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Giulio Krall (Trieste, 26 luglio 1901Roma, 29 agosto 1971) è stato un ingegnere e matematico italiano. Fu un pioniere della scienza delle costruzioni, in particolare un originale sperimentatore di forme e strutture innovative nella costruzione di ponti, soprattutto con il sistema a trave Nielsen.

BiografiaModifica

Krall conseguì nel 1923 la laurea in ingegneria civile al Politecnico di Milano con Arturo Danusso e, nel 1924, in matematica all'Università di Roma, allievo di Vito Volterra e di Tullio Levi-Civita[1] con cui si laureò e di cui fu poi assistente alla cattedra di meccanica razionale, quindi incaricato di fisica matematica dal 1928 e di meccanica superiore dal 1930. Vinti i concorsi a cattedra sia di meccanica razionale che di scienza delle costruzioni nel 1931, optando per quest'ultima insegnò scienza delle costruzioni all'Università di Napoli, presso la Facoltà di Architettura, fino al 1939, quando venne chiamato da Francesco Severi alla cattedra di matematica applicata dell'Istituto Nazionale di Alta Matematica (INDAM) di Roma. Nel 1963, assunse la cattedra di meccanica razionale dell'Università di Roma, quindi, dal 1968, quella di istituzioni di fisica matematica.[2]

Attività scientifica e tecnicaModifica

Krall unì alle capacità e competenze di valente tecnico-progettista le doti di ricercatore, scienziato e matematico.[3]

In ambito tecnico, a partire dal 1925, Krall fu prima ingegnere progettista per la compagnia Ferrobeton – che, tra l'altro, progettò la prima Metropolitana di Milano e la Torre Velasca –, quindi consulente tecnico dal 1933 e, infine, capo dell'Ufficio Tecnico fino al 1960. Si occupò, come progettista, di numerose opere civili e industriali italiane e straniere (principalmente ponti, strutture marittime e opere di ingegneria idraulica), fra cui ricordiamo il ponte sul Nilo Azzurro a Safartak (in Etiopia), il Ponte di Mezzo e quella della Cittadella a Pisa (ricostruiti dopo i bombardamenti degli alleati del 1943 e del 1944),[4] il ponte sul Merrizzano dell'autostrada Bologna-Firenze, il ponte del Castellaz in Alto Adige, il ponte Africa a Roma, le banchine e i bacini di carenaggio dei porti di Napoli e Genova, nonché l'elettrodotto aereo sullo stretto di Messina. Negli anni quaranta, fu il primo tecnico a capire le reali motivazioni (legate sostanzialmente a questioni di risonanza) che portarono al crollo del ponte Tacoma.

Dal punto di vista scientifico, Krall fu un abile matematico e ricercatore nelle scienze esatte applicate, affrontando numerose tematiche spesso legate alle questioni e alle problematiche tecniche della sua attività d'ingegnere-progettista e di consulente. Già a partire dai primi anni '20, si interessò alla meccanica e alla fisica matematica nei loro rapporti con la scienza delle costruzioni, in particolare a questioni riguardanti l'instabilità delle strutture, la dinamica strutturale, l'elasticità e la teoria delle vibrazioni. Ha anche dato contributi alla meccanica analitica e alla meccanica celeste, all'aerodinamica e all'astronomia.[5]

Medaglia d'oro nel 1932 dall'Accademia dei XL, era membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei e socio dell'Accademia delle Scienze di Torino.

Opere principaliModifica

  • Appunti di meccanica superiore, dalle lezioni tenute nell'A.A. 1930/'31, Università degli Studi di Roma "La Sapienza", Roma, 1931.
  • Appunti dalle lezioni di scienza delle costruzioni, 2 voll., Pubblicazioni del GUF, Napoli, 1937.
  • Questioni di matematica applicata (curato con M. Picone e C. Ferrari), Monografie del CNR, Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1939.
  • Meccanica tecnica delle vibrazioni (in collaborazione con R. Einaudi), 2 voll., Monografie del CNR, Nicola Zanichelli Editore, Bologna, 1940 (ristampato da Libreria Eredi V. Veschi, Roma, 1970).
  • Appunti di meccanica e fisica matematica, 6 voll., Libreria Eredi V. Verschi, Roma, 1968.

Alcuni lavoriModifica

  • Giulio Krall, Instabilità aerodinamica dei ponti sospesi. Monografie scientifiche di Aeronautica, Roma, Ufficio Studi del Ministero Aeronautica, 1945, ISBN non esistente.
  • Giulio Krall, Statica ed aerodinamica del ponte sospeso, Roma, 1945, ISBN non esistente.
  • Giulio Krall, Autoeccitazione sotto vento costante dei ponti, delle torri, dei camini e delle funi. Rendiconti del Seminario Matematico e Fisico di Milano, Milano, 1950, ISBN non esistente.

NoteModifica

  1. ^ Cfr. P. Nastasi, R. Tazzioli, Tullio Levi-Civita, lettera matematica pristem NN. 57-58, Centro Eleusi-Università Bocconi, Springer-Verlag Italia, Milano, 2006, p. 74.
  2. ^ La maggior parte delle notizie biografiche qui esposte, sono tratte da L. Dell'Aglio, "Krall, Giulio", Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 62, Anno 2004.
  3. ^ Per maggiori dettagli in merito all'opera tecnico-ingegneristica di Krall, si rimanda a G. Ferrarese (a cura di), Fisica matematica e ingegneria delle strutture: rapporti e compatibilità, Convegno Internazionale in memoria di Giulio Krall, Isola d'Elba, 10-14 giugno 1993, Pitagora Editrice, Bologna, 1995.
  4. ^ A Pisa, Krall si era trasferito nel 1968.
  5. ^ Cfr. P. Nastasi, R. Tazzioli, cit., p. 62.

BibliografiaModifica

  • Renato Einaudi, "Giulio Krall", Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, Serie IV, 6 (1971) pp. 290-293.
  • Carlo Cattaneo, "Giulio Krall", in: Celebrazioni Lincee, Accademia Nazionale dei Lincei, Vol. 80, G. Bardi Edizioni, Roma, 1974. ISBN 88-218-0248-5
  • Giorgio Ferrarese (a cura di), Fisica matematica e ingegneria delle strutture: rapporti e compatibilità, Convegno Internazionale in memoria di Giulio Krall, Isola d'Elba, 10-14 giugno 1993, Pitagora Editrice, Bologna, 1995. ISBN 88-371-0757-9

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN88601455 · ISNI (EN0000 0003 7445 4761 · SBN IT\ICCU\MILV\109468 · GND (DE119533529 · BAV ADV10001413 · WorldCat Identities (EN88601455