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Giuseppe Delfino

schermidore italiano
Giuseppe Delfino
Giuseppe Delfino.jpg
Giuseppe Delfino nel 1968.
Nazionalità Italia Italia
Altezza 185 cm
Peso 83 kg
Scherma Fencing pictogram.svg
Specialità Spada
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Helsinki 1952 Spada sq.
Oro Melbourne 1956 Spada sq.
Argento Melbourne 1956 Spada in.
Oro Roma 1960 Spada sq.
Oro Roma 1960 Spada in.
Argento Tokyo 1964 Spada sq.
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Montecarlo 1950 Spada sq.
Oro Bruxelles 1953 Spada sq.
Oro Lussemburgo 1954 Spada sq.
Oro Roma 1955 Spada sq.
Oro Parigi 1957 Spada sq.
Oro Filadelfia 1958 Spada sq.
Bronzo Budapest 1959 Spada in.
 

Giuseppe Delfino (Torino, 22 novembre 1921Torino, 10 agosto 1999) è stato uno schermidore italiano, specializzato nella spada. Ha partecipato a quattro edizioni dei Giochi olimpici, vincendo complessivamente 6 medaglie, di cui 4 d'oro.

BiografiaModifica

Delfino si accostò alla scherma a fine anni trenta, presso la palestra FIAT di Torino, sua città natale. A causa della seconda guerra mondiale fu costretto ad interrompere l'attività agonistica per 5 anni per partire al fronte in prima linea nella Xª Flottiglia MAS. Nel 1950 entrò a far parte della nazionale italiana di scherma, in occasione dei campionati del mondo di Montecarlo.[1].

Nonostante la pausa dovuta al conflitto bellico, Delfino riuscì a vincere 4 ori olimpici, 3 consecutivi nella spada a squadre maschile ( a Helsinki '52 con Roberto Battaglia, Franco Bertinetti, Dario Mangiarotti, Edoardo Mangiarotti e Carlo Pavesi; a Melbourne '56 con Giorgio Anglesio, Franco Bertinetti, Edoardo Mangiarotti, Carlo Pavesi e Alberto Pellegrino; a Roma '60 con Edoardo Mangiarotti, Fiorenzo Marini, Carlo Pavesi, Alberto Pellegrino e Gian Luigi Saccaro) e uno nella spada individuale a Roma '60. Terminò la carriera a 42 anni vincendo l'argento a squadre alle olimpiadi di Tokyo '64 (con Giovan Battista Breda, Gianfranco Paolucci, Alberto Pellegrino e Gianluigi Saccaro), dove ebbe l'onore di ricoprire il ruolo di portabandiera azzurro nella cerimonia d'apertura.

A questi successi vanno aggiunti cinque titoli mondiali nella spada a squadre, e un argento e un bronzo mondiali individuali[2]. Vinse infine anche quattro titoli individuali ai Campionati Italiani assoluti di spada oltre a numerosi tornei fra cui la Coppa Martini.

Conclusa la carriera di atleta, Delfino si avviò a quella dirigenziale nel mondo della scherma, dapprima come presidente del Club Scherma Torino e successivamente del Circolo Scherma Ivrea, di cui manterrà la presidenza sino alla morte. Oggi il sodalizio eporediese in suo onore porta il nome "Giuseppe Delfino" nella ragione sociale.

Delfino lavorava in fabbrica, prima alla FIAT e poi alla Michelin, e per partecipare ai vari tornei internazionali utilizzava i giorni di ferie concessi dall'azienda. Addirittura alle olimpiadi di Roma fu costretto a rinunciare ai festeggiamenti per l'oro, poiché l'azienda non gli concedette un ulteriore giorno di ferie[1].

Giuseppe Delfino muore il 10 agosto 1999 a causa di un attacco di cuore.[3].

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Scheda su schermaonline.com
  2. ^ http://www.clubschermatorino.it/albo_doro.asp
  3. ^ Articolo di Gian Paolo Ormezzano[collegamento interrotto]
  4. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  5. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Voci correlateModifica

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