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Giovanni Russo Spena
Russo spena.JPG
Giovanni Russo Spena a una manifestazione

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIII, XV
Gruppo
parlamentare
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Coalizione L'Ulivo (1996-1998), L'Unione (2006-2008)
Collegio Palermo (XIII Leg.)
Incarichi parlamentari
  • Presidente del gruppo Rifondazione Comunista - Sinistra Europea;
  • Membro della 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro);
  • Membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature X, XI, XIV
Gruppo
parlamentare
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Circoscrizione XIX Campania (XIV Leg.)
Collegio Napoli (X Leg) e Brescia (XI Leg.)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico MPL (1971-1972)
AS (1972)
PdUP (1972-1974)
PdUP per il Comunismo (1974-1978)
DP (1978-1991)
PRC (dal 1991)
Tendenza politica Comunismo
Operaismo
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione Docente universitario

Giovanni Russo Spena (Acerra, 10 novembre 1945) è un politico e accademico italiano, a lungo militante nei partiti della sinistra radicale.

Indice

BiografiaModifica

Nato ad Acerra (NA), figlio dell'onorevole democristiano Raffaello Russo Spena, laureatosi in giurisprudenza nel 1969, fu docente universitario a Napoli. Iniziò la sua carriera politica partecipando nel 1971 alla fondazione del Movimento Politico dei Lavoratori, di cui nel 1972 venne nominato segretario regionale in Campania. Dopo che il MPL decise di sciogliersi nel Partito Socialista Italiano, Russo Spena (con Domenico Jervolino, Gian Giacomo Migone e altri) fu contrario a questa scelta, così la sinistra del movimento - da lui guidata - costituì nel 1972, con la sinistra del PSIUP, il Partito di Unità Proletaria (PdUP), che in seguito all'unificazione con il gruppo de Il manifesto cambiò nome in PdUP per il comunismo.

Nel 1978 aderì, con la sinistra scissionista del PdUP, a Democrazia Proletaria, partito di cui fu segretario nazionale dal 1987 (dopo le dimissioni di Mario Capanna) fino al 1991. Sempre nel 1987 fu eletto deputato per DP. Nel 1991 fu favorevole allo scioglimento di DP in Rifondazione Comunista. Venne riconfermato deputato alle elezioni del 1992.

Il 29 aprile del 1993 votò alla Camera contro l'autorizzazione a procedere richiesta nei confronti del leader socialista Bettino Craxi, coinvolto nelle vicende di Tangentopoli, e che aveva ricevuto il 15 dicembre dell'anno precedente il primo avviso di garanzia: questo voto a favore dell'immunità, contrario all'orientamento del suo gruppo parlamentare, non fu visto favorevolmente da chi apparteneva alla schiera politica di Russo Spena e fu fra le probabili cause della non rielezione alla tornata di voto successiva, per il Parlamento, del 1994. Alle Elezioni Europee del giugno 1994 è stato candidato da Rifondazione nella circoscrizione dell'Italia Meridionale, senza risultare eletto.

Nel 1996 fu eletto al senatore, sotto il simbolo de L'Ulivo, nel collegio di Palermo sud: non si presentava il Polo per le Libertà e il principale rivale era il radicale Pietro Milio. Nel 1996, intanto, la corrente del PRC costituita dalla ex-maggioranza DP (guidata da Paolo Ferrero) passò dalla minoranza alla maggioranza di Fausto Bertinotti; Russo Spena è quindi, con Ferrero, il più rappresentativo esponente di quest'area. Nel 2001 viene rieletto alla Camera e diventa vice capogruppo del PRC.

Nel corso della sua carriera politica ha fatto parte della Commissione parlamentare Antimafia e in questa veste nel 2001 pubblicò il manoscritto Peppino Impastato: anatomia di un depistaggio, incentrato sull'attentato subito dal militante demoproletario siciliano Peppino Impastato. Si impegnò anche nel caso di Silvia Baraldini.

Nel 2004 dichiarò pubblicamente solidarietà a Cesare Battisti, arrestato in Francia[1].

Nel 2006 viene eletto senatore per Rifondazione in Sicilia ed è stato presidente del gruppo parlamentare del partito al Senato. Dopo la caduta del governo Prodi II, decise di non volersi più candidare per un seggio al Parlamento. Dal settembre 2008 è responsabile del Dipartimento Giustizia del PRC.

Ha tre figli: Raffaello, Maurizia e Giacomo, giornalista che scrive, fra le altre testate, per MicroMega e Huffington Post.

DocumentariModifica

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN40608646 · ISNI (EN0000 0000 2302 767X · SBN IT\ICCU\RAVV\095752 · LCCN (ENn00089163