Giro della Lunigiana

corsa ciclistica a tappe italiana
Giro della Lunigiana
SportCycling (road) pictogram.svg Ciclismo su strada
TipoGara individuale
CategoriaUomini Juniores
FederazioneUnione Ciclistica Internazionale
PaeseItalia Italia
OrganizzatoreU.S.Vezzanese dal 1929 al 1949, e dal 1975 U.S. Casano
CadenzaAnnuale
AperturaSettembre
FormulaCorsa a tappe
Sito Internetwww.girodellalunigiana.it
Storia
Fondazione1929
Numero edizioni54 (al 2019)
Ultima edizione2019

Il Giro della Lunigiana è una corsa a tappe internazionale di ciclismo su strada per Juniores che si svolge ogni fine agosto/inizio settembre lungo le strade del territorio della Lunigiana.

Istituito nel 1929 dalla U.S. Vezzanese, è diventato nel tempo una delle corse ciclistiche più famose e importanti per la categoria, venendo inserito nel Challenge mondiale dell'Unione Ciclistica Internazionale (UCI).[1] Organizzato dall'U.S. Casano di Luni fino al 2018 e dalla società Casano SSD a partire dal 2019, prevede la partecipazione di ciclisti, in numero massimo di sei per squadra, scelti su selezione regionale per quanto riguarda le squadre italiane e nazionale per le squadre estere.

Percorsi e tappeModifica

Il Giro della Lunigiana si svolge nel territorio tra Liguria e Toscana nelle province di La Spezia e Massa-Carrara. In alcune edizioni però la corsa ha avuto una tappa in provincia di Pistoia, con partenza e arrivo a Lamporecchio. I percorsi variano di anno in anno, come anche il numero delle tappe, generalmente quattro (in passato si sono avute anche edizioni di sei tappe, come nei primi anni novanta, e di tre tappe, dopo il 2000).

La tipologia del percorso è mista e include sia tappe pianeggianti o di bassa montagna, che molto spesso prevedono arrivi in volata, sia tappe di montagna, che sono considerate più impegnative; tra queste nelle edizioni dopo il 2000 viene spesso proposta la tappa con partenza e arrivo a Fosdinovo, considerata la “tappa regina” per il dislivello del suo percorso e l'arrivo in salita. Dal 2018 quest'ultima tappa viene sostituita organizzando, assieme alle Associazioni Sportive locali, una partenza e arrivo dalla frazione Massese delle Casette, con una salita proibitiva che mette a dura prova gli atleti soprattutto nei chilometri finali.

MaglieModifica

Le maglie caratteristiche del Giro della Lunigiana, indossate durante la gara dai migliori corridori delle diverse classifiche, sono sei:

StoriaModifica

Anni settantaModifica

Il Giro prende avvio nel 1929 e vennero disputate almeno 10 edizioni; viene ripreso nel 1975 su decisione di Araldo Michelini, affiancato da Giorgio Tonelli, destinato a diventare il cronista del Giro in tutte le edizioni, Franco Pellistri, Mauro Devoti, Roberto Ricci, Ennio Lorenzini e Piero Bottiglioni. Nel 1978 il Giro della Lunigiana ottiene dall'UCI il riconoscimento internazionale che permette la partecipazione di squadre straniere. Il vincitore di questa quarta edizione è il toscano Raniero Gradi. Nel 1979 partecipano per la prima volta le squadre della Cecoslovacchia e della Polonia con Mieczlaw Korycki, vincitore della terza tappa e Jerry Chadzynski, migliore degli stranieri. Il Giro viene vinto da Silvio Rivieri.

Anni ottantaModifica

Nel 1980, con l'adesione della nazionale sovietica, la corsa viene monopolizzata dalla squadra sovietica, che vince tre tappe su quattro con Voronin e Demidenko, quest'ultimo vincitore anche del Giro; rimane agli avversari solo la prima tappa, conquistata da Roberto Pagnin. Anche nell'edizione del 1981 a dominare sono ancora i sovietici: vince la corsa Oleh Čužda. Nel 1982 partecipa alla corsa anche una squadra azzurra con Gianni Bugno, il campione italiano Juniores Luigi Botteon, Giambattista Bardelloni e Franco Ballerini. Nel lungo elenco degli iscritti figura anche la nazionale statunitense, oltre a quelle di URSS, Polonia, Danimarca, Norvegia, Belgio, Paesi Bassi, Slovenia. L'edizione 1982 è vinta dal russo Yuri Abramov, mentre il vincitore dell'anno dopo è il danese Alex Pedersen, premiato anche con la maglia bianca di miglior giovane corridore in gara.

Dal 1984 al 1989 i vincitori del Giro sono tutti italiani. Nella decima edizione vince il lombardo Gianluca Tonetti, mentre nel 1985 il vincitore è il trentino Paolo Ricciuto. Nel lungo elenco dei partecipanti, oltre alle nazionali di Paesi Bassi, Belgio, Norvegia e la novella Ungheria, ci sono i nomi di corridori italiani quali Tonetti, il campione italiano juniores Gianluca Pierobon, Antonio Politano, il campione ligure Gianni Baroni e Marco Lanteri. Nel 1986 la corsa va al lombardo Gianluca Bortolami, vincitore anche di tre tappe. L'anno successivo la vittoria va a Stefano Zanini, già tra i grandi protagonisti della passata stagione, mentre nel 1988 vince il lombardo Giuseppe Guerini. Nel 1989 le vittorie di tappa vanno nell'ordine a Davide Rebellin, Massimiliano Gentili, Paolo Fornaciari, Filippo Simeoni e Gilberto Simoni, e la vittoria finale è appannaggio del trentino Simoni.

Anni novantaModifica

Nell'edizione del 1990 partecipano numerosi atleti destinati ad avere una carriera professionistica, come il sovietico Volodymyr Duma, gli olandesi Léon van Bon e Michael Boogerd, il campione italiano di categoria Daniele Nardello, Francesco Secchiari e Mario Traversoni; a vincere la corsa è il sovietico Pavel Čerkasov. L'edizione del 1991 vede vincitore al suo ultimo anno da juniores il kazako Andrej Mizurov, mentre l'anno dopo si impone il veneto Marzio Bruseghin. Nel 1993 sono centotrenta i corridori aspiranti alla vittoria del Giro, e a vincere è il russo Vitalij Kokorin, mentre nel 1994 si festeggia la vittoria dell'abruzzese Danilo Di Luca, vincitore anche della seconda tappa con una media di oltre quarantotto chilometri orari. L'edizione 1995 è dominata ancora da atleti italiani quali Alessandro Brendolin, Valentino China, Claudio Astolfi e Ivan Basso: nella tappa più impegnativa si impone il lombardo China, mentre la classifica generale è vinta dal veneto Brendolin, con nove secondi di vantaggio sul ceco Petr Klasa.

L’edizione del 1996 vede protagonisti delle prime tappe il ceco David Tichy e il russo Denis Bondarenko, ma vincitore finale è il toscano Claudio Astolfi, che ottiene anche la maglia rossa di miglior scalatore, la maglia azzurra della classifica a punti e quella gialla di leader dei traguardi volanti; il Giro dell'anno dopo vede invece vincitore l'olandese Roel Egelmeers. Nel 1998 si impone il veneto Damiano Cunego, vincitore anche della terza tappa, davanti a Beniamino Di Nunzio, al tedesco Torsten Hiekmann e al ceco Michael Moureček. Nell'edizione del 1999 alla partenza si trovano centocinquanta aspiranti campioni provenienti da Australia, Austria, Belgio, Germania, Repubblica Ceca, Olanda, Norvegia, Russia, Slovenia, con l'assoluta novità del Giappone: la vittoria va al russo Aleksandr Kolobnev, con a ruota l'abruzzese Daniele Marzani, secondo classificato a quarantasette secondi; a seguire Luca Lazzerini e Patrik Martini.

Il terzo millennioModifica

Nell’edizione del 2000 i primi due posti finali vanno ai russi Aleksandr Arekeev e Vladimir Gusev, a seguire in terza posizione l'italiano Antonio Bucciero. L'anno successivo dominano le classifiche i corridori stranieri: vince il Giro l'ucraino Oleksandr Kvačuk, seguito dal belga Jurgen Van Den Broeck e dal russo Oleg Rodionov. Nel 2002 vince l'italiano Vincenzo Nibali, futuro vincitore di almeno un'edizione di tutti e tre i Grandi Giri professionistici. Nel 2003 arrivano ai nastri di partenza anche la Nazionale iraniana e la Nazionale israeliana: è la stagione di Valerio Agnoli, che vince la corsa battendo il francese Rémy Di Grégorio e il connazionale Cristiano Salerno. Nella trentesima edizione, nel 2004, si impone l'olandese Rob Ruijgh davanti allo spagnolo Héctor González Baeza e al belga Ben Hermans; l'anno dopo il successo è del danese Thomas Vedel Kvist, alle sue spalle il polacco Jarosław Marycz e l'italiano Matteo Ciavatta.

Nel 2006 il podio torna a essere tutto italiano, con Daniele Ratto, Diego Ulissi, vincitore anche della "tappa regina" di Fosdinovo, e Adriano Malori; l'anno dopo si impone invece Giorgio Cecchinel, grande protagonista e vincitore della terza tappa, davanti allo stesso Ratto. Nel 2008 protagonista e vincitore della quarta tappa è il futuro campione del mondo Elite Peter Sagan; vince il Giro l'austriaco Stefan Mair, seguito dall'olandese Wilco Kelderman e dal polacco Paweł Poljański. L'edizione successiva vede la vittoria dell'italiano Simone Antonini, con secondo e terzo il russo Gennadij Tatarinov e l'italiano Michele Scartezzini, mentre nel 2010 si impone il kazako Maksat Ajazbaev, vincitore anche della prima tappa, davanti al tedesco Jasha Sütterlin e all'italiano Giacomo Berlato.

Negli ultimi anni si ha avuto ancora alternanza di vittorie tra italiani e stranieri. A un 2011 monopolizzato dagli atleti azzurri, con il vincitore Alberto Bettiol, capace di imporsi anche in due tappe su tre, seguito da Simone Andreetta e Valerio Conti, fa seguito l'edizione 2012 vinta dallo sloveno Matej Mohorič (campione del mondo a Valkenburg pochi giorni dopo) davanti al tedesco Silvio Herklotz, grande protagonista e vincitore di tre tappe su quattro, e all'italiano Umberto Orsini. Nell'edizione del 2013 primo e secondo posto vanno ai britannici Tao Geoghegan Hart e Scott Davies, con a ruota l'australiano Robert Power. Nel 2014 la corsa è sospesa a causa di problematiche interne all'organizzazione: riprende regolarmente nel 2015, con un podio finale tutto italiano, composto, in ordine di classifica, da Daniel Savini, Riccardo Lucca e Mattia Melloni. Nel 2016 vince lo sloveno Tadej Pogačar davanti al russo Evgenij Kazanov e al veneto Samuele Battistella, mentre nel 2017 il successo è appannaggio del toscano Andrea Innocenti, vincitore della seconda tappa, davanti al tedesco Leon Heinschke e a Fabio Mazzucco. Nel 2018 a vincere è il Belga Remco Evenepoel, dominatore sin dalla prima tappa, in seconda posizione il connazionale Ilan Van Wilder e in terza posizione il Tedesco Jakob Gessner.

Corridori più notiModifica

Al Giro della Lunigiana hanno partecipato migliaia di ciclisti della categoria Juniores, e molti di loro sono poi diventati professionisti, affermandosi in importanti gare internazionali. Tra i vincitori del Lunigiana si segnalano Franco Chioccioli nel 1977 (vincitore del Giro d'Italia 1991), Gianluca Bortolami nel 1986 (vincitore della Coppa del mondo 1994), Gilberto Simoni 1989 (due volte vincitore del Giro d'Italia), Danilo Di Luca nel 1994 (vincitore del Giro d'Italia 2007), Damiano Cunego nel 1998 (vincitore del Giro d'Italia 2004) e Vincenzo Nibali nel 2002 (capace di vincere Giro, Tour de France e Vuelta a España).

Tra coloro che non sono arrivati primi nella classifica finale, spiccano Maurizio Fondriest, Moreno Argentin, Davide Cassani, Gianni Bugno (secondo al Lunigiana del 1981 e vincitore di una tappa nell'anno successivo), Paolo Bettini (terzo nel 1992), Ivan Basso (terzo nel 1995), Adriano Malori (terzo nel 2006), Peter Sagan (vincitore della quarta tappa nel 2008) e Remco Evenepoel, vincitore nel 2018 anche dei Campionati Europei e Mondiali in linea e a cronometro e nel 2019 del Campionato Europeo nella prova della lotta contro il tempo.

Albo d'oroModifica

Aggiornato all'edizione 2018.[2]


1929 Neri D, Neri C, Poletti, 1931 Scorticati, Centi, Stretti C 1933 Tean, Bellandi, Dell'Arsina 1936 Ferrando L, Scazzola, Baronti 1937 Cafferata, Righi, Como 1938 Zuppa, Arpe, Stretti E. 1946 Mario Nola, Cafferata, Cervastri 1947 Bianchi T., Cargioli, Cervastri 1948 Armanino Armando, Bergaglio, Selvatici 1949 Ramachioti, Comis, Paolinetti Categorie
Anno Vincitore Secondo Terzo
1975 Corrado Donadio
1976   Ivano Maffei
1977   Franco Chioccioli
1978   Raniero Gradi
1979   Silvio Rivieri
1980   Victor Demidenko
1981   Oleh Čužda
1982   Jurij Abramov
1983   Alex Pedersen
1984   Gianluca Tonetti
1985   Paolo Ricciuti
1986   Gianluca Bortolami
1987   Stefano Zanini
1988   Giuseppe Guerini
1989   Gilberto Simoni
1990   Pavel Čerkasov
1991   Andrej Mizurov
1992   Marzio Bruseghin
1993   Vitalij Kokorin
1994   Danilo Di Luca
1995   Alessandro Brendolin
1996   Claudio Astolfi
1997   Roel Egelmeers
1998   Damiano Cunego
1999   Aleksandr Kolobnev
2000   Aleksandr Arekeev   Vladimir Gusev   Antonio Bucciero
2001   Oleksandr Kvačuk   Jurgen Van Den Broeck   Oleg Rodionov
2002   Vincenzo Nibali   Miha Švab   Michael Muck
2003   Valerio Agnoli   Rémy Di Grégorio   Cristiano Salerno
2004   Rob Ruijgh   Héctor González Baeza   Ben Hermans
2005   Thomas Vedel Kvist   Jarosław Marycz   Matteo Ciavatta
2006   Daniele Ratto   Diego Ulissi   Adriano Malori
2007   Giorgio Cecchinel   Daniele Ratto   Dimitri Le Boulch
2008   Stefan Mair   Wilco Kelderman   Paweł Poljański
2009   Simone Antonini   Gennadi Tatarinov   Michele Scartezzini
2010   Maksat Ajazbaev   Jasha Sütterlin   Giacomo Berlato
2011   Alberto Bettiol   Simone Andreetta   Valerio Conti
2012   Matej Mohorič   Silvio Herklotz   Umberto Orsini
2013   Tao Geoghegan Hart   Scott Davies   Robert Power
2014 Non disputata
2015   Daniel Savini   Riccardo Lucca   Mattia Melloni
2016   Tadej Pogačar   Evgenij Kazanov   Samuele Battistella
2017   Andrea Innocenti   Leon Heinschke   Fabio Mazzucco
2018   Remco Evenepoel   Ilan Van Wilder   Jakob Gessner
2019   Andrea Piccolo   Andrea Piras   Giosuè Crescioli


  1. ^ Giro della Lunigiana - sito ufficiale, in girodellalunigiana.it. URL consultato il 19 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2017).
  2. ^ Classifiche annuali del Giro della Lunigiana, su sitodelciclismo.net. URL consultato il 3 luglio 2017.

BibliografiaModifica

  • Fulvio Andreoni, Storia del Giro ciclistico della Lunigiana, La Spezia, Luna Editore, 2000.

Collegamenti esterniModifica

  Portale Ciclismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di ciclismo