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Giuseppe Rosaroll

generale, patriota e saggista italiano
Giuseppe Maria Rosaroll-Scorza

Giuseppe Maria Rosaroll-Scorza (Napoli, 16 settembre 1775Nauplia, 2 dicembre 1825) è stato un generale, patriota e saggista italiano, generale dell'esercito delle Due Sicilie, caduto in combattimento mentre lottava per la libertà della Grecia, padre del patriota Cesare Rosaroll.

BiografiaModifica

Nato da famiglia di origine svizzera, iniziò la carriera militare come cadetto nell'esercito napoletano nel 1793. Nel 1799 aderì alla Repubblica Napoletana e fu nominato capitano. Catturato dai sanfedisti a Castel Nuovo e condannato a morte, riuscì a fuggire riparando in Francia.

Rientrò in Italia con Napoleone Bonaparte nelle file della Legione italiana; combatté a Marengo, entrando poi nell'esercito della Repubblica Cisalpina. A Milano scrisse un famoso trattato sull'arte della scherma[1]. Tornato a Napoli col generale Masséna nel 1806. Per la sua coraggiosa condotta nella campagna di Sicilia del 1811 con Gioacchino Murat, nel 1812 conseguì il grado di maresciallo di campo e fu creato barone. Partecipò poi con Gioacchino Murat alla Campagna di Russia.

Dopo la Restaurazione (1815) ebbe da Ferdinando di Borbone il comando di una brigata e poi della I divisione di Messina. In questo periodo scrisse numerosi trattai di tecnica militare[2] Come comandante della piazza di Messina nel marzo 1821, secondo il giudizio del Colletta "vago di libertà e per natura immaginoso ed estremo"[3], tentò di organizzare le forze militari delle Due Sicilia di stanza in Sicilia e in Calabria per un'estrema resistenza alle truppe austriache entrate nel Regno delle Due Sicilie per reprimere la rivolta costituzionale del 1820. Costretto a fuggire, e condannato a morte in contumacia (sentenza del 27 febbraio 1823), si rifugiò in Spagna dove combatté nelle file dei costituzionali (1822-23). Quando, nella primavera del 1823 la rivoluzione spagnola fu soffocata nel 1823 dall'esercito francese, Giuseppe Rosaroll si recò dapprima in Inghilterra e poi in Grecia per aiutare i Greci nella lotta per l'indipendenza. Morì in combattimento come soldato semplice, prima di aver ottenuto un comando nell'esercito rivoluzionario greco.

Anche suo figlio Cesare morirà combattendo per la libertà, a Venezia nel 1849.

OpereModifica

  • Giuseppe Rosaroll Scorza, La scienza della scherma esposta dai due amici il barone Rosaroll Scorza commendatore dell'ordine reale delle Due Sicilie, maresciallo di campo ecc. e Pietro Grisetti capo di battaglione del I.mo reggimento dell'artiglieria. Napoli: nella Stamperia Reale, 1814
  • Giuseppe Rosaroll Scorza, Scherma della bajonetta astata. Del barone Rosaroll Scorza, commendatore dell'ordine reale delle Due Sicilie, maresciallo di campo ecc.. Napoli: dalla stamperie de' fratelli Fernandes, strada ponte di Tappia, n. 18, 1818
  • Giuseppe Rosaroll Scorza, Scherma della bajonetta astata, del barone Rosaroll Scorza. Napoli: stamperia fratelli Fernandes, 1818

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Rosaroll Scorza e Pietro Grisetti, La scienza della scherma, Milano : Nella stamperia del Giornale Italico, 1803 [1]
  2. ^ Mariano d'Ayala, Bibliografia militare-italiana antica e moderna, Torino : Stamperia Reale, 1854, pp. 55-6 [2].
  3. ^ Pietro Colletta, Storia del Reame di Napoli, Libro decimo "Regno di Ferdinando I (1821-1825)", Capo Secondo, Riordinamento dell'assoluta monarchia, III

Collegamenti esterniModifica