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Giuseppe Pesce
F84G 1951.jpg
Giuseppe Pesce (a destra) e Aldo Buvoli (a sinistra)
SoprannomePino
NascitaAlessandria, 5 dicembre 1920
MorteOrte, 14 aprile 2009
Luogo di sepolturacimitero di Casalbagliano
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Italia Italia
Forza armataRegia Aeronautica
Aeronautica Militare
CorpoItalia Co-Belligerent Air Force
SpecialitàCaccia
Anni di servizio1939-1980
GradoGenerale di Squadra Aerea
GuerreSeconda guerra mondiale
Comandante di92ª Squadriglia
Decorazionivedi qui
Studi militariRegia Accademia Aeronautica di Caserta
Pubblicazionivedi qui
dati tratti da I dirigibili italiani[1]
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Giuseppe Pesce (Alessandria, 5 dicembre 1920Orte, 14 aprile 2009) è stato un generale, aviatore e scrittore italiano, che dopo aver combattuto nelle file della Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale, nel dopoguerra ricoprì numerosi incarichi di alto livello nella Aeronautica Militare. Fu comandante del Reparto Volo della 5ª Aerobrigata, del III Reparto SMA, Ispettore di Marinavia (1971-1972), direttore Ufficio Pianificazione Finanziaria, Sottocapo di Stato Maggiore dell'Aeronautica (1975-1976), comandante della II Regione Aerea, e Ispettore delle Forze Aeree. Organizzatore del Museo Storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle, di cui fu poi sovraintendente, scrisse numerosi libri di carattere storico aeronautico.

BiografiaModifica

Nasce nel Rione Cristo di Alessandria il 5 dicembre 1920,[1] figlio di Giovanni e Margherita Caselli. Dopo aver completato le scuole dell'obbligo, frequenta il Convitto Nazionale di Torino, con ottimi risultati. Nel 1939, su suggerimento di uno zio materno, decide di intraprendere la carriera militare e partecipa ai concorsi per l'ammissione ai corsi del Regio Esercito e della Regia Aeronautica, vincendoli entrambi. Scelta l'aeronautica come arma di riferimento, entra nella Regia Accademia Aeronautica di Caserta, Corso Urano I, uscendone nel marzo 1943 con il grado di sottotenente pilota, assegnato alla specialità Caccia.

Assegnato all'8º Gruppo Autonomo Caccia Terrestre,[2] dotato di velivoli Macchi C.200 Saetta, viene inviato a Sarzana,[2] dove l'attività principale del reparto è costituita dalla difesa del settore costiero ligure-toscano comprese le Forze Navali da Battaglia (FF.NN.BB.) posizionate a La Spezia.[2] Tra il mese di maggio e quello di giugno prende parte alla difesa[2] di Livorno contro formazioni (Combat Box) di bombardieri Consolidated B-24 Liberator, venendo decorato dapprima di Croce di guerra al valor militare e poi di Medaglia d'argento al valor militare.[1]

Il 25 agosto viene inviato sull'aeroporto di Grottaglie per organizzare, insieme a tre gregari, una protezione supplementare delle forze navali presenti nella base di Taranto.[2]

L'8 settembre[3] riceve la notizia dell'avvenuta firma dell'armistizio con gli alleati e, senza ricevere ordini o notizie, mantiene a Grottaglie il comando della completa sezione di protezione aerea a lui assegnata, fino al ricongiungimento con l'8º Gruppo CT a Galatina (LE) avvenuto alla fine del mese. Nel mese di ottobre riprese i voli con i C.200 Saetta sulle basi salentine (Galatina,[4] Leverano, Grottaglie).

Dopo un periodo trascorso a Capoterra,[5] il suo gruppo viene integrato nella Italia Co-Belligerent Air Force che, inquadrata nella Balkan Air Force, esegue missioni[6] contro le forze tedesche oltre l'Adriatico utilizzando velivoli Macchi C.202 Folgore[7] della 92ª Squadriglia della quale assume il comando.[1] Con l'obbligo italiano del ridimensionamento dei reparti di volo della ICAF, l'8º Gruppo deve cedere personale e velivoli al 101º Gruppo[7] del 5º Stormo.[8] Nell'aprile 1947 sposa la signorina Matilde Scarciglia, di Lecce, dalla quale ha due figli, Adriana e Giovanni.

Con il 5º Stormo[9] svolge gran parte dell'attività di volo post bellica, operando dalle basi di Galatina, Orio al Serio,[9] Vicenza, Villafranca, Rimini, volando dapprima sui caccia Macchi C.205 Veltro[9] e Supermarine Spitfire Mk.IX[9] e poi sui cacciabombardieri Republic F-47 Thunderbolt,[9] Republic F-84G Thunderjet e F-84F Thunderstreak.[9]

Comanda in successione la 238ª Squadriglia, il 101º Gruppo[1] e poi il Reparto Volo della 5ª Aerobrigata.[9] Nel 1963 frequenta lo Staff College della Royal Air Force ad Andover, nel Regno Unito, e lavora nelle scuole militari come insegnante e poi Direttore dei corsi della Scuola di Guerra Aerea di Firenze[1] ed infine come comandante della Scuola Volo Basico Iniziale Aviogetti (SVBIA) di Lecce.[1]

Trasferito a Roma, ricopre nel tempo i ruoli di comandante del III Reparto SMA, Ispettore di Marinavia (1971-1972), direttore Ufficio Pianificazione Finanziaria, Capo Ufficio piani a lungo termine e armi speciali, Sottocapo di Stato maggiore dell'Aeronautica (1975-1976), comandante della II Regione Aerea, e Ispettore delle Forze Aeree.[1]

Nel 1977 in 100 giorni, organizza il Museo Storico dell'Aeronautica di Vigna di Valle, che viene aperto il 24 maggio alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Leone, e di cui fu poi sovraintendente.[1]

Il 5 dicembre 1980 viene collocato "in ausiliaria" con il grado di generale di squadra aerea. Rimasto vedovo nel 1986, si trasferisce a vivere con una nuova compagna ad Orte, dove muore il 14 aprile 2009.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'argento al valor militare
«Cielo del Mediterraneo e dei Balcani, febbraio 1943-29 novembre 1944
  Croce di guerra al valor militare
«Giovane pilota da caccia si prodigava in numerose scorte in mare aperto e in sfibranti crociere ad alta quota per la difesa del suolo Patrio. In una particolare circostanza attaccava ripetutamente con grande sprezzo del pericolo una grossa formazione di quadrimotori nemici ostacolando con successo il bombardamento di una città nazionale. Comandante di squadriglia, portava con slancio e con perizia i suoi gregari all'attacco delle vie di comunicazioni nemiche nei Balcani, distruggendo con mitragliamenti a volo radente numerosi automezzi avversari. Cielo del Mediterraneo e dei Balcani, febbraio 1943- novembre 1944
  Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
  Medaglia mauriziana

PubblicazioniModifica

Lettore attento di libri di storia, si applicò anche nella scrittura di una miriade di documenti interni all'A.M. e alla pubblicazione di una quindicina di libri relativi a storie aeronautiche.

ArticoliModifica

  • Un'incauta scelta per la produzione di guerra. Motori radiali nella Regia Aeronautica. Parte1, in Rivista Aeronautica n.6, Stato Maggiore dell'Aeronautica, Roma, 1988.
  • Un'incauta scelta per la produzione di guerra. Motori radiali nella Regia Aeronautica. Parte 2., in Rivista Aeronautica n.1, Stato Maggiore dell'Aeronautica, Roma, 1989.
  • La produzione bellica per la Regia Aeronautica, in Rivista Aeronautica n.3, Stato Maggiore dell'Aeronautica, Roma, 1993.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • (EN) F. D'Amico e G. Valentini, Regia Aeronautica Vol,2 Pictorial History of the Aeronautica Nazionale Repubblicana and the Italian Co-Belligerent Air Force 1943-1945, Carrolton, Squadron/Signal Publications, 1986, ISBN 0-89747-185-7.
  • (EN) Chris Dunning, Combat Units od the Regia Aeronautica. Italian Air Force 1940-1943, Oxford, Oxford University Press, 1988, ISBN 1-871187-01-X.
  • I reparti dell'Aeronautica Militare, Roma, Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Aeronautica, 1977.
  • Franco Pagliano, Storia di diecimila aeroplani, Milano, Edizioni Europee, 1954.
  • Giuseppe Pesce, I dirigibili italiani, Modena, Mucchi Editore, 1982.

Collegamenti esterniModifica