Giuseppe Piemontese

vescovo cattolico italiano
Giuseppe Piemontese, O.F.M.Conv.
vescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Giuseppe Piemontese.svg
Misericordia et lætitia
 
TitoloTerni-Narni-Amelia
Incarichi attuali
Incarichi ricopertiCustode del Sacro Convento di Assisi (2009-2013)
 
Nato24 aprile 1946 (74 anni) a Monte Sant'Angelo
Ordinato presbitero5 aprile 1971 dall'arcivescovo Valentino Vailati
Nominato vescovo16 aprile 2014 da papa Francesco
Consacrato vescovo21 giugno 2014 dal cardinale Gualtiero Bassetti
 

Giuseppe Piemontese (Monte Sant'Angelo, 24 aprile 1946) è un vescovo cattolico italiano, dal 16 aprile 2014 vescovo di Terni-Narni-Amelia, appartenente all'Ordine dei frati minori conventuali.

BiografiaModifica

Nasce a Monte Sant'Angelo, in provincia di Foggia ed arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, il 24 aprile 1946.[1]

Formazione e ministero sacerdotaleModifica

Frequenta gli studi nei seminari dell'Ordine francescano a Copertino, Osimo e Civitella del Tronto. Consegue la licenza in teologia presso la Pontificia facoltà teologica San Bonaventura a Roma e la laurea in diritto canonico.

Emette i voti temporanei l'8 settembre 1963 a Civitella del Tronto, quelli perpetui l'8 ottobre 1967 ad Altamura. È ordinato presbitero il 5 aprile 1971 a Monte Sant'Angelo dall'arcivescovo di Manfredonia ed amministratore perpetuo di Vieste Valentino Vailati; appartiene alla provincia religiosa di Puglia dei santi Nicola ed Angelo dell'Ordine dei frati minori conventuali.

Dopo l'ordinazione è vice-parroco ed insegnante di religione a Monte Sant'Angelo dal 1971 al 1974, co-rettore del seminario minore dal 1971 al 1975 ed insegnante di religione a Bari dal 1974 al 1975. È vice-parroco ed insegnante di religione a Spinazzola fino al 1979, quando diviene padre guardiano e parroco della parrocchia di san Francesco a Bari dal 1979 al 1988.

Dal 1986 al 1989 è vicario foraneo del sesto vicariato dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto; è padre guardiano ed animatore provinciale per la pastorale giovanile e vocazionale a Bari dal 1988 al 1991. Ritorna nella parrocchia di san Francesco come collaboratore ed è inoltre animatore della pastorale giovanile e vocazionale per la provincia religiosa dal 1991 al 1997. È nominato, nel 1996, moderatore del primo sinodo diocesano dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, incarico ricoperto fino al 2000. Presso il suo ordine è ministro provinciale della Puglia dei frati minori conventuali, dal 1997 al 2009. È membro del consiglio presbiterale dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto dal 2002 al 2006, e membro della commissione presbiterale della regione ecclesiastica Puglia dal 2005 al 2009, quando diventa custode del Sacro Convento di Assisi, rettore della basilica di San Francesco e vicario episcopale per i santuari e le basiliche guidate dai frati minori conventuali in Assisi per la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino.

Nell'ottobre 2010 l'associazione "Città e Siti Italiani Patrimonio Unesco" gli consegna il secondo premio, destinato agli uomini e le donne che meglio hanno saputo rappresentare i quattro pilastri su cui poggia l'architettura concettuale di questa dell'organizzazione, cioè educazione, scienza, cultura e comunicazione.

Nel 2013 diventa padre guardiano del convento e rettore del santuario di san Giuseppe da Copertino a Copertino.

Per l'ordine di appartenenza è membro del consiglio di presidenza della conferenza dei ministri provinciali, mentre per la provincia religiosa di appartenenza ricopre gli incarichi di assistente regionale della gioventù francescana e dell'ordine francescano secolare, membro, segretario e vicario del definitorio provinciale, definitore provinciale e custode capitolare.[1]

Ministero episcopaleModifica

Il 16 aprile 2014 papa Francesco lo nomina vescovo di Terni-Narni-Amelia[2]; riceve l'ordinazione episcopale il 21 giugno successivo, nella cattedrale di Terni, dal cardinale Gualtiero Bassetti, coconsacranti l'arcivescovo Vincenzo Paglia ed il vescovo Ernesto Vecchi. Durante la stessa celebrazione prende possesso della diocesi.

Attualmente è delegato per la liturgia della Conferenza Episcopale Umbra.

Genealogia episcopaleModifica

La genealogia episcopale è:

AraldicaModifica

Stemma Blasonatura
Partito: al 1º d'oro ai tre rami di palma incrociati di verde[3] sormontati da una stella (7) d'oro; al 2º d'azzurro al monte di tre vette d'oro uscente dalla punta e sormontato da due ali d'angelo dello stesso[4]; al capo d'argento alla croce di bruno caricata del braccio di Cristo posto in banda incrociato al braccio di San Francesco posto in sbarra, moventi da una nuvola del campo.[5].

Ornamenti esterni da vescovo.

Motto Misericordia et laetitia.[6]

NoteModifica

  1. ^ a b Giuseppe Piemontese, su diocesi.terni.it. URL consultato il 4 settembre 2016.
  2. ^ Nomina del vescovo di Terni-Narni-Amelia (Italia)
  3. ^ Identificano i patroni di Terni, di Narni e di Amelia, rispettivamente san Valentino, san Giovenale e santa Firmina, tutti e tre martiri da cui il riferimento alla palma del martirio. Le palme ricordano anche i Protomartiri francescani originari proprio della diocesi di Terni-Narni-Amelia. Cfr. Dai Protomartiri francescani a sant'Antonio di Padova. Atti della Giornata Internazionale di Studio (Terni, 11 giugno 2010) a cura di L. Bertazzo - G. Cassio, Ed. Centro Studi Antoniani, Padova 2011.
  4. ^ È un riferimento a Monte Sant'Angelo, luogo d'origine del vescovo, come pure al Sacro Convento di Assisi, edificato sul colle del Paradiso. Le ali angeliche, che sormontano il monte, rimandano all'arcangelo san Michele, venerato da oltre 15 secoli nel santuario a lui dedicato in Monte S. Angelo. L'azzurro è il simbolo dell'incorruttibilità del cielo, delle idealità che salgono verso l'alto; rappresenta il distacco dai valori terreni e l'ascesa dell'anima verso Dio
  5. ^ Al capo lo stemma francescano, ossia la "conformità" in cui appare il braccio di Cristo incrociato con il braccio manicato in marrone di san Francesco e con la croce sullo sfondo, entrambi con le mani mostranti le stimmate, mostra l'inscindibile patto tra san Francesco e il Salvatore con l'unico chiodo che fissa le due mani per affermare visivamente l'appartenenza di Padre Giuseppe all'Ordine dei frati Minori Conventuali. Tale simbolo ha origine in san Bonaventura da Bagnoregio che eletto vescovo di Albano lo volle come stemma episcopale. Cfr. S. Gieben, Lo stemma francescano. Origine e sviluppo, Istituto Storico dei Cappuccini, Roma, 2008.
  6. ^ È al centro dell'annuncio evangelico. Ai nostri giorni i Papi lo ripropongono con accenti accorati perché gli uomini siano incoraggiati a non disperare e a confidare in Dio, che è Padre di misericordia. Francesco d'Assisi iniziò il suo percorso di conversione quando "usò misericordia" verso i lebbrosi (Cfr. D. Solvi, Santi lebbrosi. Perfezione cristiana e malattia nell'agiografia del Duecento, Biblioteca Francescana, Milano 2014) e nella lettera ad un ministro lo esorta ad essere misericordioso senza misura. E proprio in stile francescano si vuole ricordare che alla misericordia va unita la letizia. Il messaggio che si vuole annunciare è che l'intera esistenza, benché costellata di errori, di sofferenze e di peccati, acquista valore e gusto particolare se accompagnata dalla esperienza della misericordia di Dio e dalla perfetta letizia di Francesco d'Assisi.

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