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Chalcides ocellatus

specie di animale della famiglia Scincidae
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Gongilo
Gongylus occelatus.jpg
Chalcides ocellatus
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Reptilia
Ordine Squamata
Sottordine Sauria
Infraordine Scincomorpha
Famiglia Scincidae
Sottofamiglia Scincinae
Genere Chalcides
Specie C. ocellatus
Nomenclatura binomiale
Chalcides ocellatus
(Forsskål, 1775)
Sinonimi

Lacerta ocellata
Scincus ocellatus
Gongylus ocellatus
Seps ocellatus

Nomi comuni

gongilo, congilo, guardauomini
tiraciatu, pisci lavuraturi, sardazza, scurzzuni, cicigghiu, samunia, salamizza, gardòminu, gardomu, tiru (Sicilia)
tiligugu, sosòga, Sazaùga, Ziricuccu (Sardegna)

Sottospecie

Il gongilo (Chalcides ocellatus (Forsskål, 1775)) è un piccolo sauro appartenente alla famiglia degli Scincidi.

DescrizioneModifica

 
Chalcides ocellatus

Da adulto, può raggiungere i 30 cm di lunghezza ma solitamente restano più piccoli. Ha una testa piccola, corpo cilindrico, e cinque dita su ciascun piede. Le zampe sono poco usate e di solito si muove serpeggiando.

I gongili sono molto agili e si trovano spesso nelle zone aride.[1] È strettamente imparentato con il Chalcides colosii, e precedentemente il C. colosii venne considerato una sua sottospecie.[2] C. ocellatus è notevole per la presenza di ocelli e per la sua enorme varietà di pigmentazione.

BiologiaModifica

Le femmine di queste specie danno alla luce 3-10 piccoli vivi. Preda vari insetti inclusi quelli con un esoscheletro coriaceo ed aracnidi, ma anche lombrichi, larve, i porcellini di terra e tutta una vasta gamma di artropodi. In cattività mangiano anche frutta dolce, uova bollite e pezzi di carne. È diurno e se spaventato scappa silenziosamente tra le piante o scavando nel terreno. Trascorre il letargo invernale sotto terra o sotto grandi massi.

Distribuzione e habitatModifica

Grecia (incluso Peloponneso), Sardegna, Sicilia, Malta, Nord Africa, Turchia, Cipro, Vicino Oriente[3][4][5]. Nel 1736 è stato introdotto nel Parco della Reggia di Portici ma l'ultima segnalazione in Campania risale al 1994[6].

Frequenta luoghi soleggiati ed aridi, aree sabbiose, macchia mediterranea costiera, vigneti, campagne, zone rocciose[7], oliveti, muretti a secco.

TassonomiaModifica

Ne esistono 6 sottospecie:[5]

ConservazioneModifica

È disturbato dalla presenza umana nei suoi habitat. È protetto dalla Convenzione di Berna (Allegato III)[7].

Il gongilo nella cultura popolare sicilianaModifica

Molti dei nomi dialettali siciliani del gongilo (tiru, tiruni, tiraxiatu, tiraciatu, tiruneddu) fanno riferimento a una presunta capacità di "tirare", ossia bloccare, il fiato ad altri animali, esseri umani compresi. In particolare è diffusa la falsa credenza popolare che il gongilo sia attratto dai lattanti e che possa soffocarli entrando loro in gola[9]. Tuttavia esiste anche una leggenda che attribuisce al gongilo un ruolo positivo, infatti durante la notte sveglierebbe con la coda gli uomini in pericolo. Una differente ipotesi etimologica vorrebbe invece far discendere il nome tiru dalla velocità con cui il rettile è in grado di scappare («più veloce di un tiro di schioppo»), mentre il nome tiraciatu deriverebbe dal fatto che le persone tratterrebbero il fiato per lo stupore durante le improvvise apparizioni e rapide scomparse del gongilo tra i loro piedi[10]. Per il colore della pelle simile a quello delle sardine (azzurro argentato), nella zona di Castelvetrano è invece denominato sardazza, anche nel ragusano è chiamato con un nome simile: Cuocciu i sarda. Il nome pisci lavuraturi deriverebbe invece dalla capacità di scavare rapidamente cunicoli nel terreno per nascondersi[11].

NoteModifica

  1. ^ Fauna Import UK, su faunaimportuk.com. URL consultato l'8 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2004).
  2. ^ Schleich, Hans-Hermann, et al. Amphibians and Reptiles of North Africa: Biology, Systematics, Field Guide. Koeltz Scientific Books, 1996.
  3. ^ Amphibians and Reptiles of Europe
  4. ^ Arikan, et al. "An Investigation on the Blood-Serum Proteins of Chalcides ocellatus (Sauria: Scincidae) Populations from Southern Anatolia." Archiviato il 17 luglio 2011 in Internet Archive. Tr. J. of Zoology 22 (1998) 175-177.
  5. ^ a b Chalcides ocellatus (Forsskål, 1775), in The Reptile Database. URL consultato il 17 aprile 2011.
  6. ^ Gongilo
  7. ^ a b Sardegna Foreste - Flora e fauna - Fauna - Rettili
  8. ^ Chalcides ocellatus, Congilo
  9. ^ Noemi Turino, Il Tirasciatu: il succhiarespiro che uccide i neonati, su latelanera.com, 22 agosto 2011. URL consultato il 24 agosto 2019.
  10. ^ VACCARO A., LA MANTIA T. Anfibi e Rettili siciliani: tra storia, leggenda e folklore. In AA.VV., Atlante della biodiversità della Sicilia. Vertebrati terrestri. PALERMO: Arpa Sicilia, 2008, pp. 357-372.
  11. ^ Quando nell'antichità per "intuire" l'esito di una malattia si osservavano i rettili

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica