Apri il menu principale

Glicerio de Persona, noto anche come Glycerius o Glicisius de Matino (Mottola, 1235 circa – Brindisi, 22 aprile 1269), è stato un signore feudale, fedele alla dinastia imperiale sveva.

BiografiaModifica

 
Castello di Ceglie Messapica

Glicerio era figlio di Gervasio de Persona (Gervasius de Matino), giudice imperiale di Capitanata nel 1250. Fu signore delle terre di Soleto (comprendente Cutrofiano, San Pietro in Galatina, Sternatia, Zollino, Sogliano e Aradeo), di Matino, di Tuglie, di Ceglie del Gualdo e Mottola[1]. Sposò Riccarda (o Raimonda) di Giurdignano (che gli portò in dote la città di Maglie) ed ebbe tre figli maschi (Gervasio, Giovanni e Perrello) e quattro femmine (Sibilla, Smirilla, Peregrina e Rogerella).

Dopo la morte di Federico II rimase fedele al figlio di questi, Corrado IV, e poi a Manfredi, in lotta contro gli angioini. Caduto anche Manfredi, il nuovo re di Sicilia, Carlo I d'Angiò, lo condannò per fellonia e ne ordinò la cattura. Glicerio si diede alla latitanza nelle campagne di Otranto, ma nel 1269 venne catturato, condotto in carcere nel castello di Brindisi insieme al padre e ai figli e subì infine il patibolo il 22 aprile 1269[2]: prima fu legato ad un cavallo e trascinato per la città, poi fu impiccato[3].

Il padre Gervasio e i figli maschi furono liberati per intercessione della regina d'Ungheria e forse scamparono in Sicilia. Ma i possedimenti che deteneva la famiglia furono confiscati: Matino e Parabita furono concesse a Giovanni De Tilio (Jean de Tully); Tuglie fu infeudata ad Amerigo di Mondragone (Aimeri de Montdragon) Provvisore dei Castelli di Puglia, le terre di Soleto andarono ad Anselino de Toucy; Monte Fellone, insieme al vasto territorio di Martina Franca, fu affidato alla famiglia Caracciolo.

NoteModifica

  1. ^ B. Ligorio, Federico II, 2011.
  2. ^ Archivio di Stato di Napoli, Documento Angioino, reg. 1269, b.4, fg. 39; Camillo Minieri Riccio, Carlo I di Angiò; la data dell'esecuzione è in Arnesano - Baldi, 2004, p. 126-128
  3. ^ M. Amari, La guerra del Vespro, I, p. 93.

BibliografiaModifica

  • Camillo Minieri Riccio, Alcuni fatti riguardanti Carlo I di Angiò dal 6 di agosto 1252 al 30 di dicembre 1270, tratti dall'archivio Angioino di Napoli, Napoli 1874.
  • L. A. Montefusco, Le successioni feudali in Terra d'Otranto, Lecce 1994, pp.258-259 e 477.
  • B. Ligorio, Federico II. Ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, Martina Franca 2011.
  • D. Arnesano - Davide Baldi, Il palinsesto Laur. Plut. 57.36. Una nota storica sull'assedio di Gallipoli e nuove testimonianze dialettali italo-meridionali, in «Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici», XLI (2004), pp. 113-139