, papa senese a Roma, Maschietto & Masolino, 2000.
  • G. De Luca, Vicende di un dipinto di Giovanni Maria Morandi per il Duomo di Siena, in "Prospettiva", n. 138, 2010, pp. 58–67

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN10118075 · ISNI (EN0000 0000 6630 8578 · LCCN (ENno2016127180 · GND (DE1015325521 · BNF (FRcb14957460z (data) · ULAN (EN500008942 · CERL cnp01440180 · WorldCat Identities (ENno2016-127180