Giovanni d'Austria (1629-1679)

condottiero e politico spagnolo (1629-1679)
Giovanni d'Austria
Juanjosedeaustria.jpg
Ritratto di don Giovanni Giuseppe d'Austria di Juan Carreño de Miranda, 1678 circa, Museo di belle arti, Budapest
Viceré di Aragona
Stemma
In carica 1668 -
1669
Predecessore Pedro Pablo Jiménez de Urrea
Successore Lorenzo Onofrio Colonna
Governatore dei Paesi Bassi spagnoli
In carica 1656 -
1659
Predecessore Leopoldo Guglielmo d'Austria
Successore Luis de Benavides Carrillo
Viceré di Catalogna
In carica 1653 -
1656
Predecessore Francisco de Orozco
Successore Francisco de Orozco
Viceré di Napoli
In carica 1648 -
1648
Predecessore Rodrigo Ponce de León
Successore Iñigo Vélez de Guevara
Nome completo spagnolo: Juan José de Austria
italiano: Giovanni Giuseppe d'Austria
Trattamento Sua Altezza Reale
Don
Nascita Madrid, 7 aprile 1629
Morte Madrid, 17 settembre 1679
Luogo di sepoltura Panteón de Infantes, Monastero dell'Escorial, Madrid
Dinastia Asburgo di Spagna
Padre Filippo IV di Spagna
Madre María Calderón
Religione Cattolicesimo
Juan José de Austria
Juanjosedeaustriaribera.jpg
Don Juan José de Austria ritratto a cavallo con sfondo di Napoli da José de Ribera nel 1648
NascitaMadrid, 7 aprile 1629
MorteMadrid, 17 settembre 1679
Cause della morteignota
Luogo di sepolturaMonastero dell'Escorial
Dati militari
Paese servitoSpagna
Forza armataTercio
Corpomarina, fanteria
Anni di serviziodal 1646 al 1663
GuerreRivoluzione Napoletana
Guerra franco-spagnola
Guerra di restaurazione portoghese
BattaglieAssedio di Barcellona
Battaglia di Valenciennes
Battaglia delle Dune
Comandante diArmata delle Fiandre
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Don Juan José de Austria, italianizzato in don Giovanni Giuseppe d'Austria (Madrid, 7 aprile 1629Madrid, 17 settembre 1679), è stato un condottiero e politico spagnolo.

BiografiaModifica

Infanzia ed educazioneModifica

 
Don Giovanni ed il fratello Alonso Enríquez de Santo Tomás ritratti in tenera età da Diego Velazquez nel 1636

Figlio illegittimo di re Filippo IV di Spagna, sua madre era María Calderón[1], una famosa attrice, che si ritirò in un convento dopo la sua nascita, mentre suo fratello fu Alonso Enríquez de Santo Tomás, in seguito frate.

Crebbe a León presso una donna di condizioni modeste che probabilmente ignorava il lignaggio del pupillo, per quanto questi ricevesse la migliore educazione a Ocaña, nei pressi di Toledo[2][3].

Nel 1642, il Re lo riconobbe ufficialmente come suo figlio e il Principe iniziò la sua carriera politica in qualità di rappresentante militare degli interessi del padre.

Carriera militare e governatoratiModifica

Infatti, don Giovanni fu inviato nel 1647 a Napoli con una squadra navale e un corpo di spedizione per reprimere la Repubblica Napoletana, costituitasi a seguito dell'insurrezione di Masaniello: in un primo momento si limitò ad assediare la città e a infiltrare agenti, aspettando che il sostegno popolare verso i governanti filo francesi venisse meno[4], poi, ottenuta la cacciata dei promotori della rivolta, entrò nella città restaurando il vicereame.

L'anno seguente, esauriti i focolai di rivolta, don Giovanni fu inviato in Sicilia come viceré da cui partì, nel 1651, per guidare un corpo di spedizione in Catalogna allo scopo di riconquistare Barcellona, l'unica città importante della Catalogna a essere rimasta fedele alla sollevazione del 1640. Dopo un lungo assedio, nell'ottobre del 1652, la città si arrese e don Giovanni poté adottare una saggia politica di pacificazione per la quale fu a lungo ricordato.

In entrambe le occasioni fu aiutato anche dalle proprie qualità umane: la simpatia, la personalità brillante, anche l'aspetto fisico, gli occhi luminosi e i capelli corvini, contribuirono a fare del principe una figura apprezzata dalla popolazione.

Nel 1656, Filippo IV gli conferì il titolo di Governatore dei Paesi Bassi spagnoli e di comandante dell'Armata delle Fiandre, dove ottenne alcuni successi militari come la vittoria di Valenciennes, dove il suo esercito, numericamente inferiore, colse di sorpresa l'armata francese del Duca di Turenne; in questo scontro si distinse anche per doti di coraggio personale dato che guidò personalmente la cavalleria spagnola.

Due anni dopo, invece, la sorte si capovolse in quanto il Visconte di Turenne, con l'appoggio delle truppe di Oliver Cromwell, sconfisse l'Armata di Fiandra presso Dunkerque, nonostante i consigli del Conte di Condé e l'estremo coraggio dei soldati.

Conclusasi la guerra franco spagnola, tra il 1661 e 1662, combatté contro i portoghesi in Estremadura, dove colse alcuni limitati successi sebbene le truppe spagnole, mal equipaggiate, con un morale assai basso e irregolarmente pagate, non dessero sufficientemente affidamento.

Infatti, quando don Giovanni invase l'Algarve, nel 1663, le forze portoghesi, rafforzate da un corpo di spedizione inglese, sotto il comando di Frederick Schomberg, sconfissero le truppe spagnole a Estremoz.

Nonostante la sconfitta, non perse l'appoggio del padre ma trovò un fiero oppositore nella regina Marianna d'Austria, madre dell'infante Carlo di Spagna, l'unico figlio superstite legittimo del Re, ed ella fece sì che don Giovanni fosse rimosso dal comando e inviato alla sua magione a Consuegra.

Opposizione al governo della ReginaModifica

 
Don Giovanni d'Austria in un ritratto del 1655 circa, Museo del Prado, Madrid

Dopo la morte di Filippo IV nel 1665, don Giovanni divenne il capo riconosciuto dell'opposizione al governo della Regina vedova e del suo valido, il gesuita tedesco Johann Eberhard Nidhard.

A seguito dell'assassinio di un servo, don Giovanni, approfittando dei contraccolpi del Trattato di Lisbona e delle sconfitte nella guerra di devoluzione, si mise alla testa della rivolta di Aragona e Catalogna, ottenendo l'espulsione di Nithard il 25 febbraio 1669.

A seguito del colpo di Stato, don Giovanni fu, però, costretto ad accontentarsi del vicereame di Aragona e al gesuita successe Fernando de Valenzuela, I marchese di Villasierra.

Popish PlotModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Popish Plot.

Il suo nome occupa un posto di rilievo nel Popish Plot di Titus Oates nel 1678: infatti, Oates imprudentemente affermò di aver incontrato don Giovanni a Madrid. Interrogato a sua volta dal re Carlo II d'Inghilterra, sbagliò a descriverne l'aspetto, venendo corretto dallo stesso sovrano che aveva conosciuto don Giovanni nel 1656. Divenne allora chiaro che le accuse di complotto addotte da Oates erano false.

Primo ministro di Spagna e morteModifica

Il governo di Fernando de Valenzuela fu mediocre e, nel 1677, Don Giovanni, con l'appoggio del sovrano e della nobiltà, esiliò Valenzuela e divenne Primo ministro di Spagna.

Il suo governo non durò a lungo poiché don Giovanni morì, forse avvelenato[5], il 17 settembre 1679 a Madrid e venne sepolto nel Monastero dell'Escorial.

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Filippo II di Spagna Carlo V d'Asburgo  
 
Isabella d'Aviz  
Filippo III di Spagna  
Anna d'Austria Massimiliano II d'Asburgo  
 
Maria d'Asburgo  
Filippo IV di Spagna  
Carlo II d'Austria Ferdinando I d'Asburgo  
 
Anna Jagellone  
Margherita d'Austria-Stiria  
Maria Anna di Baviera Alberto V di Baviera  
 
Anna d'Asburgo  
Don Giovanni d'Austria  
 
 
 
 
 
 
 
Maria Calderón  
 
 
 
 
 
 
 
 

OnorificenzeModifica

  Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro
  Venerando Balì cavaliere di gran croce di giustizia professo di voti solenni

NoteModifica

  1. ^ Detta popolarmente La Calderona
  2. ^ Rodriguez, Ignacio Ruiz.. 2007. Don Juan José de Austria en la monarquia hispanica: Entre La Politica, El Poder Y La Intriga Madrid: Dykinson
  3. ^ Un esempio di come il Conte Duca di Olivares fosse riuscito a mantenere il segreto dell'esistenza di figlio illegittimo del sovrano è raccontato nel capitolo intitolato "A Sprig of the House of Austria" nella raccolta di saggi di Hume %20L'anno%20dopo%20la%20Armada%5D%20(1896). L'Anno dopo l'Armada (1896)
  4. ^ Enrico II di Lorena, duca di Guisa era stato invitato dai rivoltosi ad assumere la guida della repubblica ma ben presto perse l'appoggio popolare a causa della sua politica apertamente favorevole alla Francia.
  5. ^ Hume, Martin Andrew Sharp, The year after the Armada: and other historical studies. New York, Macmillan, 1896, p. 292.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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