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Per "glottocentrismo" si intende l'assunzione, diffusa senza apprezzabili differenze diastratiche, che la propria lingua sia la migliore di tutte (in termini fonoestetici più che culturali).[1] Tale era l'approccio degli antichi Greci, che definivano barbari (βάρβαροι, bàrbaroi, 'coloro che balbettano', 'i balbuzienti') gli stranieri.[2]

Un approccio glottocentrista può avere effetti molto penalizzanti in chi, affetto da esso, voglia apprendere una lingua seconda.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Beccaria, p. 364.
  2. ^ Glottocentrismo, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.  

BibliografiaModifica

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