Giovanni d'Aragona (1304-1334)

arcivescovo cattolico
Giovanni d'Aragona
patriarca della Chiesa cattolica
Sepulcro del arzobispo Juan de Aragón y Anjou 03.jpg
Scultore lombardo, Sepolcro dell'arcivescovo Giovanni d'Aragona, particolare, 1332-1334, Cattedrale di Tarragona
Escudo de Juan de Aragón.svg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato1304 a Tarragona
Ordinato presbiteroin data sconosciuta
Nominato arcivescovo14 novembre 1319 da papa Giovanni XXII
Consacrato arcivescovoagosto 1320 dall'arcivescovo Ximeno Martínez de Luna y de Alagón
Elevato patriarca27 agosto 1328 da papa Giovanni XXII
Deceduto19 agosto 1334 ad El Pobo
 
Corona d'Aragona
Casa d'Aragona (Barcellona)
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg

Alfonso II (1164 - 1196)
Pietro II (1196 - 1213)
Figli
Giacomo I (1213 - 1276)
Pietro III (I di Valencia) (1276 - 1285)
Alfonso III (I di Valencia)
Giacomo II (I di Sicilia)
Alfonso IV (II di Valencia)
Pietro IV (II di Valencia)
Figli
Giovanni I
Martino I (II di Sicilia)
Figli

Giovanni d'Aragona (Tarragona, 1304El Pobo, 19 agosto 1334) è stato un principe e arcivescovo aragonese, autore di diversi trattati teologici.

BiografiaModifica

Era figlio del re Giacomo II di Aragona e della terza consorte Bianca di Napoli, figlia del re Carlo II d'Angiò.

Essendo figlio cadetto, venne avviato alla vita ecclesiastica. Studiò alla Certosa di Escaladei e ricevette la Tonsura a dieci anni da papa Clemente V presso la corte di Avignone.

Nel 1319 approfittando della minore età di Alfonso XI di Castiglia, venne nominato arcivescovo di Toledo da papa Giovanni XXII, diventando il Cancelliere di Castiglia[1]. Venne investito anche del titolo di Vescovo di Lérida dall'arcivescovo di Tarragona Jimeno Martínez de Luna. Fu coinvolto negli scontri politici che segnarono gli anni di reggenza del re Alfonso XI, protagonista dei quali fu Don Juan Manuel, sposato con la sorella di Giovanni, l'infanta Costanza d'Aragona.

Terminati gli anni di reggenza, il Consiglio del re Alfonso XI fu costretto a lasciare il regno nel 1326. Giovanni lasciò il proprio incarico a Jimeno de Luna e si trasferì nel convento di San Miguel d'Escornalbou. Nel 1328 venne insignito del Patriarcato di Alessandria e nel 1328 venne nominato amministratore apostolico della sede arcivescovile di Tarragona, incarico che ricoprì fino alla sua morte[1]. È sepolto nella cattedrale di Tarragona. Il tipo di sepolcro a parete fu realizzato probabilmente da artisti locali mentre la parte più antica è stata attribuita ad un anonimo scultore lombardo[2].

È stato autore di diversi trattati sulla dottrina cristiana e fu uno dei più grandi predicatori del tempo.

Genealogia episcopale e successione apostolicaModifica

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

NoteModifica

  1. ^ a b Barcelona 2
  2. ^ Giovanni Previtali, Studi sulla scultura gotica in Italia, 1991, pp. 93-99

BibliografiaModifica

Giovanni Previtali, Studi sulla scultura gotica in Italia, Einaudi, Torino, 1991, ISBN 8806118811

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Collegamenti esterniModifica

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