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Giuseppe Damiani Almeyda

ingegnere e architetto italiano

Cenni biograficiModifica

Giuseppe Damiani Almeyda nacque a Capua, al secolo parte del Regno delle Due Sicilie (attualmente in provincia di Caserta), il 10 febbraio del 1834, figlio di Felice Damiani, appartenente ad una nobile famiglia palermitana, colonnello dell'Esercito delle Due Sicilie, e di Maria Carolina Almeyda, nobildonna di origine portoghese (il cui padre, Don Nicola Almeyda, fu precettore e maestro di caccia di Ferdinando di Borbone; lei ebbe il nome della sua madrina di battesimo, la regina Maria Carolina). Prese lezioni di pittura da Giuseppe Mancinelli, di cui poi sposò la figlia Eleonora; da questa unione nacque la scrittrice Angelina Damiani Lanza. Ottenne di entrare alla Scuola di Ponti e Strade di Napoli e nel 1859 conseguì il titolo di ingegnere di ponti e strade[1].

Nel 1861 fu assegnato, secondo la regola allora vigente di far lavorare ognuno nella regione di origine, all'Ufficio di Ponti e Strade di Palermo (come allora si appellava l'attuale Genio Civile) e successivamente divenne ingegnere del Comune di Palermo e prestò anche la sua opera per la famiglia Florio.

Giuseppe Damiani Almeyda fu molto legato al disegno e fece grande uso del colore e della policromia. All'epoca la policromia era stata riscoperta nelle opere antiche, in particolare nel 1850 nei templi greci. Dimostrò una grande attenzione verso la classicità, ma senza tralasciare i nuovi materiali in uso nell'Ottocento, in particolare il ferro che utilizzerà spesso. Tra i suoi lavori il Politeama Garibaldi di Palermo e il villino Florio a Favignana.

Fu docente ordinario alla cattedra di Disegno d'ornato della Scuola di Applicazione per Ingegneri dell'Università degli Studi di Palermo, fu maestro di molte generazioni di architetti palermitani. Ebbe come primo allievo e assistente alla cattedra Francesco Paolo Palazzotto dal 1882 al 1889, il quale si ritirò per l'eccessivo impegno nella libera professione. A questo seguì Antonio Zanca, che succedette nella cattedra di Damiani alla sua morte nel 1911. È sepolto nel cimitero di Sant'Orsola a Palermo.

A lui è dedicata la "Maestosa" aula grande dell'Archivio storico comunale di Palermo da lui progettata, e una via in Palermo, adiacente alla Villa Trabia.

Il patrimonio privato composto da disegni, documenti, libri, strumenti da disegno, dipinti vari e altri oggetti, è conservato nell'Archivio a lui dedicato, custodito dai discendenti, sotto la tutela della Soprintendenza Archivistica della Sicilia[2]. L'Archivio è in avanzata fase di riordinamento.

Progetti principaliModifica

 
Progetto del 1887 di Almeyda che rappresenta la composizione del teatro comunale di Siracusa
  • Accademia di belle arti di Palermo, completamento e definizione di Palazzo Fernandez;
  • Kaffeehäuser della villa Giulia (in stile pompeiano) a Palermo;
  • Teatro Comunale di Siracusa;
  • Palazzo delle scuole in piazza Marmi a Palermo;
  • Archivio Storico Comunale di Palermo;
  • Fonderia Oretea (demolita) a Palermo;
  • Villa Florio a Favignana, residenza estiva della famiglia Florio oggi di proprietà del Comune ospita il Museo del Mare[3]
  • Ex Stabilimento Florio di Favignana (dubbia attribuzione)
  • Riconfigurazione del palazzo Pretorio (sede del Senato, oggi sede del Comune) di Palermo;
  • Politeama Garibaldi di Palermo;
  • Grand Hotel delle Terme a Termini Imerese (PA)
  • La piazza e il monumento civile al Patriota Ruggero Settimo in Palermo;
  • La piazza e il monumento civile al Senatore Ignazio Florio in Palermo;
  • Cappella di Vincenzo Florio al Cimitero di Santa Maria di Gesù
  • Progetto esecutivo della strada rotabile dalla attuale piazza Generale Cascino al piazzale del Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino a Palermo;
  • Progetto e realizzazione della via Emerigo Amari, adiacente al Politeama, in Palermo, in funzione di decoroso ingresso dal porto verso il centro della città;
  • Progetto di ricostruzione della cupola della Chiesa Madre di Marsala;
  • Palazzo del barone Valenti, adiacente la Stazione Centrale di Palermo;
  • Stele commemorativa ai Tredici Martiri della Libertà della rivoluzione siciliana del 1860, nella piazza detta delle "Tredici Vittime" in Palermo;
  • Ufficio dei Vapori Postali per la Navigazione Florio in Piazza Marina a Palermo
  • Mercato di Porta San Giorgio (distrutto da un incendio)
  • Mercato detto "degli Aragonesi" (di cui esiste tuttora la parte basale dei magazzini)
  • Numerose cappelle e monumenti funerari nei tre cimiteri comunali di Palermo
  • Progetto e realizzazione di edificio per civile abitazione nella via Francesco Guardione a Palermo
  • Progetto e realizzazione di edificio per civile abitazione nella via P.pe Belmonte a Palermo (demolita)
  • Perito di parte per conto della Navigazione Florio nella vertenza relativa al primo bacino di carenaggio in muratura nel porto di Palermo e successivamente direttore dei lavori.

OpereModifica

  • Il colore, le ombre, la luce, Palermo, 1873
  • Applicazioni della Geometria Elementare allo Studio del Disegno, due vol. (testo e tavole), Palermo, 1878
  • L'insegnamento dell'ingegneria, dell'architettura e del disegno in Italia, Palermo, 1879
  • La Scuola di belle arti a Palermo, Palermo, 1882
  • Il riordinamento degli studi architettonici in Italia, Torino, 1890
  • Istituzioni ornamentali sull'antico e sul vero, (60 tavole di disegni + presentazione e indice) Torino-Palermo, 1890
  • L'arte nova, ricerca dell'arte dell'avvenire e dell'arte nazionale italiana, Torino, 1893
  • Storia dell'arte moderna italiana, redatto nel 1882, pubblicato da ed. Anteprima, 2005
  • I Casi della Mia Vita, manoscritto redatto nel 1905, pubblicato da Provincia Regionale di Palermo nel 2001

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Miranda Ferrara, DAMIANI ALMEJDA, Giuseppe in "Dizionario Biografico", su Treccani.it. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  2. ^ Archivio di Stato di Palermo - Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, su ArchivioDiStatoDiPalermo.it. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  3. ^ Castello Florio in Favignana, In L'architettura italiana: periodico mensile di costruzione e di architettura pratica. - A. 8, n. 5 (feb. 1913), p. 57 - 58[collegamento interrotto], tav. 20[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

  • Anna Maria Fundarò, Palermo 1860/1880: Una analisi urbana attraverso progetti ed architetture di Giuseppe Damiani Almeyda, Palermo 1974
  • Anna Maria Fundarò, G. Damiani Almeyda, architetto mediterraneo ed europeo, in "Kalòs", n. 18, 1992
  • Anna Maria Fundarò, Giuseppe Damiani Almeyda tre architetture tra cronaca e storia, Flaccovio Editore, Palermo 1999
  • Anna Maria Fundarò, Il concorso per il Teatro Massimo di Palermo - Storia e Progettazione, Palermo 1974
  • Rosanna Pirajno, Mario Damiani e Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda. Una vita per l'architettura tra insegnamento e professione, 2008
  • Paola Barbera, Giuseppe Damiani Almeyda, artista architetto ingegnere, Promolibri Edizioni, Palermo 2008
  • Adelaide Alagna e Carmelo Lo Curto (a cura di), Giuseppe Damiani Almeyda, 1834-1911: architettura e ornamento: quaranta disegni e acquerelli inediti dell'archivio Damiani, 31 gennaio 2011, Liceo Artistico Statale Giuseppe Damiani Almeyda, Palermo: catalogo della mostra, La Tipolitografica, Palermo 2011

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Controllo di autoritàVIAF (EN31311236 · ISNI (EN0000 0000 8110 5672 · SBN IT\ICCU\PALV\025828 · LCCN (ENn98048479 · GND (DE119162008 · BNF (FRcb16137184m (data) · ULAN (EN500001076 · BAV ADV10890579 · WorldCat Identities (ENn98-048479