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Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato il Giusto, fu un discepolo di Gesù.

La sua vicenda è narrata nel primo capitolo degli Atti degli Apostoli:[1] dopo il suicidio di Giuda, Giuseppe fu candidato, insieme con Mattia, a prendere il posto abbandonato dall'Iscariota tra gli Apostoli; benché fosse stato sorteggiato Mattia per essere associato agli apostoli, Giuseppe si adoperò ugualmente nel ministero della predicazione.[2]

Secondo Eusebio di Cesarea[3] ed Epifanio di Salamina[4] era uno dei settantadue discepoli di cui parla l'evangelista Luca, designati da Gesù per precederlo nei luoghi dove stava per recarsi.[5]

Talvolta è identificato con Giuseppe (o Ioses), parente di Gesù citato nel Vangelo di Marco,[6] e con Giusto, che fu il terzo vescovo di Gerusalemme, ma entrambe le interpretazioni sembrano essere erronee.[2]

Era probabilmente fratello del Giuda di cui si parla al capitolo 15 degli Atti degli Apostoli,[7] scelto con Sila per accompagnare Paolo e Barnaba ad Antiochia: anche questo Giuda, infatti, è detto "Barsabba" (figlio di Šĕbhā).[2]

Una tradizione tramandata da Papia di Gerapoli racconta che a Giuseppe il Giusto avrebbe bevuto, senza subirne conseguenze, del veleno mortale che gli era stato offerto.[8] Gli apocrifi Atti di Paolo narrano che fu incarcerato sotto Nerone ma presto liberato.[2]

Il suo elogio si legge nel Martirologio romano al 20 luglio.[9] Nei sinassari delle Chiese d'Oriente è ricordato il 30 giugno.[10]

NoteModifica

  1. ^
    « [...] Ne furono proposti due, Giuseppe detto Barsabba, che era soprannominato Giusto, e Mattia [...] Gettarono quindi le sorti su di loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli »   (Atti 1,15-26)
  2. ^ a b c d Claudio Zedda, BSS, vol. II (1962), p. 835.
  3. ^ Eusebio, Historia Ecclesiastica, I, 12, 3.
  4. ^ Epifanio, Panarion, 20.
  5. ^
    « Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi »   (Luca 10,1)
  6. ^
    « "Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?". E si scandalizzavano di lui [...] C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome »   (Marco 6,3; 15,40)
  7. ^
    « Allora gli apostoli, gli anziani e tutta la Chiesa decisero di eleggere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: Giuda chiamato Barsabba e Sila, uomini tenuti in grande considerazione tra i fratelli »   (Atti 15,22)
  8. ^ Eusebio, Historia Ecclesiastica, III, 39, 9.
  9. ^ Martirologio romano (2004), p. 561.
  10. ^ Claudio Zedda, BSS, vol. II (1962), p. 836.

BibliografiaModifica

  • Il martirologio romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, LEV, Città del Vaticano 2004.
  • Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
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