Giuditta di Turingia

Giuditta di Turingia
Judith of Thuringia - forensic facial reconstruction.jpg
Ricostruzione facciale forense di Giuditta di Turingia
Regina consorte di Boemia
In carica 1158 –
1172
Predecessore Świętosława di Polonia
Successore Adelaide di Meissen
Duchessa consorte di Boemia
In carica 1153 –
1158
Predecessore Gertrude di Babenberg
Successore Elisabetta d'Ungheria
Nascita Castello di Wartburg, 1135 circa
Morte 9 settembre dopo il 1174
Luogo di sepoltura Abbazia di Teplice
Dinastia Ludovingia
Padre Ludovico I di Turingia
Madre Edvige di Gudensberg
Coniuge Vladislao II di Boemia
Figli Ottocaro I
Vladislao III Enrico
Richeza

Giuditta di Turingia (Wartburg, 1135 circa – 9 settembre dopo il 1174), appartenente alla dinastia Ludovingia, fu regina consorte della Boemia dal 1158 al 1172 come seconda moglie del re Vladislao II. Fu la seconda regina di Boemia dopo Świętosława di Polonia, moglie del re Vratislao II, che ricevette il titolo nel 1085.

MatrimonioModifica

Giuditta era la figlia del langravio Ludovico I di Turingia († 1140) e di sua moglie Edvige di Gudensberg, appartenente alla dinastia di Giso. Crebbe alla corte del langraviato di Turingia, nel castello di Wartburg. Nel 1153 venne data in sposa al duca Vladislao II di Boemia, tre anni dopo la morte della sua prima moglie Gertrude di Babenberg. La motivazione principale per l'organizzazione del matrimonio era che Giuditta, da parte del fratello e langravio Ludovico II e sua moglie Giuditta di Hohenstaufen, era imparentata con il nuovo re tedesco della dinastia Hohenstaufen Federico Barbarossa. Al momento del matrimonio, Giuditta aveva circa diciotto anni; lui invece 15-20 anni di età.

Probabilmente nel 1155, due anni dopo il matrimonio, Giuditta diede alla luce il primo figlio. In epoca medievale i nomi dei bambini venivano scelti principalmente dalle madri, quindi probabilmente fu idea di Giuditta chiamare il figlio Přemysl in onore del leggendario fondatore della dinastia Přemyslide.[1]

Regina GiudittaModifica

 
La torre di Giuditta (a sinistra), Ponte Carlo

Un cronista scrisse di Giuditta, che era di grande bellezza e intelletto, e che conosceva il latino e la politica. Si dice che abbia spesso sostituito Vladislao II in sua assenza. Quando quest'ultimo ottenne il titolo reale dall'imperatore Federico e fu incoronato re di Boemia nel 1158, Giuditta divenne regina consorte. La sua incoronazione non è in realtà documentata, ma le cronache la definiscono regina.

Durante il regno di Vladislao II, fu costruito un nuovo ponte sul fiume Moldava a Praga intorno al 1160, dove oggi sorge il famoso ponte Carlo. Fu il primo ponte di pietra in Europa centrale e in onore della regina fu chiamato ponte di Giuditta. Spazzato via da un'alluvione del 1342, sono ancora visibili i resti di alcuni pilastri e archi, così come la torre del ponte (Juditina věž) sulla riva del Malá Strana.

Nella lotta per il trono di Praga, Giuditta sostenne le pretese ereditarie di suo figlio Přemysl/Ottocaro; tuttavia, il duca Vladislao nominò il fratellastro Federico suo successore. Quando suo marito alla fine abdicò nel 1172, sua moglie lo seguì in esilio in Turingia. Vladislao morì due anni dopo nel castello di Meerane.

Non si sa dove morì Giuditta, ma i suoi resti furono trovati nell'ex monastero benedettino di Teplice, che aveva fondato intorno al 1160. Secondo lo storico Emanuel Vlček, morì verso il 1210 all'età di 75 anni, vivendo abbastanza a lungo da vedere il regno florido del figlio maggiore.[2]

FigliModifica

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Luigi il Barbuto  
 
 
Luigi il Saltatore  
Cecilia di Sangerhausen Bertoldo di Sangerhausen  
 
Gisella di Brunswick  
Ludovico I di Turingia  
Lotario Udo II della marca del Nord Lotario Udo I della marca del Nord  
 
Adelaide di Rheinfelden  
Adelaide di Stade  
Oda di Werl Ermanno III di Werl  
 
Richenza di Svevia  
Giuditta di Turingia  
 
 
 
Giso IV, conte di Gudensberg  
 
 
 
Edvige di Gudensberg  
Ruggero II di Bilstein  
 
 
Cunegonda di Bilstein  
 
 
 
 

BibliografiaModifica

  • (CS) Z. Karešová; J. Pražák, J. Královny a kněžny české. 1. vyd. Praha : X-Egem, 1996.
  • (CS) E.Vlček, Judita Durynská– paní znamenité krásy a ducha neobyčejného. O čem vypovídá lebka manželky krále Vladislava II. Vesmír 81, říjen 2002.
  • (CS) M. Skopal. K otázce řezenské korunovace Vladislava II. "Acta Universitatis Carolinae. Philosophica et Historica", T. 2: Studia Historica, t. 31: 1987, s. 31–39, ad rem: s. 36–37.
  • (CS) A. Merhautová-Livorová. Reliéf na věži bývalého Juditina mostu. "Uméní", R. 19: 1971, nr 1, s. 70–75.

NoteModifica

  1. ^ KAREŠOVÁ, Z.; PRAŽÁK, J. Královny a kněžny české. Prague : X-Egem, 1996.
  2. ^ VLČEK, E. Judita Durynská – paní znamenité krásy a ducha neobyčejného. O čem vypovídá lebka manželky krále Vladislava II. Vesmír 81, říjen 2002

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Controllo di autoritàVIAF (EN67561382 · ISNI (EN0000 0000 1729 1466 · CERL cnp00645941 · GND (DE130001597 · WorldCat Identities (ENviaf-67561382
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