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Girolamo Guidoni (Vernazza, 19 febbraio 1794Vernazza, 2 luglio 1870) è stato un geologo e naturalista italiano.

BiografiaModifica

Nasce a Vernazza unico figlio di Lodovico e di Barbera Salvioni di Massa e s’iscrive alla Facoltà di Medicina all’Università di Genova senza tuttavia laurearsi. Negli stessi anni si dedica allo studio della Chimica e della Botanica.

Nel 1822 si stabilisce a Massa dopo il suo matrimonio con la cugina Marianna Salvioni e intrattiene contatti con vari naturalisti liguri e toscani. Si dedica a frequenti escursioni naturalistiche sulle Alpi Apuane.
Per dedicarsi alla gestione dei vigneti di famiglia deve fare ritorno nelle Cinque Terre e compie altre osservazioni naturalistiche sul territorio della Riviera di Levante e sulle alture del Golfo della Spezia. Frutto delle sue escursioni è un’importante collezione di minerali, vegetali e animali che lo pone in contatto con molti studiosi italiani ed europei.

Nel 1823 pubblica una sua Memoria sulle viti ed i vini delle Cinque Terre con consigli per un migliore sfruttamento dei terreni e delle varietà dei vigneti locali. Questa pubblicazione lo rende noto ai naturalisti dell’epoca (P.Savi [1], G.Bertoloni, E.Repetti) e viene cooptato nell’Accademia dei Georgofili nella qualità di esperto raccoglitore e conoscitore della flora, fauna e dei rilievi del Levante ligure.
Nel 1824 scopre ammoniti e belemniti sul monte Coregna nella regione spezzina.

Nel 1826 entra a far parte della Società toscana di storia naturale alla quale invia le sue Osservazioni geognostiche e mineralogiche sopra i monti che circondano il Golfo della Spezia. Nonostante questi successi in geologia si trova in cattive condizioni finanziarie e cerca un impiego in Toscana, presso il Granduca Leopoldo II. Continua a dedicarsi alla geologia, in particolare approfondendo i suoi precedenti studi stratigrafici sul Golfo della Spezia e sulla datazione delle sue rocce. Del 1827 è una sua relazione sul Portoro, pregiato marmo dell’isola Palmaria e di Porto Venere.

Alla morte del padre, nel 1830, la sua situazione economica peggiora e cerca, senza successo, di trovare un lavoro nelle Università di Genova e di Torino. Per poter acquistare le costose novità librarie di geologia deve risolversi a vendere ai musei la sua vasta collezione di minerali e fossili.

Spesso incompreso, prende parte a vari Congressi di Geologia proponendo relazioni orientate allo sviluppo industriale delle risorse minerali. Le ristrettezze economiche non gli consentono più l’acquisto dei libri necessari a mantenersi aggiornato sugli ultimi sviluppi degli studi geologici e decide di ritirarsi nella sua casa di Vernazza.
L’ultima sua conferenza è alla Spezia nel 1865 invitatovi, per chiara fama, dal naturalista Capellini.
Muore nella sua Vernazza nel 1870, all’età di 76 anni.

NoteModifica

  1. ^ P. Savi cita l'opera in "Sopra una caverna ossifera stata scoperta in Italia, memoria" pag. 4, https://ia802309.us.archive.org/18/items/bub_gb_TQrZsrNcLXEC/bub_gb_TQrZsrNcLXEC.pdf

BibliografiaModifica

  • G.Capellini, Gerolamo Guidoni di Vernazza e le sue scoperte geologiche in Liguria e in Toscana, Genova, 1892
  • U.Mazzini, Uno scritto inedito di Gerolamo Guidoni circa il corso della Magra rispetto a Luni, Zappa, La Spezia, 1900
  • G.Sforza, Considerazioni geologiche e topografiche di Gerolamo Guidoni sul territorio Montignosino, Zappa, Sarzana, 1920

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica