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Gli eroi sono stanchi

film del 1955 diretto da Yves Ciampi
Gli eroi sono stanchi
Gli eroi sono stanchi.png
Yves Montand e Curd Jürgens in una scena del film
Titolo originaleLes héros sont fatigués
Paese di produzioneFrancia
Anno1955
Durata155 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico, avventura
RegiaYves Ciampi
SoggettoChristiane Garnier Yves Ciampi Jacques-Laurent Bost
SceneggiaturaJean Charles Tacchella
ProduttoreRaymond Froment
FotografiaHenri Alekan
MontaggioRoger Dwyre
MusicheLouiguy
ScenografiaRené Moulaert
CostumiAlwynn
TruccoHuguette LaLaurette Alexandre Marcus Lisette Marcus
Interpreti e personaggi

«Essere canaglie è un mestiere»

(François Séverin)

Gli eroi sono stanchi (Les héros sont fatigués) è un film del 1955 diretto da Yves Ciampi

Indice

TramaModifica

Africa, primi anni cinquanta, Michel Rivière è un ex pilota di caccia francese, che, dopo la fine della guerra non è riuscito a reinserirsi nella società conservando però una innata passione per il volo; una volta emigrato e dopo avere svolto svariati mestieri, riesce a trovare lavoro come pilota presso una compagnia mineraria di Dakar. Egli giunge, senza visto d'ingresso, a Free-City, capitale di una imprecisata nazione, alla ricerca di una certo Burken, un ex Ministro del Paese che, dopo le prime informazioni, risulta essere in carcere o deportato.

Sorpreso, ed anche sconcertato, da questa inaspettata notizia si reca nell'unico albergo della città, gestito da due coniugi: François Séverin, un ex avvocato con un passato di collaborazionista durante il Governo di Vichy e sua moglie Manuella; appena arrivato assiste ad un furioso litigio tra i due la cui causa sembra la gelosia del marito, uomo pervaso da un forte rancore e forse impotente, verso la donna, accusata di avere una relazione con un abitante del luogo ed il fatto che questi sia di colore aumenta la sua rabbia. Apparentemente indifferente all'accaduto Michel viene accompagnato da Manuella nella sua stanza, un ambiente dove il caldo e gli insetti rendono la permanenza quasi insopportabile ed, una volta tornato nel bar dell'albergo, assiste ad un altro litigio, terminato con un goffo e teatrale tentativo di suicidio da parte di Séverin, preso poco sul serio dagli ospiti, evidentemente abituati a simili scene.

Tornata la calma Michel inizia prudentemente ad informarsi sulla possibilità di vendere un diamante grezzo e su chi possa trattare questo genere di affari e Manuella lo mette in contatto con Villeterre, un uomo d'affari francese, sposato con la figlia di un politico locale, ed all'occorrenza anche faccendiere nei tanti "movimenti" che si sviluppano nel Continente, il quale prende in consegna la pietra riservandosi di fare un'offerta il giorno successivo. Durante la serata Michel inizia a fare conoscenza con gli ospiti dell'albergo iniziando da Nina, una parrucchiera francese e, insieme a Manuella, unica donna bianca in città, sposata con un africano conosciuto a Parigi e proprietaria di un salone di bellezza e da cui traspare, a dispetto di un apparente carattere allegro e gioviale, una lieve nota di nostalgia per la madre patria ed Olsen, un navigatore solitario, impossibilitato a riparare l'imbarcazione per mancanza di denaro e quindi bloccato sul posto.

Il giorno dopo Michel entra in confidenza anche con gli altri ospiti dell'albergo: Pépé, un ex legionario spagnolo ed Hermann, un orologiaio tedesco, sopravvissuto al campo di sterminio nazista di Auschwitz, tutti con un passato doloroso o drammatico, pervasi sia dalla malinconia che dall'incognita e l'inconsapevolezza sul proprio futuro e proprio il caldo, la solitudine, la noia ed il desiderio di "evadere" da quel mondo portano Michel e Manuella ad intrecciare una relazione. Nello stesso momento Villeterre riceve, dopo la conclusione di un buon affare, la richiesta da parte della compagnia se Michel si trova in città ed egli prontamente risponde in modo affermativo ma non ne fa parola con lui, limitandosi ad informarlo che ha trovato un compratore per il diamante e che ne aspetta l'arrivo, riscuotendone in questo modo il ringraziamento e la fiducia.

Mentre nella città, che sembra perennemente in festa, fervono i preparativi per il Natale, Michel svela a Manuella come è entrato in possesso del diamante la cui vendita gli permetterà di lasciare l'Africa: a seguito di un incidente egli aveva scoperto nella cassetta del pronto soccorso un astuccio contenente diamanti per 200 milioni di franchi, caricati a sua insaputa sull'aereo, e che il suo capo Lambert contrabbandava, utilizzando lui come corriere. Il giorno dopo Michel riceve la visita di Wolf Gerke, un tedesco, anche lui ex pilota di caccia, fiero ed allo stesso tempo nostalgico del suo passato nazista, tanto da accendere la sigaretta al francese con un accendino della Luftwaffe con tanto di croce uncinata incisa.

Egli si presenta come amico di Villeterre e si offre di acquistare i diamanti ma ad un prezzo irrisorio ed infatti Gerke, che ha preso alloggio nello stesso albergo, altri non è che un riscossore di crediti della compagnia e la somma che offre a Michel è una sorta di "accordo" per riavere immediatamente le pietre senza che la notizia del contrabbando trapeli; quest'ultimo rifiuta e minaccia il tedesco con la pistola rubata a Séverin ma la zuffa che sembrerebbe cominciare è immediatamente sedata dall'arrivo di Manuella e Gerke, sempre deciso ad evitare pubblicità, si congeda dai due non prima di avere ricordato a Michel che quella sarà la prima ed ultima offerta.

Scoperto l'inganno di Villeterre, in affari con Lambert, Michel tenta di partire, nonostante le suppliche di Manuella che si dice innamorata di lui, ma Gerke, utilizzando le conoscenze dell'importante uomo d'affari, fa in modo che nessuno compri il suo diamante, facendolo inoltre arrestare dalla polizia per la mancanza del visto; egli viene rilasciato subito dopo ma le autorità trattengono il suo passaporto. La situazione sembra disperata ma Nina si offre di prestare 500 franchi ad Olsen per permettergli di riparare la barca e quindi di partire via mare, rendendosi anche disponibile a nascondere i diamanti nella cassaforte del suo negozio; romanticamente ella pensa che Michel voglia partire insieme a Manuella ma questi, non fidandosi dei sentimenti della donna, ritiene che lei voglia in realtà solo il suo denaro e non intende condividere con lei la sua fuga: lo scambio di battute tra i due termina in modo violento e Séverin sembra avere ascoltato la conversazione da dietro la porta.

Una volta che Nina è uscita i due appianano i loro contrasti ed il marito, che fino a quel momento aveva finto di ignorare la loro relazione, confidando sarcasticamente che Michel fosse troppo impegnato, ed unicamente interessato, al suo progetto e che quindi non rappresentasse un "pericolo" per lui, con cattiveria e sadismo fa in modo che Sidney, l'amante di lei, la scopra, facendolo entrare con uno stratagemma nella stanza in cui i due sono a letto; l'uomo, constatato l'accaduto, abbandona l'abergo non prima di avere fatto notare a Séverin che in ogni caso rimarrà solo se Manuella partirà insieme a Michel; nel frattempo Olsen, ricevuto il denaro da Nina, ripara l'imbarcazione ed è pronto a salpare e la partenza viene fissata per la notte stessa mentre Michel prende tempo con Gerke dicendogli che ha sotterrato i diamanti e gli chiede di aspettare fino al mattino dopo per andarli a disseppellire e, mentre i due stipulano una sorta di tregua, Séverin, che ha seguito tutti i movimenti di Michel, danneggia irreparabilmente la barca impedendo la fuga alla coppia.

Olsen comunica la notizia ai due amanti gettandoli nello sconforto; Manuella tenta di ricucire il rapporto con Sidney ma ne viene scacciata dopo avergli chiesto il perdono mentre Michel, che sta passando la serata insieme a Gerke ripercorrendo insieme a lui le loro vite durante e dopo la guerra, con le loro sconfitte ed i loro sogni infranti, tenta di coinvolgerlo in un progetto comune: prendere i diamanti ed i soldi per costruire una piccola linea aerea al fine di tornare a volare, ossia realizzare l'unico sogno ancora rimasto, prendendo coscienza della fine della guerra e la rivalsa verso chi li ha usati e dimenticati ma ancora una volta la cattiveria di Séverin sembra non avere limiti ed, accortosi della nascente amicizia tra i due, fa suonare sul piatto del giradischi Ein Heller und Ein batzen, una marcia militare tedesca, risvegliando in entrambi, complice l'alcool, dolorosi ricordi ed ostilità attuali.

Hermann, resosi conto di quanto sta accadendo, distrugge il disco ma Villeterre, che per odio verso il tedesco, ha nel frattempo restituito a Manuella il passaporto di Michel, provoca i due "eroi" rinfacciandogli il fatto che ci saranno sempre guerre e che sono proprio loro a fare andare bene i suoi affari; a quel punto Gerke, ripresosi dallo choc, lo colpisce con un pugno sancendo la fine del loro accordo ed aprendo di fatto la sua nuova vita realizzando l'idea di Michel ma Séverin ha rubato i diamanti dalla cassaforte, gettando nella disperazione anche Nina, portandone allo scoperto il desiderio, fino a quel momento mascherato da un finto temperamento gioioso, di lasciare L'Africa.

I due nuovi amici tornano in albergo ed informano Manuella di quanto è accaduto ed in loro aiuto torna Hermann, il quale confida a Gerke che ha visto Séverin sotterrare i diamanti in un pollaio; egli viene trasportato di peso e costretto, sotto la minaccia delle armi, a disseppellirli ma, una volta trovato l'astuccio, getta della terra sul viso del tedesco e lo colpisce con la pala ferendolo ad un braccio prendendogli la pistola e fuggendo in automobile verso una palude. Insieme a Manuella i due si lanciano all'inseguimento ed una volta arrivati si dividono per cercare il fuggitivo.

Manuella lo trova nascosto in un canneto ed egli confessa di non interessarsi al denaro e di volerlo solo per non perderla ma nel momento in cui si rende conto che in ogni caso lei non lo seguirà più, pazzo di gelosia, la uccide. Caricato il cadavere della donna su di una barca Séverin tenta di allontanarsi ma i due inseguitori si gettano in acqua per raggiungerlo e, arrivati in prossimità del natante, vedono l'uomo, ormai fuori controllo, che comincia a gettare in acqua le pietre preziose, consumando in questo modo la sua vendetta, e ferendo Gerke con un arpione ad una mano. Il tedesco rischia di affogare ma viene salvato da Michel mentre Séverin, consapevole che non riavrà più ciò che voleva, rovescia la barca terminando nel modo più misero la sua vita. Sopraggiunta l'alba i due "eroi", insieme ma sfiniti, feriti ed ancora una volta sconfitti, avanzano lacerati nella palude verso un destino che li vuole ancora una volta soli ed in fuga.

CriticaModifica

«... drammone rovinato dalla pessima recitazione di tutto il cast.»[1]

RiconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario dei film, Baldini&Castoldi, ed. 1994.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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