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Girolamo Preti, dal testo Le glorie degli Incogniti, 1647.

Girolamo Preti (Bologna 1582 ca, 1582Barcellona, 1626) è stato un poeta italiano marinista.

BiografiaModifica

Interruppe gli studi all'Università di Bologna e si mise al servizio del cardinale Carlo Emmanuele Pio di Savoia e poi di Carlo Gesualdo principe di Venosa. Accompagnò in Spagna il cardinale Francesco Barberini. Nelle sue liriche affiorano motivi neoplatonici e sensuali che preludono ai poeti arcadi. Morì quasi all'improvviso, in séguito al malore da cui era stato colto durante la traversata dall'Italia alla Spagna. La sua morte fu pianta da Lope de Vega in un sonetto. Nel suo epitaffio fu scritto periculosa fractus navigatione.[1]

La sua opera poetica non è molto vasta, anche per via dei molti impegni diplomatici, ma ebbe grande successo. È interamente raccolta nelle Poesie, stampate la prima volta a Venezia nel 1614 e otto volte ristampate (Venezia 1624 e 1656, Bologna 1618, 1631 e 1644, Milano 1619, Roma 1625, Macerata 1646).

Amico di Giambattista Marino, venne con lui a contrasto dapprima circa il primato nell'invenzione dell'idillio barocco (1608), poi nella polemica seguita alla dichiarazione di Agazio di Somma, circa una presunta superiorità del Marino rispetto al Tasso (1624).

A confronto con quella di altri marinisti, la sua lirica ha una vena leggermente retrospettiva, reminiscente dello stilnovo, i cui autori Girolamo Preti aveva studiato accuratamente. Non sempre egli evitava le esagerazioni proprie della maniera barocca.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Preti, Girolamo, in Dizionario Letterario Bompiani. Autori, III, Milano, Valentino Bompiani editore, 1957, p. 221, SBN IT\ICCU\PAL\0199718.

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Controllo di autoritàVIAF (EN54217563 · ISNI (EN0000 0000 7778 0798 · LCCN (ENn84108558 · GND (DE132651289 · CERL cnp01095666 · WorldCat Identities (ENn84-108558