God of War (videogioco 2018)

videogioco
God of War
videogioco
God of War 2018 logo.png
PiattaformaPlayStation 4
Data di pubblicazioneMondo/non specificato 20 aprile 2018
GenereAvventura dinamica
TemaMitologia norrena
OrigineStati Uniti
SviluppoSIE Santa Monica Studio
PubblicazioneSony Interactive Entertainment
DesignCory Barlog
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputDualShock 4
SupportoBlu-ray Disc, download
Fascia di etàACB: MA · BBFC15 · CEROZ · ESRBM · PEGI: 18 · USK: 16
SerieGod of War
Preceduto daGod of War III

God of War (conosciuto anche come God of War 4) è l'ottavo capitolo della serie God of War, sequel di God of War III[1].

Sviluppato da SIE Santa Monica Studio e pubblicato dalla Sony Interactive Entertainment per PlayStation 4 il 20 aprile 2018, il gioco vede il protagonista della serie, Kratos, tornare come personaggio principale con accanto il figlio Atreus, a cui deve fare da mentore dopo la morte della madre dominando la furia che lo ha animato per tanti anni nella sua vendetta contro l'Olimpo. Primo capitolo della seconda saga, chiamata "Seconda Era" e ambientata nella mitologia norrena, il gioco è stato elogiato dalla critica[2] e ha vinto svariati premi[3][4].

Descritto come una rivisitazione della serie, il gameplay è stato completamente ricostruito e tra i vari cambiamenti è inclusa l’arma principale: Kratos, infatti, oltre ad utilizzare le sue doppie lame incatenate (le Lame del Caos), utilizza un'ascia da battaglia magica chiamata Leviatano. Un altro cambiamento significativo è dato dal fatto che il gioco utilizza una telecamera libera sopra le spalle, in contrasto con la telecamera cinematografica fissa vista nei capitoli precedenti; ci sono poi anche elementi presenti nei giochi di ruolo, come il potenziamento delle caratteristiche e le interazioni con Atreus, in grado di fornire assistenza durante il gioco. Un breve gioco testuale chiamato God of War: A Call from the Wilds è stato pubblicato il 1º febbraio 2018 attraverso Facebook Messenger e segue Atreus nella sua prima avventura nella selvaggia terra norrena.

SviluppoModifica

Alla prima edizione del Playstation Experience del 2014, il direttore creativo, Cory Barlog, rivela che un nuovo God of War era in sviluppo, affermando che non sarebbe stato un prequel come Ascension ma un seguito, ovvero ambientato cronologicamente dopo God of War III. Viene mostrato per la prima volta all'Electronic Entertainment Expo 2016 dove viene mostrata la nuova ambientazione, ovvero quella norrena e l'introduzione di Atreus.

Barlog rivelò che il gioco viene chiamato semplicemente God of War perché, nonostante sia una continuazione, segna anche l'inizio di un nuovo ciclo per la storia. Barlog rivelò che era tornato a essere il direttore creativo del gioco e che, all'inizio, lo studio era indeciso su dove ambientare il nuovo capitolo: tra le ambientazioni, oltre a quella norrena, venne considerata anche la mitologia indiana, Maya ed egizia. Dopo varie scelte lo studio era diviso tra mitologia egizia e norrena; alla fine, Barlog optò per quest'ultima, anche perché Ubisoft aveva recentemente rilasciato un nuovo capitolo della saga di Assassin's Creed ambientato, per l'appunto nell'antico Egitto, e non voleva creare troppi problemi.

Essendo un nuovo inizio per la saga, viene cambiato anche l'aspetto di Kratos, rendendolo più vecchio e con una folta barba. Il team, inoltre, cambiò molto anche il suo carattere, rendendolo freddo e saggio, e venne introdotto il figlio Atreus. Infatti, il gioco è incentrato principalmente sul rapporto tra padre e figlio. Lo studio modificò anche il gameplay, cambiando la visuale dall'alto per una in terza persona molto più vicina; inoltre, optò anche per uno stile open map. Venne inserita anche una nuova arma per Kratos, un'ascia in grado di congelare i nemici e che, una volta lanciata, può ritornargli in mano. Lo studio rivelò che, essendo un nuovo inizio per Kratos, dovevano creargli una nuova arma per la sua nuova vita.

Inizialmente, lo studio aveva intenzione di sostituire Kratos con un nuovo personaggio, ma Barlog non accettò tale idea, affermando che Kratos è l'essenza di God of War e che senza di esso non sarebbe un vero God of War. Così, il team decise di lasciare Kratos, ma gli aggiunse un personaggio di supporto, ovvero Atreus, che durante i combattimenti può aiutare il padre.

Santa Monica decise di cambiare anche il doppiatore di Kratos che, fino ad Ascension, era Terrence Carson: infatti, lo studio scelse come nuova voce Christopher Judge che, oltre a doppiare il personaggio, gli ha dato i movimenti con il moption capture. Judge fu ritenuto più adatto a impersonare Kratos per la sua corporatura, così facendo il gioco si sarebbe adattato alla nuova visuale.

In un'intervista del 2019, Cory Barlog ha dichiarato che sono stati rimossi molti boss nel gioco a causa dei tempi troppo lunghi di preparazione. Inoltre ha dichiarato anche che aveva in mente di creare un DLC ma tale contenuto risultava troppo ambizioso per essere semplicemente un contenuto aggiuntivo e quindi fu messo da parte. Nell'aprile dello stesso anno Santa Monica ha affermato che per lo sviluppo della trama si è ispirata a The Last of Us affermando che quest'ultimo possiede una narrativa molto profonda e sentimentale e volevano rendere il nuovo God of War allo stesso livello emotivo in fatto di trama.

TramaModifica

Sono passati anni da quando Kratos si è vendicato degli dèi dell'Olimpo uccidendoli uno dopo l'altro e portando la Grecia alla rovina. Lo spartano, sopravvissuto allo scontro finale con il loro sovrano nonché suo padre Zeus, ha viaggiato fino all'estremo nord raggiungendo la terra delle divinità norrene rifacendosi una nuova vita.

La storia si apre con Kratos che abbatte un albero da usare come pira per cremare il corpo di Faye, la sua defunta moglie, insieme ad Atreus, loro figlio, che avverte qualcosa di strano nell'aria. Tornati all'abitazione, i due completano gli ultimi rituali prima di cremare il corpo della donna e, una volta dato fuoco alla pira, rammentano come l'ultimo desiderio di Faye fosse di spargere le sue ceneri sul monte più alto dei Nove regni. Prima di iniziare il loro viaggio, Kratos insegna l'arte della sopravvivenza ad Atreus durante una battuta di caccia al cervo, scontrandosi con dei draugr e un troll; il bambino rimane sconvolto dall'improvvisa comparsa dei mostri, affermando che prima non si erano mai visti così vicino alla loro casa.

Tornati a casa, Kratos raccoglie le ceneri della moglie in una sacca quando un uomo bussa alla porta: dopo aver ordinato al figlio di nascondersi, lo spartano lo affronta e lo sconosciuto afferma di sapere chi è e da dove viene. Dopo il tentativo fallito di Kratos di cacciarlo con la forza, lo sconosciuto mostra di possedere poteri divini ma, in seguito a un violento scontro, Kratos riesce a spezzare il collo dell'avversario. Padre e figlio si incamminano quindi verso la loro destinazione e durante il viaggio incontrano il nano Brok (artefice del Leviatano, l'ascia di Kratos), che fornirà a entrambi le sue abilità di fabbro, e una strega che vive nei boschi in una casa sotto una gigantesca tartaruga. La donna prende subito in simpatia Atreus, mentre rivela a Kratos di sapere che è un dio di una terra straniera e lo avverte riguardo agli dèi norreni, diffidenti nei confronti dei viaggiatori; arrivati al Lago dei Nove, i due incontrano il Serpente del Mondo Jörmungandr, che inaspettatamente si dimostra amichevole.

Arrivati sulla montagna, padre e figlio scoprono che la loro casa era protetta da un cerchio di alberi magici che Kratos ha distrutto quando ne ha abbattuto uno, benché egli affermi che era desiderio di Faye che proprio uno di quegli alberi fosse usato per il suo funerale. Sulla cima della montagna i due fanno la conoscenza di Sindri, il fratello di Brok, con cui non è in buoni rapporti, e si imbattono in una nebbia conosciuta come "Alito nero": in loro aiuto giunge la strega, la quale rivela che l'unico modo per farlo sparire è usare la Luce di Alfheim, la terra degli elfi chiari; li conduce così a una rappresentazione di Yggdrasill, l'Albero del Mondo, dove, grazie al Bifrǫst, apre un passaggio per il regno. Appena varcata la soglia, tuttavia, la strega viene riportata a Miðgarðr a causa di una maledizione impostale dagli dèi, ma fa appena in tempo a dare il Bifröst a Kratos e a suggerirgli di riempirlo con la luce di Alfheim.

Avventurandosi nel regno, Kratos e Atreus finiscono coinvolti nella guerra tra gli elfi chiari e gli elfi oscuri, che vede i secondi vicini alla vittoria: i due non hanno altra scelta che affrontare gli elfi oscuri per raggiungere il cuore di Alfheim e riempire il Bifröst con la sua luce, scontrandosi più volte con Svartáljqfurr, il re degli elfi oscuri. Trovandosi di fronte alla fonte di Alfheim, Atreus prova a toccarla, ma ne resta bruciato: Kratos capisce che l'energia è troppo forte per il figlio e che spetta a lui riempire il Bifröst. Avvertendo Atreus di fare la guardia, Kratos si addentra nella colonna di luce; lo spartano giunge infine in un luogo misterioso avvolto dalla nebbia che si rivela essere la loro casa: il sacchetto di Faye inizia a volteggiare brillando di luce propria e Kratos sente un canto di struggente bellezza, riconoscendo la voce della moglie e capendo che il suo spirito lo vuole guidare. Il canto conduce Kratos in un evento del passato al quale non era presente: vede Atreus parlare al corpo della madre, ammettere di non sopportare il comportamento del padre e che avrebbe preferito vedere lui morire, riconoscendo però di volergli comunque molto bene e comprendendo il suo dolore per la perdita della moglie. Sul punto di raggiungere la luce, il braccio di Atreus afferra il padre tirandolo fuori; Kratos, che era a un passo dal rivedere Faye, domanda furibondo al figlio perché si è intromesso, osservando stupito che la zona è ricoperta di cadaveri di elfi oscuri uccisi da Atreus: nonostante per Kratos fossero passati pochi attimi, infatti, fuori dall'Alfheim sono passate diverse ore. Recuperata la luce, i due abbandonano il regno e, dopo avere restituito la piena luce al regno degli elfi chiari, Kratos riesce a prevalere sul re degli elfi oscuri; prima di spirare, tuttavia, quest'ultimo pronuncia in elfico delle parole che terrorizzano Atreus: Kratos gli domanda che cosa significano, al che il bambino risponde che lui e il padre, nell'avere aiutato gli elfi chiari, hanno commesso un grave errore.

Usando il Bifröst, Kratos e Atreus cominciano a salire per la montagna, scontrandosi con il drago sputafulmini Hræzlyr e uscendone vittoriosi; raggiunta la vetta di Miðgarðr, ascoltano una conversazione tra lo sconosciuto, ancora vivo e che si rivela essere il dio immortale Baldur, accompagnato dai nipoti Móði e Magni, figli di Thor, e un uomo intrappolato nella corteccia di un albero indistruttibile di nome Mimir. I tre esigono che riveli loro dove scovare Kratos e Atreus, ma Mimir li sbeffeggia, riuscendo a mandarli via; Kratos e Atreus parlano quindi con Mímir, il quale rivela che il loro obiettivo non è la montagna dove si trovano, ma il picco più alto di Jötunheim, la terra dei giganti, che tuttavia è inavvicinabile, in quanto tutti i passaggi sono stati distrutti per non farvi entrare Odino e Thor, da sempre nemici giurati dei giganti. Mímir, tuttavia, conosce un altro modo, perciò esorta Kratos a tagliargli la testa e farla rianimare dalla strega dei boschi. Tornati alla sua casa, la strega rianima la testa di Mímir, il quale rivela che lei è Freyja, leader degli dèi Vanir prima di essere ceduta come sposa a Odino per firmare la pace con gli Æsir. Ciò provoca subito lo sdegno di Kratos, ma sia Freya che Mímir lo avvertono che deve rivelare ad Atreus la sua vera natura per il suo stesso bene.

Kratos e Atreus si rimettono così in viaggio con la testa di Mímir, il quale rivela che, per aprire un portale per Jötunheim, avranno bisogno dello scalpello magico del gigante Thamur assieme alla Runa nera, nascosta nel Tempio di Týr al Lago dei Nove. Arrivati ai resti del corpo di Thamur, con lo scalpello conficcato nel cranio, i tre vengono attaccati da Magni e Móði: al termine del combattimento, Kratos uccide Magni e Móði, incredulo e terrorizzato, fugge; Kratos riesce così a prendere un pezzo dello scalpello di Thamur, ma Atreus comincia ad avvertire i sintomi di una misteriosa malattia. Tornati al Lago dei Nove, Kratos e Atreus stanno per entrare nel Tempio di Týr quando vengono attaccati di nuovo da Móði, che atterra Kratos con i suoi fulmini: Atreus cerca di aiutare il padre, ma un attimo di furia incontrollata lo lascia privo di forze, aggravando così il suo stato e facendogli perdere conoscenza. Kratos si fa di nuovo trasportare dalla rabbia e, incurante dei fulmini di Móði, lo colpisce con un pugno devastante e lo costringe nuovamente alla fuga.

Portato Atreus da Freya su consiglio di Mímir, la dea spiega che ciò che sta accadendo al piccolo è la contraddizione mentale di un dio che crede di essere mortale; l'unico modo per guarirlo è il cuore del guardiano del Ponte dei Dannati di Helheim, ma il Leviatano sarebbe inutile lì. Kratos decide quindi di tornare a casa per riprendere le sue vecchie armi, le Lame del Caos, e durante la strada per il ritorno viene perseguitato più volte dallo spirito di Atena, da cui però Kratos non si lascia condizionare. Lo spartano giunge quindi a Helheim, dove sconfigge il guardiano del Ponte dei Dannati, il troll Máttugr Helson: una volta recuperato il suo cuore, il dio ha una visione di suo padre Zeus; Mímir, seppur incredulo, gli rivela che quella era solo un'illusione provocata dal regno per tormentare le anime dannate e riconosce Kratos come il famigerato Fantasma di Sparta, giungendo a ritenere che il mistero sul suo passato sia collegato alla malattia di Atreus. Kratos domanda a Mimir di che luogo si tratta quello in lontananza, dove ha visto la proiezione di Zeus manifestarsi. Mimir tutta via, avverte Kratos di non andarci per nessun motivo. Lo spartano riesce quindi a portare il cuore a Freya: Atreus guarisce e Kratos decide di rivelargli il suo retaggio divino; il bambino accetta la verità serenamente e, finalmente, i tre entrano nel Tempio di Týr, dove scoprono che il dio era conosciuto in ogni angolo del mondo grazie alla sua capacità di usare il potere di collegamento di Yggdrasill insieme a una runa che aveva creato, la Runa nera. Odino, tuttavia, credette che Týr stesse complottando con i giganti per tenergli nascosta la loro conoscenza; il giovane dio, prima di venir ucciso dal padre, decise di metterli al sicuro nel loro regno, aiutandoli a distruggere ogni collegamento con Jötunheim.

Trovata la Runa nera dopo lunghe ricerche, Atreus riesce a memorizzarla scoprendo di avere un talento innato nel comprendere varie lingue; durante il viaggio verso la montagna con l'ultimo portale integro, tuttavia, il bambino diventa sempre più arrogante e, quando ritrovano Móði, umiliato da suo padre Thor, Atreus lo uccide, nonostante Kratos gli avesse ordinato di risparmiarlo. Alla vetta di Miðgarðr, i due vengono attaccati da Baldur e, durante il loro breve scontro, il portale per Jötunheim viene distrutto accidentalmente da Kratos. Baldur tramortisce Atreus e fugge in groppa a un drago verso il Lago dei Nove, mentre Kratos riesce a uccidere la bestia atterrando sul tempio. Baldur intende spedire Atreus e Kratos ad Asgard, ma quest'ultimo riesce a cambiare la destinazione facendoli finire a Helheim.

Capendo di essere l'artefice della loro situazione, Atreus si scusa con il padre e i due decidono di trovare un modo per fuggire dal regno dei morti; inoltre scoprono, tramite una visione di Baldur, che egli è il figlio di Freya, verso la quale nutre un profondo rancore in quanto, per fare in modo che niente e nessuno gli facesse del male, gli lanciò un sortilegio che lo rese invulnerabile a qualsiasi minaccia, ma anche incapace di sentire alcunché, portandolo alla pazzia: Baldur attaccò dunque Kratos, consapevole di chi fosse, sperando che potesse ucciderlo per liberarlo dal tormento. Kratos, Atreus e Mímir riescono a scappare e, poco prima del loro arrivo al tempio di Týr Kratos ha un'altra visione in cui vede il sé del passato scagliarsi violentemente contro Zeus; sconvolto, teme che Atreus possa aver assistito all'intera scena, ma il ragazzo nega.

Attivato di nuovo l'Albero del Mondo, i tre viaggiano attraverso i Nove Regni finché non riescono a trovare la porta di Jötunheim nel regno tra i regni, riuscendo infine a riportarla a Miðgarðr. A quel punto, Mímir rivela che per azionare il portale non basta usare la Runa nera, ma è necessario recuperare il suo occhio mancante e, parlando con Brok e Sindri, scoprono che si trova nella statua di Thor che Jörmungandr aveva in precedenza divorato. Ottenuto il consenso del Serpente di entrare al suo interno, i tre ritrovano l'occhio ma, non appena stanno per uscire, si accorgono che Jörmungandr sta lottando: il violento scontro li catapulta violentemente fuori dal suo corpo, vicino al cadavere di Thamur. L'assalitore si rivela Baldur, il quale intende uccidere i due, ma Freya interviene bloccando sia Kratos che Baldur nel tentativo di proteggere suo figlio; durante il combattimento, Baldur colpisce Atreus e, inaspettatamente, viene trafitto da una punta di freccia di vischio che Kratos aveva usato per rinforzare la corda della faretra del figlio, rotta in seguito allo scontro col drago Hræzlyr. Il vischio infrange l'incantesimo di Freya, rendendo Baldur finalmente vulnerabile: sentendosi libero dalla maledizione che gravava su di lui, il dio decide di uccidere sua madre, poiché continua ad accusarla di essere la responsabile del suo tormento, ma viene ostacolato da Kratos e Atreus, mentre Freya prende il controllo del corpo di Thamur per interrompere il combattimento tra i tre. In questo frangente Atreus dà prova delle sue capacità parlando l'antica lingua dei giganti e ordinando a Jörmungandr di distruggere il cadavere rianimato; alla fine, Baldur viene sconfitto e, sebbene Kratos gli dia l'opportunità di ritirarsi, questi tenta di strangolare Freya, costringendo lo spartano a spezzargli un'ultima volta il collo. Distrutta dal dolore, Freya giura vendetta verso Kratos e lo schernisce per aver nascosto la sua vera natura a suo figlio: lo spartano decide così di raccontare ad Atreus il suo passato e di rispondere alla domanda del piccolo se sia sempre destino degli dèi uccidersi fra padri e figli dicendo che entrambi devono imparare dalle loro esperienze e non ripetere gli errori dei loro predecessori e che saranno loro a scegliere chi vorranno essere davvero; Kratos promette quindi al figlio che non gli permetterà mai di diventare come lui. Freyja, silenziosa, raccoglie il corpo del figlio e se ne va: Mímir è convinto che un giorno supererà la tragedia dal momento che Kratos ha fatto la cosa giusta; lo spartano non nutre alcuna gioia nell'avere ucciso Baldur e si sente vicino allo sfinimento, insistendo di voler concludere il viaggio rapidamente.

Giunti finalmente a Jötunheim, Kratos e Atreus, lasciata la testa di Mímir a Brok e Sindri, scoprono che tutti i giganti sono morti ormai da molto tempo mentre all'interno di un tempio scorgono un murale che descrive le loro avventure, dimostrando che i giganti avevano previsto tutto ciò che sarebbe accaduto e che anche Faye era una gigantessa, che decise di rimanere a Midgard per difendere i giganti dall'ira di Thor. Atreus scopre quindi di essere metà gigante, metà dio e in parte mortale, oltre al nome che gli diede la madre e con cui era noto tra i giganti: Loki. Prima di raggiungere la vetta il solo Kratos nota che, dietro un arazzo malridotto, si cela un ultimo murale che si colloca dopo la battaglia con Baldur e, pertanto, nel futuro: Atreus che sorregge il corpo di un uomo apparentemente morente, dal cui corpo fuoriesce un'anima serpentina e aggrovigliata che si dirige verso il figlio.

Kratos e Atreus riescono infine ad adempiere alla promessa di Faye e spargono le sue ceneri sul picco più alto di Jötunheim; durante il viaggio di ritorno, Kratos rivela al figlio che il suo nome deriva da quello di uno spartano compassionevole e altruista che un tempo conosceva e Atreus ammette di apprezzare di più il nome che gli ha dato il padre, rispetto a quello scelto dalla madre. Quando tornano a Midgard, Mímir li informa che il Fimbulvetr è appena iniziato, dato che è stato anticipato dalle loro azioni, il che significa che presto arriverà il Ragnarǫk.

Finale segretoModifica

Nel finale segreto Kratos e Atreus tornano a casa e si mettono a dormire; dopo un salto temporale di alcuni anni, vengono svegliati nella notte da una violenta tempesta e, quando escono, intravedono una figura davanti a loro. Quando Kratos gli domanda chi sia, la figura rivela di possedere un martello percorso da scariche elettriche, facendosi dunque riconoscere come Thor. In quel momento, Atreus si sveglia e capisce di aver avuto una visione del futuro.

PersonaggiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di God of War.
  • Kratos: personaggio principale di tutta la saga, in questo capitolo il suo aspetto ha subito alcune modifiche: fisicamente è rimasto uguale, tranne per la folta barba ed è invecchiato, pur dimostrando di essere ancora un guerriero forte e implacabile. Anche il suo carattere ha subito dei cambiamenti: divenuto freddo e taciturno, sembra non provare più la rabbia omicida che lo ha spinto a distruggere la sua terra natale. Il suo unico obiettivo ora è quello di istruire il figlio Atreus, col quale ha problemi a relazionarsi. Nonostante ciò, a modo suo, Kratos vuole molto bene al figlio. È inoltre costantemente tormentato dalle atrocità commesse in passato.
  • Atreus: figlio di Kratos e co-protagonista del gioco, è un bambino di indole gentile e altruista, malgrado la propensione alla rabbia ereditata dal padre. Nonostante la sua ingenuità, ha una grande voglia di imparare da Kratos, ma commette spesso errori che gli costano i rimproveri di quest’ultimo. Atreus e Kratos non hanno mai stretto un forte legame, prima della morte di Faye; solo allora i due intraprenderanno un viaggio che li farà avvicinare. In battaglia impugna un arco e un pugnale (all'inizio quello di sua madre, poi sostituito da quello del padre). Ha la curiosa abilità di imparare in poco tempo lingue nuove e riesce a sentire le voci degli spiriti presenti nell’ambiente circostante.
  • Mímir: conosciuto come l'uomo più saggio dei Nove Regni, è un essere dall'aspetto di un fauno che conosce ogni cosa del mondo, inclusa la vera natura di Kratos. Padre e figlio lo liberano dalla prigionia che gli ha imposto Odino; dopo che la sua testa viene rianimata, Mimir si offre di fare da guida ai due protagonisti nel loro viaggio verso Jotunheim.
  • Freyja: conosciuta inizialmente come "Strega della foresta", solo in seguito si scoprono il suo vero nome e la sua appartenenza agli dèi Vanir. È una donna molto affascinante e dotata di un grande potere magico; come Mimir, anche lei è al corrente della natura divina di Kratos. È la guardiana degli animali della foresta in cui vive e si affeziona particolarmente ad Atreus. È stata la seconda moglie di Odino ed è la madre del suo secondogenito Baldur; il matrimonio, tuttavia, fu combinato solo per questioni d’interesse, dal momento che il Padre degli dèi bramava la conoscenza dei suoi poteri magici, mentre Freyja scelse di sposarsi solo per il bene della sua gente (da cui però venne ritenuta una traditrice), poiché tutti credevano che per fermare il Ragnarok fosse necessaria l'armonia tra le due fazioni. Non passò molto prima che Odino tornasse a essere il tiranno spietato di prima e Freyja, non potendo più sopportare le sue crudeltà, troncò ogni rapporto con lui: il dio, furibondo, le lanciò contro una maledizione che le impedì di recare danno a qualsiasi creatura vivente e di abbandonare Midgard, non lasciandole altra possibilità che isolarsi nel bosco. Quando erano sposati, Odino chiamava affettuosamente Freyja col nome di "Frigg" ma, dopo la separazione, Odino attribuiva a "Frigg" qualunque merito e successo di Freyja, creando un personaggio fittizio che la sminuisse. Ha realizzato lei l'incantesimo che ha reso il figlio invulnerabile dopo aver letto con orrore la profezia sulla sua morte; successivamente, tuttavia, ammette che ciò fu frutto del suo egoismo, dal momento che tale condizione devastò Baldur psicologicamente, che per questo la odia profondamente.
  • Brok: un nano, fratello di Sindri, col quale divenne famoso per aver creato Mjöllnir; a causa delle innumerevoli morti causate dalla loro creazione, i due litigarono e decisero di lavorare in proprio. Ha la pelle blu per via del continuo contatto con l'argento grezzo; lui e il fratello sono anche i responsabili della forgiatura dell'ascia di Kratos, che un tempo apparteneva a Faye: la fabbricarono dopo essere stati ispirati dalla tenacia della donna, decisa a proteggere i deboli e i bisognosi. Brok è un nano burbero dalla parlantina rozza e sprezzante, ma vuole bene al fratello ed è leale nei confronti di Kratos e Atreus per via del loro legame con Faye.
  • Sindri: è il fratello di Brok. Rispetto al fratello, Sindri è decisamente più educato e disponibile, ma ha una morbosa ossessione per la pulizia, che lo costringe a indossare dei guanti per paura di farai contaminare dai germi.
  • Magni: fratello di Modi, è uno dei figli di Thor. Combatte sempre in coppia col fratello nonostante l'enorme astio tra i due. Impugna un'enorme spada impregnata del potere del tuono, come il martello del padre.
  • Modi: fratello di Magni, impugna uno scudo e una mazza impregnati del potere del tuono.
  • Baldur: fratello di Thor, nonché secondogenito di Odino, è il principale antagonista del gioco e uno degli Aesir più potenti. Nonostante le temperature rigide va in giro a petto nudo, mostrando il corpo coperto di tatuaggi runici, e si sposta a dorso di un drago. Possiede grande forza, resistenza e velocità e un sortilegio impostogli dalla madre lo ha reso invulnerabile. È incapace di provare qualsiasi cosa, dalle emozioni al dolore, fino a quando il sortilegio viene spezzato durante la storia.
  • Valchirie: le nove guerriere più forti dell'esercito di Odino. Mimir le descrive come dotate di una bellezza divina che fa impazzire qualsiasi uomo. Corrotte dal Padre degli dèi, Kratos e Atreus dovranno ucciderle per liberare il loro spirito e renderle di nuovo pure. Poiché le valchirie non sono più presenti a raccogliere le anime meritevoli per il Valhalla, Helheim ha perso il suo equilibrio ed è per questo che i non morti stanno infestando la terra. Mimir accenna di avere avuto tempi addietro una relazione amorosa con la regina delle Valchirie, Singrun, succeduta a Freyja.
  • Jörmungandr: è il Serpente del Mondo, talmente grande che si dice possa avvolgere l'intero pianeta nelle sue spire e mordersi la coda. Odia profondamente Thor dal momento che, secondo la leggenda, i due combatteranno fino alla morte quando giungerà il Ragnarok. È intelligente ed è in grado di parlare nella lingua dei giganti, motivo per cui dialoga con il solo Mimir.
  • Thor: il dio del tuono, primogenito di Odino, fratello maggiore di Baldur, nonché padre di Magni e Modi. Appare solo nel finale segreto del gioco, dove probabilmente si prepara ad attaccare Kratos per vendicare i figli e il fratello. Mimir lo descrive come una divinità potente, perfida e spietata dotata di una sete di sangue superiore perfino alla paranoia di Odino.

DoppiaggioModifica

Le voci italiane sono state scelte direttamente da Santa Monica Studio. Rispetto ai suoi predecessori, Kratos non è più doppiato da Marco Pagani, poiché serviva una voce che fosse più adatta al personaggio attuale e, di conseguenza, cambia anche la localizzazione italiana del doppiaggio: dagli studi di Milano, si passa alla Local Transit di Roma.

DoppiatoriModifica

Nome personaggio Doppiatore originale Doppiatore italiano
Kratos Christopher Judge Pierluigi Astore
Atreus Sunny Suljic Leonardo Della Bianca
Baldur Jeremy Davies Daniele Raffaeli
Freya Danielle Bisutti Alessandra Cassioli
Mimir Alastair Duncan Franco Mannella
Brok Robert Craighead Roberto Stocchi
Sindri Adam Harrington Massimiliano Alto
Modi Nolan North Gerolamo Alchieri
Magni Troy Baker Achille D'Aniello

God of War: Raising KratosModifica

A un anno dall'uscita del gioco, Sony in collaborazione con Santa Monica Studio decide di pubblicare su YouTube un documentario chiamato God of War: Raising Kratos dove a raccontare c'è Cory Barlog che spiega tutto lo sviluppo del gioco, delle difficoltà riscontrate e dei contenuti rimossi.

AccoglienzaModifica

God of War ha ricevuto il "plauso universale" secondo il sito aggregatore di recensioni Metacritic, con un punteggio di 94 su 100 da 118 critici. Questo rende God of War (2018) il gioco col voto più alto della serie, e il secondo punteggio più alto di tutti i tempi per un gioco PlayStation 4 (posizionandosi dietro The Last of Us Remastered) e il punteggio più alto per un'esclusiva PlayStation 4, non rimasterizzata.[5] È anche il gioco PlayStation 4 col voto più alto del 2018.[5]

God of War ha ricevuto particolare lode per la sua direzione artistica, grafica, nuovo sistema di combattimento, musica, storia, uso della mitologia norrena, personaggi e sensazione cinematografica. Molti critici hanno definito il gioco una "conquista tecnica" e uno dei giochi dall'aspetto più notevole mai sviluppati per console.[6]

Il gioco ha venduto tre milioni di copie a tre giorni dall'uscita rendendolo di fatto il videogioco in esclusiva Playstation 4 più venduto. Un mese dall'uscita ha venduto cinque milioni di copie e nel maggio 2019 ha venduto dieci milioni di copie venendo definito il miglior videogioco della serie.

  • GamesHunters.it: 9.6/10. "I Santa Monica sono riusciti a creare probabilmente il miglior titolo dell'intera saga, tirando fuori dal cilindro una sceneggiatura magnifica e una direzione artistica eccelsa che tecnicamente ci regala quella che finora è la miglior opera videoludica disponibile su PlayStation 4"[7]
Anno Premio Categoria Risultato Fonte
2016 Golden Joystick Awards Gioco più atteso Candidato [8]
The Game Awards 2016 Gioco più atteso Candidato [9]
2017 Golden Joystick Awards Gioco più atteso Candidato [10]
The Game Awards 2017 Gioco più atteso Candidato [11]
2018 Golden Joystick Awards Miglior Narrativa Vincitore [12]
Miglior Visual Design Vincitore
Miglior Audio Design Vincitore
Gioco dell'anno - PlayStation Vincitore
Gioco dell'Anno Candidato [13]
The Game Awards 2018 Gioco dell'Anno Vincitore [14]
Miglior regia Vincitore
Miglior narrativa Candidato
Miglior direzione artistica Candidato
Miglior colonna sonora Candidato
Miglior design audio Candidato
Miglior action/adventure Vincitore
Miglior performance, Christopher Judge (Kratos) Candidato
2019 BAFTA Games Awards Best Game Vincitore/trice [15]
Artistic Achievement Candidato/a
Audio Achievement Vincitore/trice
Game Design Candidato/a
Music Vincitore/trice
Narrative Vincitore/trice
Performer (Christopher Judge) Candidato/a
Performer (Danielle Bisutti) Candidato/a
Performer (Jeremy Davies) Vincitore/trice
Performer (Sunny Suljic) Candidato/a

SequelModifica

Sebbene Santa Monica non abbia ufficializzato ancora un seguito, ha affermato che la storia di Kratos non è ancora terminata e che ci saranno altri capitoli affermando che saranno tutti ambientati di nuovo nel mondo della mitologia norrena. Nell'aprile 2019 il giornalista insider Jason Schreier ha affermato che è in lavorazione il seguito del titolo. Nel mese di giugno 2019 il sito ufficiale di Santa Monica Studios pubblica sulla sua pagina ufficiale degli annunci di lavoro per il loro nuovo progetto e in tutti gli annunci c'è la richiesta che i candidati devono conoscere a perfezione il videogioco "God of War (2018)".

Il 16 Settembre 2020 è stato rivelata la produzione del sequel e la sua programmata uscita nel 2021 sulla console next-gen Playstation 5. Il 2 giugno 2021 è stato cambiata la data d'uscita per il 2022 e in rilascio anche per PlayStation 4.[16]

NoteModifica

  1. ^ Matteo Zibbo, God of War: annunciata la data di uscita, su Eurogamer, 23 gennaio 2018. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  2. ^ (EN) God Of War PS4 Review Roundup [Updated]: Here's What Critics Are Saying, su GameSpot. URL consultato il 3 aprile 2020.
  3. ^ God of War trionfa ai BAFTA Game Awards 2019, vediamo tutti i vincitori, su Multiplayer.it. URL consultato il 3 aprile 2020.
  4. ^ HDblog.it, Game Awards 2018: God of War è il gioco dell'anno. Tutti i vincitori, su HDblog.it, 7 dicembre 2018. URL consultato il 3 aprile 2020.
  5. ^ a b Best PlayStation 4 Video Games for 2018, su metacritic.com. URL consultato il 12 aprile 2018.
  6. ^ (EN) Oscar Dayus, God Of War PS4 Review Roundup [Updated]: Here's What Critics Are Saying, GameSpot, 19 aprile 2018. URL consultato il 20 aprile 2018.
  7. ^ Recensione God of War - GamesHunters.it, su GamesHunters.it. URL consultato il 25 aprile 2018.
  8. ^ (EN) Golden Joystick Awards 2016 voting open to the public, in Digital Spy, 15 settembre 2016. URL consultato il 17 novembre 2018.
  9. ^ (EN) Eddie Makuch, All the 2016 Game Awards Nominees, su GameSpot, 16 novembre 2016. URL consultato il 17 novembre 2018.
  10. ^ (EN) Golden Joystick Awards 2017 Nominees - Best In Slot, su bestinslot.co. URL consultato il 17 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2019).
  11. ^ (EN) The Game Awards 2017 GOTY nominees include: Wolfenstein 2, Horizon: Zero Dawn, PUBG, Zelda: Breath of the Wild, more - VG247, in VG247, 14 novembre 2017. URL consultato il 17 novembre 2018.
  12. ^ Golden Joystick Awards 2018, ecco tutti i giochi premiati, in Multiplayer.it. URL consultato il 17 novembre 2018.
  13. ^ (EN) Tom Hoggins, Golden Joysticks 2018 nominees announced, voting open now, in The Telegraph, 24 settembre 2018. URL consultato il 17 novembre 2018.
  14. ^ The Game Awards 2018: ecco la lista di tutti i vincitori!, su Everyeye.it. URL consultato il 7 dicembre 2018.
  15. ^ (EN) Chris Fox e Zoe Kleinman, God of War wins best game at Bafta Awards, in BBC News, 4 aprile 2019. URL consultato il 3 aprile 2020.
  16. ^ blog.playstation.com, https://blog.playstation.com/2021/06/02/hermen-hulst-qa-whats-next-for-playstation-studios/amp/?__twitter_impression=true.

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