Giuseppe Marotta (dirigente sportivo)

dirigente sportivo italiano (1957)

Giuseppe Marotta, detto Beppe (Varese, 25 marzo 1957), è un dirigente sportivo italiano, amministratore delegato dell'Inter e consigliere della Lega Nazionale Professionisti Serie A.

Giuseppe Marotta nel 2016

CarrieraModifica

Gli iniziModifica

 
Da destra: un giovane Marotta diesse del Varese nella stagione 1981-1982, insieme al presidente Colantuoni e all'allenatore Fascetti.

Diplomatosi al liceo classico Ernesto Cairoli della sua città natale,[1] intraprende immediatamente la carriera dirigenziale: nel 1976, a soli 19 anni, è già responsabile del settore giovanile del Varese. Prosegue come direttore sportivo dei lombardi, sotto la presidenza di Guido Borghi e successivamente dell'avvocato Mario Colantuoni — quest'ultimo «uno dei miei maestri», ricorderà anni dopo[2] —; in questo periodo, è del 1980 la sua prima, importante operazione di mercato, portando a Varese un promettente Michelangelo Rampulla.[2]

Nel 1987 entra a far parte dei quadri societari del Monza, dove rimane per tre anni:[3] qui nell'estate 1989 tratta la cessione di Pierluigi Casiraghi, prodotto del vivaio brianzolo, alla Juventus.[2] Successivamente, nella prima metà degli anni 1990 diviene direttore generale dapprima al Como e quindi al Ravenna:[3] in Romagna, in particolare, strappa al Torino la comproprietà di un giovane prospetto, Christian Vieri.[2]

Dopo la parentesi ravennate, nella seconda parte del decennio ha inizio l'esperienza con il Venezia, che dura cinque anni ed è caratterizzata dapprima dal conseguimento di una promozione in Serie A (categoria da cui i lagunari mancavano da trentuno anni) al termine del campionato 1997-1998 e poi dalla salvezza nella stagione seguente, quest'ultima col tandem d'attacco Maniero-Recoba.[3] Dal 2000 al 2002 Marotta è direttore generale dell'Atalanta, che in entrambe le stagioni supera l'allora record societario di punti conseguiti nei campionati di massima serie.

Sampdoria (2002–2010)Modifica

Il 6 maggio 2002 si insedia come direttore generale della Sampdoria.[3] Al termine della stagione 2002-2003, dopo aver riorganizzato la società blucerchiata, Marotta conquista la promozione in Serie A, ancora con Novellino che fu già suo allenatore a Venezia. Dal febbraio del 2004 il dirigente ricopre, all'interno della Sampdoria, anche la carica di amministratore delegato.[3]

In blucerchiato, nell'estate 2007 conclude la trattativa con il Real Madrid per l'arrivo a Genova di Antonio Cassano;[3] il giocatore, pienamente recuperato dopo la fase madrilena, disputa poi un ottimo campionato riguadagnando la nazionale; stesso successo si rivela l'ingaggio di Giampaolo Pazzini dalla Fiorentina,[3] che con la Sampdoria si riscatta dagli altalenanti anni in viola e conquista anche lui la maglia azzurra. L'ultima stagione di Marotta a Genova coincide coi migliori risultati dei doriani da quindici anni a quella parte, raggiungendo il quarto posto in classifica e la qualificazione ai preliminari di Champions League.[3] Al termine dell'annata, il 17 maggio 2010 il dirigente ufficializza le sue dimissioni dal club ligure.[4]

Juventus (2010–2018)Modifica

 
Marotta nel 2008

Il 1º giugno 2010 approda alla Juventus come direttore generale.[5] Il successivo 27 ottobre entra nel consiglio di amministrazione del club e viene contestualmente nominato amministratore delegato.[6] Tra le sue prime operazioni in bianconero c'è l'acquisto di Andrea Barzagli, colonna difensiva della squadra per il successivo decennio. Agli inizi degli anni 2010 è tra gli artefici del ritorno ai vertici della società bianconera dopo l'opaco lustro post-Calciopoli. La stagione 2011-2012, in cui Marotta porta a Torino Andrea Pirlo e Arturo Vidal, culmina nella conquista dello Scudetto — titolo che mancava nella bacheca juventina da nove anni — al termine di un campionato concluso da imbattuti: quella torinese è la terza squadra a riuscire in una simile impresa dall'istituzione del girone unico, e la seconda a farlo chiudendo anche la classifica al primo posto.

L'annata successiva fa vestire la maglia bianconera a Paul Pogba, cui segue nel 2013 l'ingaggio di Carlos Tévez. Sotto il suo mandato la Juventus si aggiudica il campionato italiano per sette stagioni consecutive — in cui spiccano il succitato Scudetto del 2011-2012 e quello del 2013-2014, quest'ultimo alla quota record di 102 punti —, superando dopo ottantadue anni i fasti della Juve del Quinquennio; nello stesso periodo il club torinese stabilisce l'ulteriore primato di quattro double nazionali consecutivi, in virtù delle altrettante affermazioni in Coppa Italia, mentre in campo europeo gioca per due volte la finale di UEFA Champions League (2015 e 2017).

Nell'estate 2016 tratta la cessione di Pogba al Manchester Utd per 105 milioni di euro — a suo dire «l'affare migliore» della carriera[2] — e l'acquisizione di Gonzalo Higuaín dal Napoli per 90, all'epoca le due operazioni di calciomercato più onerose, rispettivamente, al mondo[7] e in Italia;[8] quest'ultimo un record superato due anni dopo dallo stesso Marotta, con l'acquisto di Cristiano Ronaldo dal Real Madrid per 117 milioni di euro.[9][10] È questo l'ultimo atto di rilievo del suo mandato juventino: infatti dopo otto anni, nell'ottica di un profondo rinnovamento societario, nell'autunno 2018 termina la sua esperienza con il club bianconero.[11]

Inter (2018–)Modifica

Il 13 dicembre 2018 assume l'incarico di amministratore delegato dell'Inter per l'area sportiva.[12] Nell'estate 2019 si segnala per l'acquisto dal Manchester Utd di Romelu Lukaku per 74 milioni di euro, il più oneroso nella storia del club nerazzurro.[13][14] Durante il suo mandato la squadra lombarda torna competitiva ad alti livelli dopo un decennio di appannamento: raggiunge nel 2020 la finale di Europa League, a ventidue anni dall'ultima volta nella manifestazione e a dieci dalla precedente finale continentale per i nerazzurri,[15] mentre l'anno seguente vince il diciannovesimo Scudetto della sua storia, a undici anni dal precedente.[16] Nell'estate 2021 perfeziona il trasferimento di Lukaku al Chelsea per 115 milioni di euro, facendo segnare la cessione più remunerativa di sempre per l'Inter e in assoluto per un club italiano, superando in questo caso il precedente record di Pogba.[17] Nella stagione 2021-2022 arrivano altri due trofei, la Supercoppa italiana[18] e la Coppa Italia.[19]

Il 2 luglio 2021 viene premiato dalla Regione del Veneto con il Leone d'oro per lo Sport, riconoscimento patrocinato dal CONI e dal Comitato Italiano Paralimpico, per i meriti professionali raggiunti.[20]

Ruoli istituzionaliModifica

Dal 1995 è membro dell'Associazione Direttori Sportivi (A.DI.SE) come consigliere e, dal 10 aprile 2017, ne è il presidente. È inoltre vicepresidente del Consiglio Direttivo del Settore Tecnico della FIGC. Nel 2014 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano, nella categoria dirigente sportivo.[21]

LNPModifica

  • 2005: membro commissione studi diritti TV ed economici
  • 1998-2002: membro commissione marketing

ADISE (Associazione Direttori Sportivi)Modifica

  • 1995-2017: consigliere
  • 2017-oggi: presidente

FIGCModifica

  • Membro del comitato d'assistenza
  • Vicepresidente del consiglio direttivo del settore tecnico

Carriera in sintesiModifica

  • 1978-1979: Varese - Direttore settore giovanile
  • 1979-1986: Varese - Direttore generale
  • 1987-1990: Monza - Direttore generale
  • 1990-1993: Como - Direttore generale
  • 1993-1995: Ravenna - Direttore generale
  • 1995-2000: Venezia - Direttore generale
  • 2000-2002: Atalanta - Direttore generale
  • 2002-2004: Sampdoria - Direttore generale
  • 2004-2010: Sampdoria - Direttore generale e amministratore delegato
  • 2010-2018: Juventus - Direttore generale e amministratore delegato dell'area sportiva
  • 2018-presente: Inter - Amministratore delegato dell'area sportiva

NoteModifica

  1. ^ Fabio Gandini, Beppe Marotta uno di noi "Partì da Varese senza lasciarla", su laprovinciadivarese.it, 22 maggio 2015.
  2. ^ a b c d e Sebastiano Vernazza, C'era una volta il calciomercato (e non ci sarà più), in SportWeek, nº 27 (944), Milano, La Gazzetta dello Sport, 6 luglio 2019, pp. 32-39.
  3. ^ a b c d e f g h Giuseppe Marotta: Direttore Generale Area Sport della Juventus, su juventus.it, 19 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2010).
  4. ^ Quadri dirigenziali U.C. Sampdoria: arrivano Gasparin e Tosi, su sampdoria.it, 17 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2010).
  5. ^ Agnelli, Marotta e Del Neri: ecco la Juve del futuro, su ilsole24ore.com, 18 maggio 2010.
  6. ^ Juventus, a Nedved e Marotta un benvenuto nel Cda, su sport.sky.it, 12 ottobre 2010. URL consultato il 6 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2014).
  7. ^ Marco Bellinazzo, Juve, Napoli e Inter sul podio del calciomercato, su ilsole24ore.com, 1º settembre 2016.
  8. ^ Guido Vaciago, Juventus, il miglior mercato: il 2016 sfida 2001 e 1957, su tuttosport.com, 3 settembre 2016.
  9. ^ #WelcomeToJu, Cristiano!, su juventus.com, 10 luglio 2018.
  10. ^ Cristiano Ronaldo-Juventus per 117 milioni. Affare da oltre 350 mln. E CR7..., su affaritaliani.it, 10 luglio 2018.
  11. ^ La Juventus saluta Giuseppe Marotta, su juventus.com, 25 ottobre 2018.
  12. ^ FC Internazionale Milano nomina Giuseppe Marotta Amministratore Delegato Sport, su inter.it, 13 dicembre 2018.
  13. ^ Romelu Lukaku è un nuovo giocatore dell'Inter, su inter.it, 8 agosto 2019.
  14. ^ Inter, gli acquisti a bilancio: quanto sono costati davvero Lukaku ed Eriksen, su calcioefinanza.it, 31 luglio 2020.
  15. ^ Inter, è Conte ma sembra Mourinho..., su tuttosport.com, 12 agosto 2020.
  16. ^ Marotta: "Il sogno è la 2a stella. Conte dà ampie garanzie", su eurosport.it, 2 maggio 2021.
  17. ^ Inter, Lukaku cessione e plusvalenza record del club, su calcioefinanza.it, 13 agosto 2021. URL consultato il 23 agosto 2021.
  18. ^ Festa Inter in Supercoppa: Sanchez punisce la Juve al 121'!, su gazzetta.it, 12 gennaio 2022.
  19. ^ L'Inter batte 4-2 la Juve e vince la Coppa Italia: decisiva la doppietta di Perisic, su gazzetta.it, 11 maggio 2022.
  20. ^ A Marotta, ex Venezia, il Leone d'Oro per meriti professionali, su ilgazzettino.it, 2 luglio 2021.
  21. ^ La 'Hall of Fame del calcio italiano' si arricchisce di altre dieci stelle, su vivoazzurro.it, 25 ottobre 2016.

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