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Giuseppe Grassi
Giuseppe Grassi.jpg

Ministro di grazia e giustizia
Durata mandato 1º giugno 1947 –
14 gennaio 1950
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Fausto Gullo
Successore Attilio Piccioni

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XXIV, XXV, XXVI

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Unione Democratica Nazionale
Collegio XXVI (Lecce)
Incarichi parlamentari
  • Segretario della Commissione per la Costituzione
  • Segretario della Prima Sottocommissione
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I
Gruppo
parlamentare
Liberale
Collegio Lecce
Sito istituzionale

Sottosegretario del Ministero dell'Interno
Durata mandato 23 giugno 1919 - 21 maggio 1920
Capo del governo Francesco Saverio Nitti

Dati generali
Partito politico Partito Liberale Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato e docente universitario

Giuseppe Grassi (Lecce, 8 maggio 188326 gennaio 1950) è stato un politico, avvocato e saggista italiano.

Esponente del Partito Liberale Italiano, fu Ministro di grazia e giustizia dei Governi De Gasperi IV e V dal 31 maggio 1947 al 14 gennaio 1950. È noto per aver firmato, come guardasigilli, la Costituzione della Repubblica Italiana del 1948.

BiografiaModifica

Nacque da nobili origini: i Grassi furono un'antica famiglia del 1100 derivata da Guglielmo il Grosso (discendente da uno dei dodici figli di Tancredi d'Altavilla) e fu feudatario di Alessano sotto il re Guglielmo il Buono. La famiglia originaria di Otranto, diramò e godette nobiltà con il predicato di Martano (Lecce). Giuseppe fu adottato dallo zio principe Sebastiano (fratello della madre morta molto giovane) e aggiunse al proprio cognome quello di Apostolico Orsini Ducas. Era figlio di Michelina Apostolico e Pasquale.

La sua formazione culturale ha origine nel collegio Argento di Lecce, dove ha studiato presso i gesuiti, seguendo le orme della famiglia Apostolico. Figlio del processo evolutivo del cattolicesimo politico leccese, la sua maturazione intellettuale fu di tipo liberale.[1] Studiò poi giurisprudenza all'Università di Roma, dove maturò la passione per la politica e l'interesse per la ricerca nel campo del diritto pubblico. Si laureò nel 1905 discutendo una tesi in diritto costituzionale.[2]

Nel 1907 , Grassi, sposò Isabella Carissimo dalla quale avrebbe poi avuto quattro figli: Mary, Guglielmo, Fabio e Vittoria.[2]

Ospitò nella sua tenuta di Materdomini (Lecce) i Savoia prima dell'esilio.

PubblicazioniModifica

  • Lo Stato e l'individuo, rapporto di diritto pubblico (Roma, 1910).
  • Sull'efficacia retroattiva della legge di conversione (Milano, 1911).
  • Il referendum nel governo di gabinetto (Milano, 1913).
  • Sulla posizione scientifica di una dottrina dello Stato (Milano, 1914).

NoteModifica

  1. ^ GRASSI, Giuseppe in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 1º novembre 2018.
    «collegio Argento di Lecce, istituzione gestita (...) fondata dall'aristocrazia cattolica come trincea degli irriducibili, col tempo si trovò a favorire il riavvicinamento e l'accordo tra l'elemento cattolico "transigente" e la corrente dei liberali moderati. La formazione del G. si svolse, dunque, parallelamente a un più generale processo evolutivo del cattolicesimo politico di Lecce. La circostanza favorì la naturale composizione delle influenze famigliari di parte paterna e materna in un quadro unitario. Assicurò anche alla successiva maturazione intellettuale del G. un orizzonte aperto.».
  2. ^ a b GRASSI, Giuseppe in "Dizionario Biografico", su www.treccani.it. URL consultato il 1º novembre 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica