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Giuseppe Saverio Poli

fisico, biologo e naturalista italiano
Giuseppe Saverio Poli
Giuseppe Poli.jpg
Il tenente colonnello Giuseppe Saverio Poli
NascitaMolfetta, 18 ottobre 1746
MorteNapoli, 7 aprile 1825
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servitoRegno di Napoli
Regno delle Due Sicilie
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Giuseppe Saverio Simone Vincenzo Domenico Corrado Poli (Molfetta, 28 ottobre 1746[1]Napoli, 7 aprile 1825) è stato un fisico, naturalista e militare italiano.

BiografiaModifica

Era figlio di Vito Angelo di Giuseppe ed Eleonora Corlè.[2] Nel 1766 si iscrisse all'Università di Padova, dove si laureò in medicina. Svolse per breve tempo la professione di medico nella città natia, ma nel 1790 si trasferì a Napoli per insegnare storia e geografia all'Accademia militare Nunziatella, per la quale, una volta diventato comandante, con il grado di tenente colonnello, curò il Gabinetto di fisica, dotandolo delle più moderne apparecchiature.

Successivamente insegnò fisica al Collegio medico dell'Ospedale degli Incurabili, cattedra alla quale dovette rinunciare perché chiamato come istitutore del principe ereditario delle Due Sicilie Francesco, figlio di Ferdinando I di Borbone[3]. Divenne in seguito professore di fisica sperimentale presso l'Università di Napoli, del cui gabinetto di fisica fu primo direttore.

La sua opera più nota è rappresentata dai 6 volumi degli Elementi di fisica sperimentale, che ebbe numerose edizioni e ristampe e fu modificata e integrata in più occasioni dallo stesso Poli.[4] L'opera fu utilizzata da Alessandro Volta per le sue lezioni universitarie e fu letta e studiata persino da Giacomo Leopardi.[5] È stata anche criticata da Vincenzo Dandolo, in quanto negli anni 1790 introduceva ancora, nella parte relativa alle reazioni chimiche (volume III), il flogisto, che era già stato ampiamente riconosciuto come inesistente dalla maggior parte degli scienziati (la parte relativa alle reazioni chimiche fu preceduta da un'introduzione dello stesso Dandolo, che spiegava i parziali difetti dell'opera). Le modifiche apportate nelle edizioni degli anni successivi disconosceranno l'esistenza del flogisto anche nella sua stessa opera.[6]

 
Tavola della Testacea di Poli

Grazie ai suoi molti viaggi, che lo misero in rapporto e in corrispondenza con autorevoli esponenti del mondo scientifico internazionale, pubblicò numerosi saggi su diversi argomenti: non solo relativi alla fisica, ma anche alla meteorologia, in particolare con i trattati sul tuono (1772) e sui fulmini (1773), alla geologia e alla zoologia. Testimonianza di quest'ultima disciplina resta la monumentale Testacea utriusque Siciliane eorumque istoria et antome tabulis aeneis, descrizione dei molluschi del Regno delle Due Sicilie, iniziata con l'aiuto del suo assistente Stefano Delle Chiaie, che ne concluse la pubblicazione.

A Poli si deve la scoperta delle vescicole interradiali del sistema acquifero degli echinodermi, che portano il suo nome.

Si cimentò anche nel componimento poetico, con inni e poemi, di cui resta emblematico il Viaggio celeste composto, in due volumi, nel 1805[7]. Fu socio di numerose istituzioni scientifiche e culturali, fra le quali l'Accademia Nazionale delle Scienze.

Opere principaliModifica

Opere su Giuseppe Saverio PoliModifica

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Parrocchia Cattedrale, Registro dei battesimi, Cartella 7, Tomo XXV, anni 1741-47, c. 40v..
  2. ^ Molfetta, la casa museo che nel 1847 ospitò il re delle Due Sicilie, su www.lagazzettadelmezzogiorno.it. URL consultato il 23 aprile 2019.
  3. ^ Giuseppe Saverio Poli, in «Atti del Real Istituto d'Incoraggiamento alle Scienze Naturali di Napoli», tomo V, Napoli 1834, p. 314.
  4. ^ Vedi il tomo IV degli Elementi di Fisica Sperimentale
  5. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/giuseppe-saverio-poli_(Dizionario-Biografico)/
  6. ^ Elementi di fisica, vol. III, pubblicato a Venezia nel 1794, pag. 27.
  7. ^ Viaggio celeste. Poema astronomico, 2 voll., Stamperia reale, Napoli 1805.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN27054599 · ISNI (EN0000 0000 6141 1816 · SBN IT\ICCU\NAPV\057100 · LCCN (ENn87833889 · GND (DE117688886 · BNF (FRcb10574290s (data) · CERL cnp01090945 · WorldCat Identities (ENn87-833889