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Il giuramento ad Führer' si riferisce al giuramento di fedeltà (detto in tedesco Reichswehreid o Führereid') pronunciato dagli ufficiali e dai soldati della Wehrmacht tedesca, oltre che dai dipendenti pubblici, durante il Terzo Reich tra il 1934 e il 1945.

Il giuramento prometteva fedeltà personale alla figura di Adolf Hitler al posto della fedeltà alla costituzione.

Indice

StoriaModifica

La morte del Presidente ottantasettenne Paul von Hindenburg, il 2 agosto del 1934, rimosse l'ultimo ostacolo per Adolf Hitler di ottenere il potere assoluto sulla Germania. Anche con il passaggio del Decreto dei pieni poteri e la messa al bando di tutti i partiti politici a parte il partito nazista, Hindenburg aveva ancora il diritto di rimuovere Hitler come Cancelliere, ed era quindi l'unico controllo possibile al potere di Hitler.

Il giorno prima della morte di Hindenburg, il governo di Hitler emanò una legge che univa gli uffici del Cancelliere (il capo del governo) e del Presidente (il capo dello Stato); Adolf Hitler era quindi da quel momento in poi conosciuto come Führer und Reichskanzler (Leader e Cancelliere), ricoprendo sia la carica di capo di stato che quella di comandante in capo delle forze armate. Il giorno della morte del presidente il governo ordinò un plebiscito per il giorno 19 agosto del popolo tedesco per approvare la combinazione dei due uffici.

Anche se l'opinione popolare era che Hitler avesse redatto il giuramento imponendolo poi ai militari, in realtà esso fu un'iniziativa del ministro della Difesa, il generale Werner von Blomberg, e del generale Walther von Reichenau, capo dell'Ufficio ministeriale, cogliendo di sorpresa lo stesso Cancelliere.[1] Prima che Hitler entrasse in carica, infatti, l'esercito pronunciava il Reichswehreid alla costituzione tedesca ed al presidente. L'intenzione di Blomberg e Reichenau nel cambiare questa consuetudine era di creare uno speciale legame personale tra Hitler e l'esercito, con lo scopo di legare più strettamente Hitler ai militari ed allontanare il NSDAP. Anni dopo Blomberg ammise di non aver pensato a tutte le implicazioni del giuramento in quel momento.[1]

Gli elettori tedeschi si recarono alle urne e l'89,9% si dichiarò favorevole che Hitler assumesse il potere totale sulla Germania. Il giorno seguente, 20 agosto 1934, il governo emise la "legge sulla fedeltà dei dipendenti pubblici e dei soldati delle Forze Armate". (Gesetz über die Verteidigung der Beamten und der der Soldaten Wehrmacht), che sostituì i giuramenti originali. Prima di tale legge, sia i membri delle forze armate che i dipendenti pubblici giuravano fedeltà al "Popolo ed alla Patria" (Volk und Vaterland); i dipendenti pubblici inoltre giuravano di difendere la Costituzione e le leggi della Germania. La nuova legge stabilì che, invece, sia i membri delle forze armate che i dipendenti pubblici avrebbero dovuto prestare giuramento ad Hitler personalmente.

Testo dei giuramentiModifica

Giuramento della WehrmachtModifica

 
Soldati della Reichswehr pronunciano il giuramento ad Hitler nel 1934, con tre dita della mano destra alzate nel gesto rituale detto schwurhand

Die Vereidigung der Wehrmacht auf Adolf Hitler, 2.8.1934

"Ich schwöre bei Gott diesen heiligen Eid, daß ich dem Führer des Deutschen Reiches und Volkes Adolf Hitler, dem Oberbefehlshaber der Wehrmacht, unbedingten Gehorsam leisten und als tapferer Soldat bereit sein will, jederzeit für diesen Eid mein Leben einzusetzen."

Il giuramento di fedeltà della Wehrmacht ad Adolf Hitler, 2 agosto 1934

"Giuro su Dio questo sacro giuramento che al capo dell'impero e del popolo tedesco, Adolf Hitler, comandante supremo delle forze armate, Io renderò obbedienza incondizionata e che, come un soldato coraggioso, io in ogni momento sarò preparato a dargli la vita per questo giuramento."

Giuramento dei dipendenti pubbliciModifica

Diensteid der öffentlichen Beamten

Ich schwöre: Ich werde dem Führer des Deutschen Reiches und Volkes Adolf Hitler treu und gehorsam sein, die Gesetze beachten, und meine Amtspflichten gewissenhaft erfüllen, so wahr mir Gott helfe.

Giuramento di servizio per i dipendenti pubblici

Giuro: sarò fedele ed obbediente al leader dell'Reich e del popolo tedesco, Adolf Hitler, osserverò la legge, ed adempierò coscienziosamente ai miei doveri d'ufficio, che Dio mi aiuti!

Giuramento delle SSModifica

Eidformel der Schutzstaffel, 9.11.1935

"Wie lautet Dein Eid ?" - "Ich schwöre Dir, Adolf Hitler, als Führer und Kanzler des Deutschen Reiches Treue und Tapferkeit. Wir geloben Dir und den von Dir bestimmten Vorgesetzten Gehorsam bis in den Tod. So wahr mir Gott helfe !"

"Also glaubst Du an einen Gott ?" - "Ja, ich glaube an einen Herrgott."

"Was hältst Du von einem Menschen, der nicht an einen Gott glaubt?" - "Ich halte ihn für überheblich, größenwahnsinnig und dumm; er ist nicht für uns geeignet.

Giuramento di fedeltà delle SS, 9 novembre 1935

"Qual è il tuo giuramento?" - " Giuro a te, Adolf Hitler, come Führer e cancelliere del Reich tedesco, fedeltà e coraggio. Impegno a te, e ai comandanti che mi darai, fedeltà assoluta fino alla morte. Che Dio mi aiuti!"

"Così tu credi in Dio?" - "Sì, credo nel Signore Iddio."

"Cosa pensi di un uomo che non crede in Dio?" - "Penso che sia arrogante, megalomane e stupido: non è ammissibile per noi."

ConseguenzeModifica

Migliaia di ufficiali affermarono di essere malati per evitare di prestare il giuramento, ma furono costretti a farlo dopo il ritorno in servizio.[2] Con il giuramento di fedeltà alla persona di Adolf Hitler piuttosto che alla nazione o alla costituzione, gli ufficiali e gli uomini delle forze armate si ritrovarono impegnati sul loro onore ad obbedirgli, anche dopo che Hitler indirizzò la Germania lungo il sentiero di guerra ed ordinò alla Wehrmacht di commettere crimini di guerra. Tra i reati infamanti vi furono le atrocità in Polonia e l'Ordine contro i Commissari in Unione Sovietica.

Mentre il desiderio di guerra del dittatore divenne sempre più chiaro alla fine del 1938, durante la crisi dei Sudeti, un certo numero di ufficiali della Wehrmacht ordì un piano per un complotto contro Hitler, piano che doveva essere messo in atto al più presto, mentre il dittatore iniziava l'invasione dei vicini della Germania; l'Accordo di Monaco mise fine alla controversia ed al complotto contro Hitler. Anche se gli storici citano una serie di fattori per cui gli oppositori di Hitler all'interno delle forze armate non riuscirono ad agire quando compresero gli obiettivi del dittatore, la loro riluttanza a violare il loro giuramento di fedeltà personale venne citato come un fattore decisivo. Ad esempio Wilhelm Keitel, il capo dell'Alto Comando della Wehrmacht e l'ufficiale più alto in grado ad essere giudicato al processo di Norimberga, testimoniò che sapeva che molti ordini di Hitler erano illegali, ma sentiva che non aveva altra scelta che obbedire.

Il giuramento è protagonista nel film Operazione Valchiria, riguardante il complotto militare del 1944 contro Hitler.

Personaggi pubblici che rifiutarono di pronunciare il giuramento ad HitlerModifica

In ordine alfabetico:

  • Karl Barth (teologo svizzero); conseguenze: perdita della cattedra
  • Kurt von Fritz (professore universitario); conseguenze: trasferimento forzato al pensionamento
  • Martin Gauger (giudice di prova come pubblico ministero a Wuppertal); conseguenze: pensionamento forzato della sua posizione di pubblico ministero
  • Franz Heckenast (ufficiale austriaco dell'esercito), dopo l'annessione dell'Austria al Reich tedesco; conseguenze: pensionamento forzato
  • Paul Jacobs (pastore e professore universitario a Münster)
  • Franz Jägerstätter (obiettore di coscienza austriaco); conseguenze: esecuzione nel 1943; beatificato nel 2007
  • Hermann Klugkist Hesse (teologo e storico della Chiesa)
  • Erica Küppers (teologo a Hessen); conseguenze: forzato al pensionamento
  • Josef Mayr-Nusser (di Bolzano), dopo la chiamata alla leva delle Waffen-SS; conseguenze: condannato a morte, morì sulla strada per il campo di concentramento di Dachau
  • Franz Reinisch (padre dei Pallottini dell'Austria), dopo la chiamata alla leva nella Wehrmacht tedesca; conseguenze: esecuzione per decapitazione nel 1942
  • Theodor Rolle (membro dell'Associazione cristiana dei Giovani di Tübingen); conseguenze: ospedalizzazione obbligatoria in un ospedale psichiatrico
  • Joseph Ruf („Fratello Maurus“ del Christkönigsgesellschaft (rel.)), conseguenze: pena di morte seguita da esecuzione
  • Ulrich Sporleder (teologo evangelista), al suo secondo esame teologico nel 1940; conseguenze: la laurea non venne stampata
  • Karl Steinbauer (teologo evangelico-luterano)
  • Rudolf Towarek (Maggiore generale dell'esercito austriaco), dopo l'annessione dell'Austria al Reich tedesco; conseguenze: pensionamento forzato
  • Hellmut Traub (teologo)
  • Ernst Volkmann (Liutaio di Bregenz), dopo la chiamata alla leva nella Wehrmacht tedesca; conseguenze: pena di morte seguita da esecuzione
  • Ludwig Walz (uomo mercantile e borgomastro), dopo la chiamata alla leva nella Wehrmacht tedesca; conseguenze: tre giorni in prigione
  • Heinz Welke (teologo di Francoforte), rifiutato come studente universitario
  • Ingeborg Willrich (professore); conseguenze: pensionamento forzato senza diritto di ottenere la pensione d'anzianità

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NoteModifica

  1. ^ a b Kershaw, Ian Hitler Hubris, New York: W.W. Norton, 1998 p 525.
  2. ^ Knickerbocker, H. R., Is Tomorrow Hitler's? 200 Questions on the Battle of Mankind, Reynal & Hitchcock, 1941, pp. 9.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica