Governatori omayyadi dell'Iraq

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Elenco dei Governatori omayyadi dell'Iraq

PremessaModifica

Nella storia, che la periodizzazione occidentale definisce "medievale" (del tutto inappropriata per il mondo islamico per il quale quell'epoca costituisce il periodo "classico"), l'Iraq (in arabo: العراق‎, al-ʿIrāq) era un'area che comprendeva le regioni meridionali della Mesopotamia, all'incirca identificabili in antico come Babilonia.[1] Era confinante a NO con la Jazīra, a N con l'attuale Azerbaigian (sasanide Aturpatakan), a NE con il Jibal (antica Media), a E con al-Ahwaz, a SE con il Golfo Persico e a SO coi deserti dell'Arabia.[2]

Nell'organizzazione amministrativa del califfato omayyade, l'Iraq non era inizialmente una provincia unitaria ma divisa tra i governatorati degli importanti miṣr di al-Baṣra e di al-Kūfa. Le due città furono unificate per la prima volta nel 670, quando il Califfo omayyade Muʿāwiya I affidò il loro controllo al fratellastro Ziyād ibn Abīhi.[3] Dopo la morte di Ziyād, le due città ebbero amministrazioni separate ma i successivi Califfi tornarono a trattarle come un'unica realtà amministrativa, assegnando loro con ʿAbd al-Malik ibn Marwān un unico Wālī.

Il governatorato dell'Iraq era assai potente all'interno della gerarchia dei governatorati califfali omayyadi. Inoltre all'Iraq era spesso assegnata la responsabilità delle province del califfato che erano state inizialmente conquistate da truppe basriote o kufane, compresi al-Ahwaz, al-Jibal, Fars, Kerman, Khorasan, Sijistan, Makran, al-Sind e Jurjan. Aveva inoltre autorità sulle province dell'Arabia orientale, vale a dire al-Bahrayn, al-Yamāma[4] e Oman.[5] In totale, tali province costituivano quasi la metà dell'intero impero islamico e comportavano enormi introiti percepiti dal governo centrale di Damasco.
Il governatorato aveva il potere di nominare e rimuovere i titolari dei sotto-governatorati di tutte queste province, e ciascuno dei sotto-Governatori faceva rapporto ad esso, anziché al Califfo.[6]

I Governatori che erano nominati per l'Iraq dovevano tutti risiedere all'interno della provincia nel corso del loro mandato. La sede tuttavia tendeva a cambiare di tanto in tanto. Sotto Ziyād ibn Abīhi, Baṣra e Kūfa servirono come capitali-gemelle ed egli risiedeva in entrambi i miṣr durante l'anno.[7] Baṣra però prevalse infine sulla più irrequieta Kūfa (dove assai forti erano gli Alidi) e finì col diventare la capitale della provincia d'Iraq per il resto del VII secolo. Il famoso Governatore al-Ḥajjāj b. Yūsuf al-Thaqafī ordinò la costruzione di una terza città-guarnigione, Wāsiṭ, più sicura politicamente, in cui egli preferì rimanere stabilmente per tutto il resto della sua vita di Governatore, malgrado talora si spostasse per qualche tempo a Kūfa e al-Ḥīra.[8]

L'Iraq rimase provincia omayyade fino al 749-750, quando un esercito abbaside assediò Wāsiṭ obbligando l'ultimo Governatore, Yazid ibn 'Umar al-Fazari, ad arrendersi.[9] In seguito a tale evento gli Abbasidi abolirono il governatorato dell'Iraq e tornarono alla pratica di nominare Governatori separati per i singoli distretti della regione.[10]

Elenco dei GovernatoriModifica

In questo elenco sono ricordati solo i Governatori che ebbero autorità sia a Baṣra sia a Kūfa contemporaneamente.

Nome Inizio Termine Natura della cessazione Note
Nessuno 661 670 non/disponibile Baṣra e Kūfa furono amministrate separatamente da diversi Governatori in questo periodo.[11]
Ziyād ibn Abīhi 670 673 Deceduto in carica Nominato dal Califfo Muʿāwiya I[12]
Nessuno 673 680 non/disponibile Baṣra e Kūfa furono amministrate separatamente da diversi Governatori in questo periodo.[13]
ʿUbayd Allāh b. Ziyād 680 684 Dimessosi Figlio di Ziyād ibn Abīhi. Nominato dal Califfo Yazīd I.[14]
Nessuno 684 691 n/d L'Iraq fu perso per gli Omayyadi durante la gran parte della Seconda Fitna. Dal 686 al 691, la rivolta di ʿAbd Allāh b. al-Zubayr portò suo fratello Muṣʿab a controllare tanto Baṣra quanto Kūfa.[15]
691 693 n/d Baṣra e Kūfa furono sotto differenti Governatori durante questo periodo[16]
Bishr ibn Marwān 693 694 Deceduto in carica Fratello del Califfo ʿAbd al-Malik b. Marwān, che lo nominò.[17]
al-Ḥajjāj b. Yūsuf al-Thaqafī 694 714 Deceduto in carica Nominato da ʿAbd al-Malik b. Marwān.[18]
Yazīd b. Abī Kabsha al-Saksakī 714 715 Deposto Nominato dal Califfo al-Walīd I.[19]
Yazīd b. al-Muhallab al-Azdī 715 717 Deposto Nominato dal Califfo Sulaymān b. ʿAbd al-Malik.[20]
Nessuno 717 720 n/d Baṣra e Kūfa furono sotto Governatori diversi durante questo periodo.[21]
Maslama ibn ʿAbd al-Malik 720 721 Deposto Fratello del Califfo Yazīd II, che lo nominò.[22]
ʿUmar b. Hubayra al-Fazarī 721 724 Deposto Nominato da Yazīd ibn ʿAbd al-Malik.[23]
Khālid b. ʿAbd Allāh al-Qasrī 724 738 Deposto Nominato dal Califfo Hishām ibn ʿAbd al-Malik[24]
Yūsuf ibn ʿUmar al-Thaqafī 738 744 Deposto Nominato da Hishām ibn ʿAbd al-Malik.[25]
Manṣūr b. Jumhur al-Kalbī 744 744 Deposto Nominato dal Califfo Yazīd III[26]
ʿAbd Allāh b. ʿUmar 744 745 Deposto Figlio del Califfo ʿUmar II. Nominato da Yazīd III[27]
al-Naḍr b. Saʿīd al-Harashī 745 745 Dimessosi Nominato dal Califfo Marwān II[28]
Yazīd b. ʿUmar al-Fazarī 745 750 Ucciso Figlio di ʿUmar b. Hubayra al-Fazarī. Nominato da Marwān II.[29]

NoteModifica

  1. ^ Le Strange, p. 24
  2. ^ Le Strange, Map 1
  3. ^ Shaban, p. 87; Morony, pp. 72-73
  4. ^ Al-Askar, pp. 133-36
  5. ^ Al-Rawas, pp. 62 e segg.
  6. ^ Blankinship, pp. 57, 60-63
  7. ^ Morony, p. 73
  8. ^ Morony, p. 158; Djaït, p. 271
  9. ^ Kennedy, pp. 49 e segg.
  10. ^ Morony, p. 163; Crone, p. 61
  11. ^ al-Ṭabarī, v. 18: pp. 20-21, 70, 75-78, 87, 90, 92-93, 95
  12. ^ Ziyād ebbe forse il controllo di Kūfa ai primi del 669. al-Ṭabarī, v. 18: pp. 96-97, 103, 164-67; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Ziyād b. Abīhi» (I. Hasson); Shaban, p. 87
  13. ^ al-Ṭabarī, v. 18: pp. 171, 179, 181-82, 187, 191, 198, 207; v. 19: p. 1
  14. ^ al-Ṭabarī, v. 19: pp. 18, 90, 194, 200; v. 20: pp. 5-6; The Encyclopaedia of Islam, s.v «ʿUbayd Allāh ibn Ziyād» (C. F. Robinson)
  15. ^ al-Ṭabarī, v. 20: pp. 123, 176, 182 e segg.; v. 21: pp. 67, 83-84, 85 e segg., 118-22, 153, 168, 170, 171 e segg.; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Muṣʿab ibn al-Zubayr» (H. Lammens-Ch. Pellat)
  16. ^ al-Ṭabarī, v. 21: pp. 191, 193, 212
  17. ^ al-Ṭabarī, v. 21: 233-34; v. 22: pp. 3, 11, 13; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Bishr ibn Marwān» (L. Veccia Vaglieri); Shaban, pp. 101-02
  18. ^ al-Ṭabarī, v. 22: pp. 12-13, 92, 175-76, 181, 186, 195; v. 23: pp. 13, 34, 71, 76, 115, 130, 139, 145, 148, 181, 183, 202, 214, 216-17; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Al-Ḥadjdjadj b. Yūsuf» (A. Dietrich); Shaban, pp. 102, 119
  19. ^ al-Ṭabarī, v. 23: p. 217; Crone, p. 96
  20. ^ al-Ṭabarī, v. 24: pp. 4-5, 29, 38, 60, 75; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Muhallabids» (P. Crone); Shaban, pp. 127-28, 132-33
  21. ^ al-Ṭabarī, v. 24: pp. 75, 88, 126
  22. ^ al-Ṭabarī, v. 24: pp. 148, 162-3; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Maslama b. ʿAbd al-Malik b. Marwān» (G. Rotter); Shaban, pp. 136-37
  23. ^ al-Ṭabarī, v. 24: pp. 163, 165, 167, 191; v. 25: p. 4; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Ibn Hubayra» (J.-C. Vadet); Crone, p. 107; Shaban, pp. 137, 139
  24. ^ Non c'è accordo sull'anno esatto di nomina di Khālid. al-Ṭabarī, v. 25: pp. 4, 7, 23, 28, 32, 44, 63, 68, 94, 96, 98-100, 110, 122-23, 130, 166, 172 e segg.; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «'Khālid b. ʿAbd Allāh al-Ķasrī» (G. R. Hawting); Crone, p. 102; Shaban, pp. 139, 143
  25. ^ al-Ṭabarī, v. 25: pp. 178 e segg., 187, 194; v. 26: pp. 35, 55, 65, 69, 125, 195 e segg.; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «Al-Thaķafī, Yūsuf b. ʿUmar» (G. R. Hawting); Shaban, pp. 143, 159
  26. ^ al-Ṭabarī, v. 26: pp. 195 e segg., 219-20; Crone, p. 158; Shaban, p. 159
  27. ^ ʿAbd Allāh rifiutò di dare le dimissioni e divenne un ribelle. Cfr. al-Ṭabarī, v. 26: pp. 219-20; v. 26, pp. 12 e segg.; The Encyclopaedia of Islam, s.v. «ʿAbd Allāh b. ʿUmar b. ʿAbd al-ʿAzīz» (K. V. Zettersteen); Shaban, pp. 159, 161-62
  28. ^ al-Naḍr non fu mai in condizione di affermare la sua autorità sull'Iraq e infine tornò in Siria. al-Ṭabarī, v. 26: pp. 12 e segg., 23-24, 27; Crone, p. 144; Shaban, pp. 161-62
  29. ^ Da quando Yazīd fu nominato nel 745, ci vollero due anni e numerose campagne militari per assicurargli l'assunzione del potere nel Paese. al-Ṭabarī, v. 27: pp. 24-26 52, 56-57, 92, 123, 133, 185 e segg., 191-92; Crone, p. 107

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica