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Governo Rattazzi I

3º Governo del Regno d'Italia

Presidente del Consiglio dei ministriModifica

Urbano Rattazzi

Ministri senza portafoglioModifica

MinisteriModifica

Affari EsteriModifica

Ministro Urbano Rattazzi fino al 31 marzo 1862
Giacomo Durando dal 31 marzo 1862

Agricoltura, Industria e CommercioModifica

Ministro Gioacchino Napoleone Pepoli

FinanzeModifica

Ministro Quintino Sella

Grazia e Giustizia e CultiModifica

Ministro Filippo Cordova fino al 7 aprile 1862
Raffaele Conforti dal 7 aprile 1862

GuerraModifica

Ministro Agostino Petitti Bagliani di Roreto

InternoModifica

Ministro Urbano Rattazzi Ad Interim fino al 31 marzo 1862 poi titolare

Lavori PubbliciModifica

Ministro Agostino Depretis

MarinaModifica

Ministro Carlo Pellion di Persano

Pubblica IstruzioneModifica

Ministro Pasquale Stanislao Mancini fino al 31 marzo 1862
Carlo Matteucci dal 31 marzo 1862

CronologiaModifica

  • 3 marzo: a seguito delle dimissioni di Bettino Ricasoli, il re Vittorio Emanuele II affida a Rattazzi il compito di formare il nuovo governo in cui il presidente è anche ministro degli Esteri e degli Interni. L'esecutivo è formato quasi esclusivamente da ministri piemontesi e si contraddistingue per una folta presenza di indipendenti vicini alla sinistra moderata.
  • 13 maggio: Rattazzi dà ordine di arrestare in Trentino un numeroso gruppo di garibaldini (tra cui 123 ex membri dei Mille) accusati di insurrezionalismo.
  • 29 agosto: scontro dell'Aspromonte, in cui su sollecitazione dell'esecutivo i soldati regolari fermano l'azione di 1300 volontari legati a Giuseppe Garibaldi.
  • 29 novembre: a seguito di numerose e prolungate polemiche per le azioni anti-garibaldine condotte dal governo (animate soprattutto da Ricasoli e dall'estrema sinistra) e constatato che egli non gode più della fiducia del sovrano, Rattazzi annuncia la sua volontà di dimettersi da capo del governo.
  • 30 novembre: Discussa e scartata l'eventualità di sciogliere la Camera, il Re, su consiglio di Rattazzi, dà mandato di fiducia a Cassinis, che conferisce con il conte senatore Pasolini per la formazione del ministero.

BibliografiaModifica

  • Francesco Bartolotta, Parlamenti e Governi d'Italia dal 1848 al 1970, 2 Voll., Vito Bianco editore, Roma, 1971, II Vol., p. 35.

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