Apri il menu principale
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il letterato rinascimentale, vedi Paolo Giovio.

Giovio (latino: Iovius; fl. 408-410 – ...) è stato un politico dell'Impero romano d'Occidente, che svolse un ruolo importante nelle fallite negoziazioni con Alarico alla vigilia del sacco di Roma del 410.

Olimpiodoro è l'unico a chiamarlo Ἰοβιανός, Gioviano.

BiografiaModifica

Sotto il regno di Onorio, venne nominato da Stilicone Prefetto del pretorio dell'Illirico. Lo scopo di Stilicone era quello di avvalersi dell'aiuto di Alarico per portare l'Illirico sotto Onorio; in questa occasione Giovio conobbe e strinse rapporti con Alarico.

Stilicone morì nel 408, a causa di un complotto organizzato dal magister officiorum Olimpio, il quale, però, cadde a sua volta in disgrazia l'anno seguente. Nel 409, allora, Giovio fu nominato patricius e Prefetto del pretorio d'Italia, esercitando una grandissima influenza sull'imperatore. Insieme ad Allobico, organizzò l'assassinio di Turpilione e Vigilanzio, due generali vicini a Olimpio.

In quello stesso anno in cui Giovio divenne patricius, dovette gestire il contrasto tra Onorio e Alarico, il quale voleva che l'imperatore riconoscesse i diritti del suo popolo. Giovio intavolò una trattativa con Alarico a Rimini, e suggerì a Onorio di accettare le sue condizioni. L'imperatore, però, si rifiutò di concederle, e ottenne da Giovio e da altri funzionari il giuramento di non fare mai la pace col capo dei Goti. Quando Alarico avanzò nuove richieste, meno onerose, fu Giovio, insieme ad altri ministri, che convinse Onorio a non accettarle.

Alarico occupò allora Roma, mettendo sul trono Prisco Attalo. Giovio, il primicerius notariorum Giuliano, il quaestor sacri palatii Potamio e il magister militum Valente furono inviati da Onorio nel tardo 409 presso Attalo a negoziare. Giovio, però, passò dalla parte di Attalo e Alarico, che gli concessero il titolo di patricius e gli diedero la Prefettura del pretorio d'Italia. Tentò di convincere Alarico ad abbandonare Attalo.

BibliografiaModifica